
Giovedì 25 marzo ho partecipato all’evento Digital Caput Mundi, organizzato da Carlo Infante all’Opificio Telecom, attuale sede della Fondazione Romaeuropa.
Lo spunto dell’incontro era una mappatura delle realtà che producono creatività e innovazione a Roma, francamente da quello che ho visto molto orientato ad esperienze sul modello incubatore d’impresa: poca università, poca arte, poca cultura in senso lato. Nella seconda metà del pomeriggio era inoltre prevista una visita alla mostra Digital Life, che vi avevo segnalato e che avevo in programma di andare a vedere.
Infatti la seconda parte del mio reportage sarà proprio un articolato resoconto della mostra, come vi avevo promesso. Mentre aspettavo la fine degli interventi, ho però incrociato Marina Bellini, responsabile di Musei in Comune 2.0, così, munita del mio registrtorino portatile, ne ho approfittato per farle un’intervista sulla sua attività e su qualche novità in cantiere per la rete dei musei capitolini: Marina ci infatti ha dato anche una piccila anteprima su un progetto che sarà reso pubblico la settimana prossima. Le ho anche chiesto un parere su Digital Life, così avrete due punti di vista su questo evento da poter confrontare.
Intanto buona lettura.
Ecco entrati nel vivo della due giorni. Al senato, presso la sala dell’Ex Hotel Bologna la conferenza-dibattito “Politiche culturali e gestione della proprietà intellettuale” diventa da un lato il “momento della rappresentazione pubblica”, e dall’altro il quadro teorico-interpretativo dell’operazione RomaeuropaFakeFactory.
Intensa la serie dei tre panel che si sono succeduti.
La mattina è dedicata alla contestualizzazione di arte, cultura e creatività nel contemporaneo e alla gestione delle politiche culturali: con le relazioni introduttive di Francesco “Warbear” Macarone Palmieri e Simona Lodi, che affrontano l’uno le relazioni fra autorialità e potere e l’altra la domanda cruciale “cosa è da scartare e cosa non lo è” in tempi di crisi, il dibattito si accende grazie agli interventi si Valerio Mattioli (giornalista e critico musicale), Casaluce-Geiger Synusi@-cyborg (artista e promotrice dell’azionismo post-umano), OtherethO (artista e membro più giovane del comitato scientifico del REFF), Gennaro (giudice, drammaturgo, danzatore e scrittore noto per la sua sentenza anti-copyright del 2001), Stefano Coletto (curatore della Fondazione Bevilacqua la Masa), Francesco Monico (direttore della Scuola Design&Comunicazione della NABA), Gianluca del Gobbo (fondatori di Flyer Communication, LPM e FLxER), Arturo Di Corinto (Osservatorio sulla Cultura della Regione Lazio) : moderano le sessioni, Rossella Ongaretto (architetto e designer) e un’incontenibile Valeria “Jemma Temp” Guarcini (performer e producer di LPM), capace di divertire il pubblico e stuzzicare i relatori con ironia e irriverenza.
Il Pomeriggio, dopo una sostenuta pausa-caffè, è il momento per un confronto serrato sulla relazione fra nuovi modelli di business e proprietà intellettuale. La relazione introduttiva di Alex Giordano ( saggista e fondatore di Ninja Marketing) offre una articolata visione di come emergano nuove relazioni fra marchi e uso-appropriazione degli stessi da parte degli utenti. “Cosa fare, come affrontare il nuovo mercato?” è questa la domanda che viene rivolta al tavolo, che alterna dubbi e risposte di Davide D’Atri (fondatore di Beatpick), Marco Fagotti (Anomolo Records), Francesco Magnocavallo (dir. editoriale di Blogo), Marco Scialdone (avvocato e docente alla Campus Link), Guido Scorza (avvocato e pres. dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione): a partire dalle diverse esperienze maturate come professionisti e giuristi, affiorano nel dibattito concetti come la possibilità di una coesistenza fra modelli commerciali e non commerciali, necessità, rispetto alla questione SIAE, il mandato non esclusivo, l’esigenza di una analisi critica e profonda del senso di autorialità e dei desideri che spingono gli artisti e rilasciare le proprie opere (il sogno di arrivare dal MySpace alla SONY, che non solo ha speranze minime di realizzarsi, ma che probabilmnte nel futuro non ha né spazio, nè possibilità di esistere…). Moderatore d’eccezione, Luca Neri, autore del libro “La Baia dei Pirati. Assalto al Copyright” (Cooper), in Italia per il lancio del volume appena uscito.
