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Tutti gli articoli con tag carsten höller

Sul Luna Park di Höller

pubblicato da Daniele


Dal 2 dicembre, e fino al 26 febbraio 2012, al MACRO, sarà possibile visitare l’opera Double Carousel with Zöllner Stripes, di Carsten Höller, una doppia giostra in movimento collocata negli spazi della grande sala al pian terreno del museo. Il pubblico ha la possibilità di interagire con le due grandi giostre ideate dall’artista che, muovendosi in direzioni opposte e molto lentamente, consentono al visitatore di salire e scendere in ogni momento. Dalla propria postazione, sul sedile della giostra, le persone si avvicinano e si allontanano in un moto rotatorio costante, mentre tutt’intorno, una texture composta di linee apparentemente incrociate creano un suggestivo effetto ipnotico, intensificato dal sistema di luci intermittenti.

L’installazione è un interessante esperimento di arte cinetica e performativa, che invita il visitatore-spettatore ad interagire con l’opera per alterare la propria percezione dello spazio generando una visione rallentata della realtà. L’opera ha vinto la quinta edizione del premio Enel contemporanea ed è una delle più interessanti creazioni di Höller, artista belga naturalizzato svedese, da sempre interessato al controllo guidato dei meccanismi percettivi (l’artista ha dedicato i suoi studi, tra l’altro, alla vita olfattiva degli insetti). Visto che si tratta di un’esperienza intrigante e considerato che l’ingresso è gratuito, vale la pena farsi un giro sulla giostra psichedelica di Höller.

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Arte e cibo (2): Eat Art Gallery

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il termine Eat Art fu inventato da Daniel Spoerri per indicare arte interattiva fatta con prodotti alimentari. Due anni dopo l’apertura del suo ristorante a Düsseldorf al Burgplatz, l’artista svizzero fondò la Eat Art Gallery, esattamente nel 1970. Questo posto ha ispirato numerosi artisti a produrre varie edizioni di materiali commestibili e di opere ricavate da rifiuti alimentari. La mostra “Eating the Universe” naque da un’idea di Peter Kubelka, ex professore di Cinema e Cucina al Städelschule di Francoforte, per un TV-show di cucina pensato come un happening artistico.

Fino al 28 febbraio 2010 la Kunsthalle di Düsseldorf ripropone Eat Art, una mostra che illustra l’attrazione continua nei confronti del grande tema del cibo, visto come interfaccia fondamentale fra arte e vita. Al giorno d’oggi questo tema ha una rilevanza enorme, sul particolare sfondo di questioni come la ricchezza e la fame, l’anti-consumismo e i movimenti anti-globalizzazione, la dietologia moderna e show cooking, maniaci della salute e fast food.

La mostra è strutturata in due sezioni, sulla base della selezione delle opere seminali di Daniel Spoerri, così come alcune delle serie più importanti create per la Eat Art Gallery. Una piccola parte storica ripercorre le origini della Eat Art e presenta una ricostruzione della galleria e delle sue attività. La parte principale della mostra offre una vasta gamma di lavori più recenti che riguardano l’uso di materiali commestibili. Lavori che comprendono a livello scultoreo la rilevanza estetica del cibo. La cucina come luogo creativo e sociale della produzione e l’impatto mediatico degli spettacoli gastronomici.

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ArtePollino - Un Altro Sud

pubblicato da penelope.di.pixel


Nel Parco del Pollino, la più grande riserva naturale dell’Italia, quest’anno prende vita la prima edizione di “ArtePollino - Un Altro Sud“, progetto a cura di Sensi Contemporanei promosso dalla Regione Basilicata con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, dei Beni e le Attività Culturali e della Fondazione La Biennale di Venezia.

L’operazione coniuga la promozione delle aree ambientali con l’arte contemporanea che diventa l’occasione per far conoscere il territorio attraverso la realizzazione di opere d’arte integrate nei percorsi naturali, workshop con gli artisti, spettacoli e seminari. I primi tre protagonisti della sfida sono Anish Kapoor, Carsten Höller e Giuseppe Penone, che con le loro grandi opere site specific si propongono di interpretare e valorizzare quella sconfinata natura. Anish Kapoor realizzerà la sua opera nel complesso termale di Latronico (Valle del Sinni), Carsten Höller a San Severino Lucno (Valle del Frido) e Giuseppe Penone a Noepoli (Val Sarmento), ponendo le basi per un percorso dell’arte contemporanea che dal 5 settembre 2009 sarà aperto ai visitatori e rimarrà patrimonio del Parco in via permanente.

La rassegna con gli eventi correlati terminerà invece nel mese di ottobre.

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Musei come alberghi: dal Guggenheim al Palais de Tokyo

pubblicato da margherita

Revolving Hotel Room - 2008 - Carsten Höller - Guggenheim Museo New York

Una notte al museo in stanza d’autore, circondati da quadri di grandi maestri come Picasso, con tanto di colazione.

E’ la soluzione che dal 25 ottobre al 6 gennaio 2009 il Guggenheim Museum di New York ha adottato per combattere la crisi. Il celebre museo ha fatto realizzare dall’artista Carsten Höller (autore di lavori partecipativi come i divertenti scivoli di Londra) “Revolving Hotel Room“, una stanza girevole (che funziona come installazione di giorno) ospitata in una sala, dove si può dormire circondati da quadri, telecamere di sorveglianza e guardie di sicurezza. Non si può parlare di intimità ma sicuramente un’esperienza unica che costa dai 300 agli 800 dollari e che ha già registrato il tutto esaurito. E tra i primi ad aggiudicarsi l’esperienza, l’attrice Chloe Sevigny.

Questo lavoro mi ha fatto venire in mente un’altra stanza d’autore, “Hôtel Everland“, l’albergo monostanza del duo artistico Sabina Lang e Daniel Baumann, progetto che trovo ancora più bello posizionato fino al 31 dicembre 2008 sul tetto del Palais de Tokyo di Parigi. In questo caso non si è dentro al museo, ma sopra.

Dopo il continua altre immagini dell’installazione-stanza d’albergo museale di Parigi.

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Carsten Höller, 5 scivoli e la Tate Modern

pubblicato da margherita

Test Site,il progetto/scultura dell’artista tedesco Carsten Höller, sarà ricordato come uno degli eventi di maggior impatto del 2006/2007. E con ragione.

i 5 scivoli (Slides) che hanno occupato fino a ieri la Turbine Hall della Tate Modern di Londra, sono stati un grande spettacolo sia per chi ha sperimentato la scultura dall’interno (scivolando) sia per chi è rimasto fuori (osservando). E lo dimostra non solo la lunga fila di questi mesi per poter accedere agli scivoli, ma l’espressione di chi scendeva e di chi guardava. Uno stato di felicità ed eccitazione.

Höller associa agli scivoli una funzione di opera d’arte, di architettura e di trasporto in grado di modificare lo stato d’animo di una persona, e vorrebbe vedere applicato lo scivolo anche nella vita quotidiana. Intanto questa sua visione ha incontrato lo spazio della Tate Modern.

Test Site fa parte dei progetti della Unilever Series e lascia ora il posto a Doris Salcedo. Dopo Höller, Eliasson, Kapoor, anche da lei ci si aspetta un “grande” progetto.

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