Nella Chiesa di San Cristoforo a Lucca fino all’11 marzo 2012 si possono vedere venti dipinti di Marc Chagall visibili al pubblico per la prima volta; la mostra si intitola Chagall’s Spiritual Universe (progetto ideato e curato da Lalla’s Join, di Stefania Trolli, con la partecipazione di SEM-ART Gallery, coordinamento generale di Arturo Nardini, promosso e organizzato dalla Associazione San Cristoforo) e delinea le tappe del percorso interiore dell’artista. I dipinti, provenienti dalla collezione di Safia Al-Rashid, hanno tra l’altro delle cornici molto belle e la visione dell’insieme è l’esperienza visuale primaria di questa mostra.
Il mondo interiore e spirituale è il leitmotiv dell’opera di Chagall, che era di origine russo-ebraica e realizzò molti studi e lavori con temi tratti dalla Bibbia, ritratti col suo stile peculiare derivato dalle frequentazioni con le avanguardie come i Fauves e la Scuola di Parigi.
Le origini russe sono anche la radice dei suoi lavori fiabeschi, con il tratto essenziale e i colori vivaci, come nei disegni dei bambini, e infatti le sue mostre di bambini sono affollate. Di sicuro questa mostra è una piccola chicca per approfondire la conoscenza con questo maestro, attraverso le sue opere magari minori, ma cariche dei suoi semi figurativi.
Saranno tre Russie quelle che si potranno osservare alla Cà Foscari Esposizione di Venezia, tra il 21 aprile e il 25 luglio. La mostra “Russie! Memoria/Mistificazione/Immaginario“, infatti, vuole mostrare in oltre cent’anni d’arte la Russia delle avanguardia, quella del realismo socialista degli anni ‘30-’50, fino all’underground e agli anni ‘90.
E lo fa con le opere messe a disposizione da due grandi collezioni, quella di Morgante e quella di Sandretti. Per la parte del realismo socialista, ovviamente, largo spazio troveranno i manifesti, con il quale il potere mistificava, illudeva, creava aspettative paradisiache per il popolo russo. Ma ad affiancare queste opere ci saranno anche preziose opere del periodo prerivoluzionario.
Le più attese, probabilmente, saranno quelle di Chagall e di Kandinskij; ma ci saranno, tra gli altri, anche Benois, Tatlin e Fal’k. Per la parte underground, verrà ricreata una parte di quella che nel 1977 venne definita la “Biennale del dissenso”, e che consacrò l’underground moscovita all’attenzione di tutti. Per la prima volta, tre Russie (diverse? e se sì, in cosa?) ci parlano dallo stesso luogo.