“Ospiti indesiderati” è una mostra molto particolare: fino al 2 maggio le case museo di Milano (Poldi Pezzoli, Villa Necchi Campiglio, Casa Boschi, Museo Bagatti Valsecchi) apriranno le nuove sale a pezzi di design. Le antiche sale di questi palazzi, ornati di quadri di Fontana e di opere di Botticelli (solo per citare due nomi), ospiteranno opere di Gaetano Pesce, Ron Arad, Ettore Sottsass, Philippe Starck.
E mi sembra un’operazione tanto spericolata quanto interessante. L’idea di unire al “classico” il contemporaneo non può che stimolare l’attenzione di chi, per un motivo o per l’altro, mostra interesse verso l’arte. Ed è un’operazione che apprezzo anche perché le case museo sono un patrimonio fantastico di Milano (e non solo) molto spesso dimenticato.
Qualsiasi iniziativa che contribuisca a portare persone nelle case museo non può che avere il mio appoggio. Già da qualche anno il museo Poldi Pezzoli (tra le case museo di Milano è sicuramente quella più nota) ha istituito un aperitivo d’arte (ve ne abbiamo parlato qui); ora un’altra iniziativa cerca di rendere conosciuti questi grandi luoghi d’interesse artistico.
Ospiti indesiderati alle case museo di Milano
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Da qualche tempo la casa museo Poldi Pezzoli di Milano ha trovato una formula per attirare i giovani nelle proprie sale: creare degli apertivi d’arte. Dunque, mercoledì 7, 21 e 28 aprile, dalle 18.00 alle 21.00, il museo aprirà le sue porte ai giovani.
Al prezzo di 8 euro si potrà accedere liberamente al museo (che per l’occasione prolunga l’orario di apertura) e sorseggiare un bicchiere nelle sue preziose sale. In più si potrà avere libero accesso alla mostra “Ospiti inaspettati. Case di ieri, Design di oggi“.
Mi sembra una buona occasione per chi, per motivi di lavoro o di studio, non ha tempo di visitare la casa museo nell’orario di apertura consueto. E inoltre, ricordiamolo, vi sono veri e propri capolavori in quelle sale. Uno tra tutti, la celebre “Dama” del Pollaiuolo.
C’è un sorprendente tesoro, disseminato per Milano, ignorato ai più. Mi riferisco alle opere e agli oggetti d’arte esposti nelle 4 case museo della città. Ma cos’è una casa museo? Purtroppo, non solo le case museo sono quasi del tutto ignote ai turisti , ma anche agli stessi milanesi. Ebbene, mi piacerebbe parlarvene, perché racchiudono un patrimonio artistico non indifferente, e che vale la pena di prendere in considerazione. Innanzitutto bisogna chiarire cosa sono queste case museo. Esse sono, niente più, che abitazioni trasformate in museo.
Alcune antiche famiglie di Milano, per passione, sono arrivate ad accumulare dei grandi patrimoni artistici. Acquistavano le opere per collezionismo, e le esponevano nelle stanze delle loro case, così come fan tutti. In seguito, al posto di rivenderle a privati, hanno deciso di donarle alla città, e le loro abitazioni, appunto, sono diventate dei musei. A Milano ce ne sono 4: Casa Boschi, il museo Poldi Pezzoli, Villa Necchi Campiglio, e Villa Bagatti Valsecchi. Da qualche tempo, fanno parte di un circuito museale: questo il sito. Di queste case, brevemente, vi voglio parlare.
Casa Boschi (di cui vedete uno scorcio qui sopra, e nelle prime foto della gallery) è uno dei fiori all’occhiello di questo circuito. Si trova in una traversa di corso Buenos Aires, e prende naturalmente nome dall’omonima famiglia di collezionisti illuminati, come a Milano ne sono rimasti pochi. Ebbene, tra il salotto e la sala da pranzo, sono custodite opere appartenenti dal primo Futurismo agli anni Cinquanta. Stiamo parlando di Carrà (nella stanza degli ospiti), Sironi (vedi foto sopra), Morandi, De Pisis, Lucio Fontana, De Chirico e Savinio. Niente male come collezione privata, o no?
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