Alla Rotonda della Besana, a Milano, è iniziata una retrospettiva dedicata a Bruno Munari, una delle personalità più argute dell’arte italiana.
Designer capace delle invenzioni più sorprendenti, era dotato di una curiosità infantile, anche a novanta anni (“la vecchiaia non esiste” ripeteva), e di una saggezza accresciuta con l’osservazione ammirata della cultura orientale.
Inaugurata il 24, giorno del centenario della sua nascita, la mostra, divisa in ben undici sezioni, espone la summa della sua ampia produzione: le famose macchine inutili, le lampade, i libri, le composizioni frattali e tanto altro con il comune denominatore dell’ironia e della freschezza.

Il sogno dell’artista è comunque quello di arrivare al Museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali.
Bruno Munari