
Per il suo 25° anniversario l’Istituto Messicano della Radio (IMER) ha organizzato una serie di iniziative culturali e artistiche in collaborazione con il Centro Culturale di Spagna dall’8 ottobre al 2 novembre. Il nucleo centrale dell’iniziativa è stato un concorso indetto dall’Istituto nel quale si richiedeva di raccontare attraverso immagini e testi i momenti e le caratteristiche salienti della radio messicana negli ultimi 25 anni. Il risultato è una bella mostra fotografica esposta in modo intelligente come un percorso lungo le pareti del Centro Culturale, che risalendo sui tre piani grazie ad angoli e geometrie offrono un ottima scenografia: in basso un servizio fotografico che ho realizzato sul posto (la radio, lo confesso, mi è sempre piaciuta: un media che accompagna gli automobilisti, i viaggiatori, voci che diventano care e un sapore antico, analogico, che gustiamo ancora…).
Le tre settimane di evento continuativo hanno visto una programmazione intelligente composta da trasmissioni dal vivo con speaker messicani quali Miguel Solis e Hugo Moreno, concerti live ambientati sulla terrazza, proiezioni di video e film tematici che hanno raccontato magistralmente storie di radio e, infine, un workshop formativo indirizzato a professionisti del settore, studenti di comunicazione e pubblico affine diretto da Mario Terres (produttore dell’IMER), Roberto Lòpez e Enrique Gil (produttori del del programma radiofonico Horizonte).
Nel complesso per gli appassinati del settore, ma anche per il pubblico generico, un’iniziativa interessante e accessibile: esposizioni ed eventi sono ad ingresso libero e gratuito.

Sono appena rientrata da Città del Messico e non poteva mancare per i lettori di Artsblog un reportage sulle attività che mi hanno tenuto impegnata nel corso di questa intensa settimana messicana. Prima fra tutte il VII Incontro Internazionale sulla Rivitalizzazione dei Centri Storici (27-28-29 ottobre 2008), organizzato dall’ INAH dal Centro Culturale di Spagna in collaborazione con diverse istituzioni messicane e italiane, tra cui è doveroso ricordare l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata Italiana: abbiamo avuto l’occasione di partecipare come relatori insieme a Salvatore Iaconesi.
A seguire un reportage il più possibile dettagliato di questo congresso internazionale che ha affrontato in modo ampio e trasversale un tema attualissimo: “l’architettura di oggi tra la città storica e quella attuale”, riportandone il sottotitolo. A confrontarsi nei tre giorni nomi cruciali dell’architettura messicana, latino-americana, spagnola e italiana, tra cui Guillermo Vázquez de Consuegra (Spagna), Teodoro González de León (Messico), Felipe Leal (Messico), Mario Coyula (Cuba), Maria Elisa Costa (Brasile), Augusto Quijano (México) e un freschissimo e sorprendente Carlo Aymonino, figura centrale del neorealismo architettonico italiano, che ha innalzato il livello e la partecipazione generali dell’incontro.
Una piccola curiosità: con la nostra “architettura rel:attiva” eravamo gli unici “infiltrati”, passatemi il termine, non architetti e l’incontro-dibattito in questo contesto è stato senz’altro di reciproco stimolo. Un’esperienza notevole e molto costruttiva.