
In asta mercoledì 8 dicembre a New York i memorabilia di Playboy. La rivista nata nel 1953 sta affrontando un periodo di forte incertezza economica, dovuta al calo degli introiti pubblicitari (meno della metà di quelli che era dieci anni fa, a causa della concorrenza spietata dell’erotismo online).
Così Hugh Hefner, fondatore della rivista ormai ultraottantenne, si è rivolto a Christie’s per mettere all’asta il patrimonio dei memorabilia legati alla rivista. O almeno, quello che è rimasto dopo la prima vendita avvenuta nel 20033.
Ci sono fotografie in bianco e nero di Louis Armstrong, Duke Ellington e Thelonious Monk e molte illustrazioni colorate di Alberto Vargas realizzate appositamente per Playboy. Poi gli scatti storici di di Helmut Newton e quelle più recenti di Guido Argentini, solo per fare due nomi di fotografi che hanno associato la loro creatività alla rivista.
Tra i dipinti, a questo giro il pezzo forte è la Tom Wesselmann’s Mouth # 8 (1966), che potrebbe valere oltre 2 milioni di euro, ma Hofner conta anche di far cassa con diversi numeri ormai introvabili della rivista, come quello con Marilyn Monroe in copertina con il braccio alzato, ormai introvabile, valutato tra i 1.000 e i 1.500 euro.

La settimana scorsa a New York, da Christie’s, è andata in scena l’asta dedicata agli artisti sudamericani del dopoguerra. Family Scene (1985) di Botero, che ritrae una famiglia di Matadores, ha realizzato 1,7 milioni dollari, top lot nella vendita. 842.500 dollari è la cifra che è stata pagata per una scultura in bronzo sempre di Botero, dal titolo Seated Woman (2002). Hanno partecipato alla vendita artisti brasiliani, messicani, colombiani, argentini e cileni, come Robert Matta - di cui c’è stata forte domanda.
Ad un’altra asta, martedì scorso da Sotheby’s, Nuestra Senora de Cajica (1972) di Botero, era stato battuto per 872.500 dollari. Nel frattempo in Italia, Botero è da tempo inseguito dalla Guardia di Finanza, che lo accusa di evasione fiscale.
Le indagini risalgono al 2005. Allora l’artista colombiano, con residenza nel Principato di Monaco, viveva in realtà stabilmente in Versilia, a Pietrasanta, dove produce tuttora molte delle sue sculture. Secondo le Fiamme Gialle l’artista avrebbe evaso le tasse per circa 2 milioni di euro. Botero ha così deciso in quesiti giorni di patteggiare, pagherà 840 mila euro divisi in sei comode rate da 140 mila euro, ma deve ancora affrontare il processo.
Sabato scorso sono state battute all’asta da Christie’s a Parigi alcune preziose foto di Richard Avedon (1923-2004), il fotografo di moda americano che si fece conoscere a cavallo fa gli anni ‘50 e i ‘60, immortalando molti membri del jet-set.
La foto che vedete qui sopra è stata pagata 1,2 milioni di dollari (circa il doppio delle stime di prevendita), stabilendo un record per l’autore. Dovima with Elephants, Evening Dress by Dior, scattata proprio al Cirque d’Hiver di Parigi,ritrae una modella in un abito di seta di Dior, in posa in mezzo agli elefanti.
L’unicità dei pezzi in vendita ha giocato un ruolo fondamentale, soltanto con le fotografie di Avedon, l’asta ha fruttato circa 6 milioni di euro. Infatti l’autore ha lasciato disposizione per non autorizzare nessuna altra copia dei suoi scatti, oltre a quelle esistenti. Ma al di là del valore economico, tra gli appassionati di fotografia di moda si tratta di uno scatto davvero esemplare.
‘Dovima with Elephants’, il fascino della fotografia di Richard Avedon