Nel complesso una giornata densa, alta l’attenzione e il coinvolgimento della sala fino alla fine, mentre il pubblico va via con il desiderio di continuare a discutere.
RomaEuropaFAKEFactory - ed è questo il senso della sua presenza in senato - diventa lo stimolo per la creazione di un Tavolo sulla Cultura Digitale da istituire all’interno della Commissione Cultura. Questo grazie al coinvolgimento attivo del sen. Vincenzo Vita (vicepres. della stessa Commissione) che, oltre ad ospitare l’evento, si impegna a sostenere la proposta. I tre panel iniziano ad esplorarne le prospettive e le tematiche scottanti che emergono nel complesso intreccio fra istituzioni pubbliche e private, economia, arte e interstizi: una contemporeneità che brucia, dove cade la logica della contrapposizione dialettica (l’aut/aut) e vince quella della relazione connettiva (l’et/et). Dove la contaminazione diventa necessità. Dove si afferma radicalmente un principio semplice: il diritto all’esistenza e la molteplicità (di fonti, punti di vista, identità, economie).
A breve saranno inoltre disponibili i video e l’audio integrali della giornata: nel prosegui dell’articolo intanto i video interventi di Derrick De Kerckhove e Carlo Infante.
[Foto in alto: sen Vincenzo Vita; di fianco a destra Simona Lodi, art director Piemonte Share Festival]

Tra il 25 dicembre e l’8 gennaio abbiamo pubblicato su ArtsBlog una trilogia di interviste dedicate alla crisi finanziaria internazionale. Tre tappe, New York - Londra - Torino, coinvolgendo nell’ordine Helen Toringhthon e Joanne Green di Turbulence.org, Marc Garrett di NetBehaviour/Furtherfield, Simona Lodi del Piemonte Share Festival.
L’idea di un viaggio nella crisi che attraverso il multiforme e spesso sconosciuto “spazio” della new media art, nasce da una conversazione via e-mail sul deteriorarsi della situazione negli USA fra Helen Toringhthon e xDxD - artista, haker e esperto di innovazione tecnologica, con cui destino vuole che io viva e lavori da due anni. xDxD mi propone l’idea dell’intervista, che subito si trasforma nella prima trilogia. Il nostro obiettivo era analizzare la crisi attraverso le esperienze di chi “opera” nel settore, ma soprattutto interrogarli su una questione fondamentale: l’arte contemporanea (dalla net.art in poi) e i modelli (sociali, antropologici, economici, politici) da essa scaturiti possono rappresentare alternative percorribili con cui affrontare una crisi dalla caratteristiche “(eco)sistemiche”, quale quella attuale?
Le interviste hanno avuto un ottimo riscontro a livello internazionale, suscitando l’interesse e l’attenzione dei media, ma soprattutto di promotori di progetti, network ed esperienze artistiche grazie ai quali siamo pronti a partire con un secondo ciclo di interviste. Otto i nuovi protagonisti che vi anticipo (elenco in ordine alfabetico):
Stefano Coletto - Fondazione Bevilacqua La Masa (Italia)
Carlo Infante - Performingmedia.org (Italia)
Andreas Jacobs - NictoGlobe (Netherlands)
Robert Labossiere - Department of Culture (Canada)
Alessandro Ludovico - Neural.it (Italia)
Marisa Olson - Rizhome.org (USA)
Francesco “Warbear” Macarone Palmieri - Phagoff (Italia)
Ricardo Ruiz - Descentro (Brasile)
Il progetto sfocerà in una pubblicazione collettiva, di cui ArtsBlog è nuovamente protagonista: le interviste saranno mano mano pubblicate sul blog, per essere successivamente raccolte sul sito dedicato “InterviewingTheCrisis” (la foto in alto raffigura il simpatico banchiere alato che ne sarà il logo). Per quanto riguarda il nuovo ciclo di interviste, partiremo con Carlo Infante di PerformingMedia. La pubblicazione è prevista il mercoledì 4 febbraio. La seconda intervista sarà invece con Andreas Jacobs di Nictoglob, per il 10 febbraio.
Speriamo con ciò di riuscire a mantenere una cadenza settimanale per le prossime interviste, che ci accompagneranno così fino a marzo, scandendo la fine del ciclo invernale.