Qualche giorno fa vi avevo parlato del festival Don’t Ban The Can a Melbourne, città da cui viene anche Buff Diss, tape artist che abbiamo intervistato qualche tempo fa.
Questo video ci mostra una carrellata di scatti realizzati nelle strade della città australiana nel 2007, dall’utente di youtube LilitFilth. La colonna sonora è di TZU.

Continua il nostro ciclo autunnale di conversazioni con alcune voci interessanti della scena contemporanea. Come promesso vi presentiamo in esclusiva per l’Italia un’intervista al tape artist Buff Diss, che ha recentemento lavorato a Pisa. L’abbiamo raggiunto a Berlino, dove si trova per lavorare al negozio Klebeland.
Durante la conversazione ho colto l’occasione per farmi raccontare che posto è Melbourne e cosa succede nel campo dell’arte contemporanea. Buff ci parla del ruolo della pigrizia e dell’improvvisazione all’interno dei suoi processi creativi. Purtroppo la chiacchierata si è limitata al suo approccio nei confronti dell’arte. Per motivi di tempo non mi sono avventurato a chiedergli da cosa nasca la sua passione per il nastro adesivo, né tantomeno quale tecnica usi.
1) Quand’è che da bambino hai incontrato per la prima volta l’arte?
Probabilmente quando la mia mamma per distrarmi mi mise davanti una matita e un pezzo di carta, una tattica piuttosto efficace!
2) Chi sono i tuoi eroi?
Credo che il mio eroe, nel vero senso della parola, sia Paul Robeson (cantante, attore ed attivista americano n.d.). Uno degli uomini più impressionanti che il secolo scorso abbia conosciuto, non solo per le sue parole e le sue conquiste, ma anche per il contesto in cui le ha ottenute. Poi i miei genitori, che sono passati attraverso molte difficoltà personali, ma soprattutto per essere stati le grandi persone che sono.
3) Quando hai realizzato il tuo primo artwork? (intendo una cosa che volevi far vedere alla gente come un’opera d’arte) Che cos’era ?
Fammi pensare … opera d’arte… in realtà la prima cosa che ho realizzato è stata una stupida scultura in carta ai tempi della prima elementare. Ricordo che la maestra mi chiedeva se fossi un artista e quando io le risposi sì, lei mi lasciò continuare, mentre tutti dovevano iniziare gli esercizi di matematica. Ora che ci penso, questo episodio dice davvero tutto.
Continua a leggere: Intervista a Buff Diss, artista del nastro adesivo

Come promesso lo scorso weekend sono andato a Pisa per l’apertura di God has left the building, prima personale europea del tape artist australiano Buff Diss. Intorno alle 22 sono entrato nella Repubblica di San Bernardo. All’ingresso non ho fatto in tempo a dare un’occhiata all’installazione con la proiezione di F for fake di Orson Welles, che subito Buff si è messo all’opera.
Scotch carta alla mano (si vede che aveva finito quello più buono), l’artista del nastro adesivo ha disegnato in meno di mezz’ora la scena di una mano che frusta l’altra. Sospinto dalla musica dei dj di San Bernardo non sbaglia un colpo, si ferma solo per prendere le misure con la mano. Poi mi giro e pian piano mi rendo conto di quello che già c’è nella ex chiesa di San Bernanrdo.
Al centro campeggia una torre, mentre sulle due pareti principali due grandi rielaborazioni di opere di Michelangelo e Caravaggio. Sembra impossibile che anche questi grossi pezzi siano fatti col nastro adesivo. Non ci voglio credere. Mi avvicino e noto che questa volta si tratta di nastro adesivo con fibra, che permette di essere tagliato precisamente a mano.

Ho conosciuto Buff Diss senza sapere chi fosse, quando il 16 giugno mi trovavo a Pisa per la luminara e la festa del patrono di San Ranieri. Svoltando per caso in una delle tante stradine perpendicolari al lungarno mi sono imbattuto in questa strana mano che vedete qui sopra. Dapprima sono rimasto basito, quasi indifferente, pensando ad un gioco di buio e luci che aveva creato un’immagine irreale, quasi un’allucinazione.
Guardando meglio mi sono accorto che si trattava proprio di una mano disegnata con lo scotch ed era strano e imprevedibile il fatto che sembrava esserci sempre stata lì. D’altronde Buff Diss stesso in un’intervista dice “Mi piace la confusione che si crea con i miei pezzi all’interno delle architetture”. Una confusione che rimanda al significato latino di ’sciogliere insieme’. Per Diss ogni singolo spazio va interpretato e un palazzo, una strada, una panchina si trasformano in una tela su cui dipingere col nastro adesivo. Con un approccio integrato all’ambiente e non invasivo per la vista, questo tape artist australiano realizza interventi che, una volta compiuto il loro ciclo vitale, non lasciano segni sulle superfici che l’hanno ospitati.
Tutto questo per ricordarvi che oggi alle 19 inaugura la sua installazione al Cantiere San Bernardo di Pisa. Per invogliarvi a farci un salto (a Pisa tra l’ altro oggi c’è anche ‘N Joy Street) vi proponiamo una piccola galleria di foto e, dopo il salto, un video del ‘ragazzo’ al lavoro.

Eccoci a parlarvi di una nuova tendenza artistica, l’adhesive tape art o meglio l’arte del nastro adesivo. Aspettate a storcere la bocca, perché si tratta di qualcosa di realmente innovativo ed interessante. Innanzitutto si parla si una tendenza e non di un vero e proprio movimento, visto che i “tape artists” sono pochi e sparsi in giro per il mondo.
I tipi del Cantiere San Bernardo in pieno centro storico a Pisa (via Pietro Gori), spazio polivalente che ospita e produce eventi di grande qualità, hanno chiamato un grande nome dell’adhesive tape art. L’australiano Buff Diss, di Melbourne, è un giovane artista che usa il nastro adesivo per creare enormi immagini che prendono posizione nel paesaggio urbano. Marciapiedi, mura, fermate degli autobus, cartelloni pubblicitari, automobili, ogni superficie disponibile è buona.
Il suo lavoro è passato da Tokyo, San Francisco, Parigi e Reykjavik. Nei giorni 25-26-27 settembre e 2-3-4 ottobre dalle ore 19.00 Buff Diss presenterà la sua prima personale europea, una grande installazione ambientale intitolata God has left the building (Dio ha lasciato l’edificio). Il titolo allude alla sede che ospita l’evento, l’ex chiesa di San Bernardo appunto.
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