
Ultimo approfondimento su microRevolt e Cat Mazza dedicato al progetto KnitPRO.
KnitPRO è un software realizzato con licenza opensource che fa una cosa semplicemente deliziosa: inserendo una qualsiasi immagine GIF, JPEG o PNG nel suo database, l’oggetto viene rielaborato restituendovi un perfetto schema per la sua riproduzione all’uncinetto o a maglia (in diverse misure e combinazioni). Se vi va provatelo qui: funziona perfettamente.
Maglie, cappelli, guanti, calzettoni: il link immegiato è quello ai loghi più famosi che sfilano in passerella. Eccoli qua immediatamente riproducibili, realmente unici e fatti su misura in barba sia alle griffe sia al mercato della contraffazione
Stavo pensando a idee artistiche per il natale: penso proprio di averle trovate e spero possa essere di reale ispirazione. Anche se non siete in grado di far la maglia, assemblare un oggetto o persino creare la scatola del vostro regalo presuppone un cambio di atteggiamento davvero interessante nel modo di concepire il regalo e la relazione: fra chi dona, chi riceve e con l’oggetto stesso…

Questo lavoro ha avuto una lunga gestazione. Dal 2003 al 2008 donne di tutto il mondo hanno contribuito al progetto inviando per lettera a Cat Mazza e al gruppo microRevolt centinaia di quadrati di 4 cm x 4 cm ricamati all’uncinetto o sferruzzati con fili di lana colorata. Il risultato è stato un’enorme coperta patchwork che ha riprodotto il baffo delle Nike.
Ma è la motivazione la cosa importante. Ogni quadrato rappresentava una firma alla petizione per il rispetto di giuste condizioni di lavoro ai lavoratori della Nike sparsi per il mondo. Una cosa non da poco perchè, come sappiamo bene tutti, questi lussuosi prodotti vengono assemblati e fabbricati in paesi come Cina, Corea o stati africani le cui politiche (sul rispetto del lavoro e dell’ambiente) sono quanto mai dubbie. I tasselli così accumulati sono stati raccolti nella Garanti Gallery di Istambul nel novembre del 2007, raggiungendo una rappresentanza di circa 40 paesi: la coperta era pronta nel 2008. Nel 2009 il progetto è stato esposto al Museo Tessile del Canada (dall’ 11 febb. al 7 sett.) a Toronto e presso la Art Gallery of Calgary ( dal 25 sett. al 32 genn. 2010) come parte del progetto “She Will Always Be Younger Than Us”.
Prossime esibizioni: Portland (Oregon) a due passi dal quartier generale della Nike a partire da Gennaio 2010…
[Galleria in basso: alcune fasi del progetto]
Continua a leggere: NIKE Blanket Petition: la petizione fatta a mano

Domenica. Giorno tradizionalmente dedicato alla famiglia, ai pranzi, all’intimità domestica. Eccomi dunque qui a continuare un piccolo viaggio nel Craftivism tutto al femminile con il progetto microRevolt.
Ideato sempre intorno al 2003, microRevolt è un progetto dell’artista Cat Mazza che investiga il tramonto degli “sweatshops” nel primo capitalismo industriale, con l’obiettivo di informare sulla crisi attuale della globalizzazione e sulla femminilizzazione del lavoro.
“Sweatshop” è un termine che indica luoghi di lavoro in condizioni ambientali sfavorevoli: dal lavoro minorile, all’uso di sostanze chimiche nocive o esposizione a temperature troppo elevate eccetgera. Per Cat Mazza uno dei modi più efficaci di protestare contro lo sweatshops è sicuramente autoprodurre i propri vestiti, ma anche inventarsi e diffondere innovative pratiche di rivolta - o meglio di microRivolta - naturalmente “fatte a mano”.
Ne approfitto per presentarvi NIKE Blanket Petition e KnitPRO, progetti firmati microRevolt, a cui dedico fra pochissimo due post…
Knitoscope è il lavoro di Cat Mazza, artista digitale ma anche attivista che utilizza la sua arte per evidenziare un problema: il lavoro nelle fabbriche del sudore e lo sfruttamento in particolare delle donne. Un artista cyber-femminista che lavora a maglia.
Insieme ad altri artisti di 7 paesi diversi, partecipa all’esibizione Radical Lace & Subversive Knitting, New York, che mostra come la maglia possa essere utilizzata anche in modo sovversivo.
Il suo lavoro Knitoscope utilizza un software di maglieria per convertire immagini video digitalizzate in una griglia per il lavoro a maglia. Ne risultano immagini che sembrano lavorate ai ferri. Il piccolo punto, la maglia, se osservate, non sono molto diverse dal pixel. Questo rende la Net art e la Textile art, molto simili. Inoltre si occupa del progetto microRevolt, dove tiene anche un blog, che si ispira al principio del filosofo Felix Guattari dei piccoli disordinati atti di resistenza. E ha anche lavorato con The Yes Men.
Eyebeam ha condotto un’intervista con l’artista nel 2005 e Domenico Quaranta parla dell’arte di tessere la rete nella recensione ad una mostra passata, dove è stato presentato lo stesso progetto.