La notizia ha dell’incredibile. Il sultano del Qatar, l’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani, vuole costruire un grande museo per il suo piccolo stato e, per farlo, ha messo nella ‘lista della spesa’ niente di meno che… la Casa d’Aste Christie’s!
“Christie’s ha legami con il materiale che stiamo raccogliendo per il nostro museo” ha dichiarato al Financial Times lo sceicco. Al momento l’emirato non ha fatto alcun offerta per l’azienda di proprietà del francese Francois Pinault.
Il Qatar, non è un mistero, è il più grande esportatore mondiale di petrolio. La famiglia dell’emiro ha già una vasta collezione di opere d’arte, così come i grandi magazzini Harrod’s (aquistati la scorsa primavera per quasi 2 miliardi di euro) e svariate proprietà immobiliari in tutto il mondo.
Vi ricordate dei Memorabilia di Lehman Brothers in asta a Londra di cui vi avevamo parlato? La vendita presso la casa d’aste Christie’s si è tenuta proprio nel secondo anniversario del fallimento del gruppo bancario, il più grande della storia imprenditoriale degli Stati Uniti.
L’auction, il cui curatore fallimentare è PricewaterhouseCoopers (PwC), puntava a raccogliere più di 2 milioni di euro, per rimborsare, almeno in parte, i creditori della banca. Comprendeva circa 300 pezzi, che si sono contesi quasi 1.200 galleristi, collezionisti, banchieri ed alcuni ex-dipendenti Lehman, la maggior parte dei quali connessi via web, tanto da stabilire un record europeo per numero dei partecipanti ad un’asta online.
Tra le altre, c’è una nota piuttosto singolare. I dipendenti hanno voluto portare un segno di Lehman Brothers a Londra. Il lotto 1001, una targa che commemora l’apertura degli uffici di Lehman’s Canary Wharf da parte di Gordon Brown nel 2004. Ad aggiudicarsela è stata un compratore anonimo che ha telefonato, per la modica cifra di 42 mila sterline (più di 50 mila euro), circa quattordici volte le stime di prevendita.
Continua a leggere: Asta Lehman Brothers, successo per l'insegna della banca

Dispiace un po’, che a pochi mesi dalla morte di Dennis Hopper, i pezzi più importanti della sua collezione vengano messi all’asta (sarebbe stato meglio se il buon Dennis li avesse offerti a tutti in un pubblico museo). Una raccolta nata dalla frequentazione dell’attore-regista-pittore con i più grandi nomi dell’arte americana del dopoguerra (soprattutto pop art), che dovrebbe fruttare agli eredi circa 10 milioni di dollari.
Insieme all’attore Vincent Price, Hopper comprò per pochi soldi opere di artisti allora alle prime armi, come Warhol (si aggiudicò una delle prime versioni della Campbell Soup per soli 75 dollari), Basquiat, Claes Oldenburg, Julian Schnabel, Richard Prince, Wallace Berman e Bruce Connor, Donald Baechler, John Baldessari, Keith Haring, Kenny Scharf e Robert Rauschenberg.
Un po’ a causa del suo forte individualismo, un po’ perché conosceva gli artisti a cui comprava le opere, il suo collezionismo si concentrò sulle opere legate alla sua vita e al suo stile di vita. Pezzi forti dell’asta saranno dunque il Ritratto di Dennis Hopper di Warhol (1971, in polimeri sintetici e inchiostro serigrafico), stimato tra 800 mila e 1,2 milioni dollari, realizzato in tre versioni, blu, grigio e color crema. Poi un Untitled di Basquiat del 1987, stimato tra i 5 e i 7 milioni di dollari.

C’è aria di nuovo record mondiale nelle vendite all’asta di opere d’arte. A mandare in fibrillazione i collezionisti milionari di tutto il mondo è un olio su tela di Claude Monet, della serie dei “lilies paintings”, cioé delle ninfee acquatiche. Misura 100.4 × 201 cm ed è stato dipinto nel 1906.
L’appuntamento è per l’asta da Christie’s dì mercoledì 23 giugno a Londra, denominata Impressionist and Modern Art Evening Sale. Le previsioni d’asta parlano di un prezzo che potrebbe oscillare tra i 30 e 50 milioni di euro.
Il quadro, non viene più esposto al pubblico dal 1926, quindi c’è grande curiosità e trepidazione da parte degli addetti ai lavori.

