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Tutti gli articoli con tag christian boltanski

Serpentine Gallery Pavilion: per il 2010 si colora di rosso Jean Nouvel

pubblicato da margherita

Serpentine Gallery Pavilion 2010 Designed by Jean Nouvel © Ateliers Jean Nouvel

In contemporanea con la mostra dedicata a Wolfgang Tillmans, dal 10 luglio al 17 ottobre, verrò aperto al pubblico il Serpentine Gallery Pavilion.

Appuntamento che si ripete con regolarità ormai da 10 anni, vede nel 2010 un altro anniversario importante: i 40 anni della Gallery. Due date, 10 e 40, che segnano un traguardo, e che verranno celebrate dalle linee geometriche e rosse di Jean Nouvel, a cui è stato commissionato il progetto del padiglione.

Il colore è stato scelto perché da un lato contrasta con il verde del prato del parco su cui poggia (Hyde Park), dall’altro perché rappresenta alcuni elementi caratteristici della città, ovvero bus, cassette delle poste, cabine telefoniche (anche se queste ultime sono quasi scomparse).

Jean Nouvel - Serpentine Gallery Pavilion
Serpentine Gallery Pavilion 2010 Designed by Jean Nouvel © Ateliers Jean Nouvel  ean Nouvel 40 Mercer Street, New York, 2001-07 © Jean Nouvel Photograph: Philippe RuaultJean Nouvel Agbar Tower, Barcelona, 1999-2005 © Jean Nouvel Photograph: Philippe Ruault  Jean Nouvel Louvre Abu Dhabi, Abu Dhabi, 2007 © Jean NouvelJean Nouvel Institut du Monde Arabe, Paris, 1981-87 © Jean Nouvel Photograph: Georges Fessy

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No Man's Land, Christian Boltanski a New York

pubblicato da Lorenzo Mazza


Christian Boltanski torna a proporre il proprio monumentale lavoro, questa volta al Park Avenue Armory di New York. No Man’s Land (Terra di nessuno) è il secondo progetto nel programma annuale della struttura, che andrà in scena dal 14 maggio al 13 giugno 2010.

Dopo il grande successo di Personnes (nella foto) al Grand Palais di Parigi, Boltanski attraversa per la prima volta l’oceano con uno spettacolo che coinvolge etica e poetica, esplorando i concetti di identità, memoria e perdita.

L’installazione di Boltanski, che sfrutta gli spazi verticali dell’Armeria di Park Avenue, è una contemplazione emotiva che fonde umanità, mortalità e individualità, scardinando i rapporti spaziali tra opera e visitatori. All’ingresso il pubblico si troverà di fronte ad un muro massiccio sessantasei metri di lunghezza costruito di scatole impilate di biscotti ossidati, attorno al quale si sviluppa un paesaggio di indumenti smessi. Attendiamo dunque il 14 maggio per saperne di più.

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Personnes, Christian Boltanski al Grand Palais

pubblicato da Lorenzo Mazza

Personnes è il titolo scelto da Christian Boltanski per la sua installazione al Grand Palais di Parigi all’interno della rassegna Monumenta edizione 2010. Lo spazio offerto questa volta all’artista è davvero notevole: 13 500 m2 in una architettura di ferro e di vetro.

Artista della memoria e della perdita, Christian Boltanski è conosciuto anche fra gli studiosi di sociologia per alcuni suoi importanti libri come “Lo Spettacolo del dolore”, che racconta l’indignazione di una società che si nutre mediaticamente del dolore altrui per allontanare la paura dal proprio orto.

Personnes in francese significa “persone” e “nessuno “, indica quindi anche la presenza dei morti. Lo stesso Grand Palais, su richiesta dell’artista, è stato reso freddo come un cimitero grazie allo spegnimento dell’impianto di riscaldamento. Divise in decine di singole aree centinaia di vestiti giacciono a terra a rappresentare i corpi delle persone scomparse. La colonna sonora dell’installazione è composta dalla registrazione di cuori che battorno. Ciascun visitatore può aggiungere il suono del proprio cuore, registrandolo in una stanzetta attigua.

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Christian Boltanski come al Grande Fratello

pubblicato da michele

Christian Boltanski_ritratto

Christian Boltanski, il sessantacinquenne artista francese, ha accettato di venir seguito per otto anni da quattro telecamere, proprio come al Grande Fratello. Le immagini saranno visibili soltanto a un milionario australiano, che vive in Tasmania, un uomo dalle straordinarie capacità matematiche che ha lanciato a Boltanski una scommessa.

Il patto tra i due funziona così: dal 2010, per otto anni, Boltanski riceverà un vitalizio e gli sarà pagata un’assicurazione sulla vita. Se Boltanski non dovesse arrivare, data la sua età, al 2018, termine della scommessa, il premio dell’assicurazione verrebbe incassato dal miliardario australiano. In caso contrario, il denaro, raddoppiato dal promotore della scommessa, andrà all’artista, unitamente alla soddisfazione di aver battuto la sorte (e di essersi garantito la pensione…).

Provocazione artistica? Guanto lanciato alla sorte? Unione estrema tra arte e vita?

Fonte: Repubblica
Foto: Flickr

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Al Man di Nuoro, le fotografie d'artista degli anni '70

pubblicato da michele

Victor Burgin Zoo 78, 1978. courtesy Colección Eva Felten. Galerie Thomas Zander, Köln Copyrights Victor Burgin

Al Man di Nuoro, dal 23 ottobre al 24 gennaio, una mostra dal titolo “La fotografia degli anni ‘70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana” ci permette di entrare, attraverso le immagini, in uno dei periodi più ricchi di eventi e rivoluzioni culturali. Le fotografie di circa venti artisti, tra i quali David Goldblatt, Christian Boltanski, Victor Burgin, Ed van der Elsken, ci raccontano l’arte di esprimere lo zeitgeist, lo spirito del tempo di un decennio

Sono circa 200 le opere esposte, tra proiezioni, installazioni e fotografie, che immortalano le tendenze culturali più forti: come Ed van der Elsken, che ritrae una eironomane ad Amsterdam, ma anche due persone, che, in mezzo alla campagna, presso a un casolare, fanno l’amore all’aria aperta. Ma emergono anche, nei patchwork di immagini, i costumi, l’abbigliamento e persino le abitudini di un’intera generazione.

La domanda che mi pongo sempre è: la bellezza delle immagini che riproducono un’epoca, sta nella tecnica o nel soggetto? In altre parole, siamo noi a dare un valore aggiunto a queste foto , perché evocano una cultura, o possono definirsi belle di per se stesse? Nel caso di queste fotografie, scattate da artisti, penso che i due aspetti spesso vadano a coincidere. Secondo voi?

Foto Man Nuoro

Victor Burgin Zoo 78, 1978. courtesy Colección Eva Felten. Galerie Thomas Zander, Köln Copyrights Victor Burgin Alberto García-Alix Fina, 1978,Courtesy Alberto García-Alix, Copyrights Alberto García-Alix Ed van der Elsken Pareja haciendo el amor, Edam (1970)  Coppia facendo l'amore. Courtesy Nederlands Fotomuseum, Rotterdam  Annet Gelink Gallery, Amsterdam. Copyrights Ed van der Elsken

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