Qualche tempo fa vi avevamo parlato dell’asta dedicata all’arte del Sud-est asiatico, che si è tenuta da Christie’s questo weekend. Un grande successo, che ha segnato un aumento del 33% rispetto all’ultima vendita dell’autunno 2009. Sono stati numerosi i record di vendita registrati, in entrambe le sezioni moderna e contemporanea. Una vera sorpresa è stata “Young Balinese Girl with Hibiscus“, del pittore-viaggiatore italiano Romualdo Locatelli (Italia 1905-Le Filippine 1943), che ha battuto tutti i record precedenti, battuto all’asta per 630.000 euro, facendo letteralmente triplicare le stime.
Il dipinto, un olio su tela del 1939 di 116 x 96 cm, rappresenta una giovane ragazza balinese nella piena fioritura dell’adolescenza. Si tratta di uno dei primi ritratti di Locatelli nell’isola di Bali, dipinto dal vero. Locatelli voleva raccontare visivamente la bellezza leggendaria delle donne balinesi e registrarla in un racconto biografico ed etnografico.
Si prepara ad andare in asta da Christie’s di Londra uno dei più bei ritratti di donna del grande Gustav Klimt. Frauenbildnis (Ritratto di Ria Munk III), realizzato dal pittore austriaco tra il 1917 e il 1918, andrà in vendita nella serata del 23 giugno 2010, dedicata agli impressionisti e all’arte moderna. Si tratta del terzo di tre ritratti commissionati dalla famiglia Munk a Klimt, dopo che nel 1911, lasciata dal fidanzato, Ria si era suicidata sparandosi alla testa.
La direttrice dell’asta Impressionist and Modern Art Evening Sale, Giovanna Bertazzoni, sostiene che un pezzo così di Klimt non lo si vedeva in vendita da più di 20 anni. Le stime di prevendita dicono potrà realizzare tra i 16 e i 22 milioni di euro, con buona pace del portafogli degli eredi Munk.
Il quadro, considerato un non-finito (l’abito e il pavimento sono appena tracciati a carboncino), raccoglie tutto il fascino della tecnica, dell’iconografia e dello stile di Klimt, che era solito improvvisare e lasciarsi trasportare, nella creazione delle sue tele. È una delle sue ultime opere.
Il 22 giugno 2010, da Christie’s a Londra, va in scena Interiors retro sales, un’asta di oggetti d’arredamento vintage. Una selezione varia ed eclettica di mobili per la casa, ceramiche, tessuti di arredamento e illuminazione. Ogni pezzo è definito dal suo valore intrinseco di unicità del design. Ci saranno anche numerosi dipinti, così come mobili antichi, tappeti, oggetti decorativi, manifesti cinematografici e molto altro.
La vendita include una selezione di oltre trenta opere provenienti da una collezione privata di Londra, che illustrano lo stile progressive dell’era spaziale, che è stato uno dei trend internazionali nel design anni ‘50, ‘60 e ‘70. L’uso di nuovi materiali in fibra di vetro e i disegni di Eero Saarinen, Verner Panton, Joe Colombo, Ettore Sottsass e Marc Newson segnarono profondamente questa epoca. Alcuni di questi oggetti partono da una base d’asta di 500 sterline e crediamo che tra qualche anno il modernariato acquisterà valore.
La vendita dei ‘cinemini’, i Vintage Film Posters comprende 250 lotti di manifesti cinematografici originali che vanno dai primi anni di cinema al 1990, con stime tra i £ 300 a £ 6.000. Un poster particolarmente ricercato, originariamente destinato ad essere esposto nella metropolitana, è quello di Barabarella, interpretato da Jane Fonda (stima: £ 700-900).