Clet, bretone classe 1966, è un’artista eclettico che ha sposato il Belpaese. Vive in Italia, e precisamente a Firenze, da quasi vent’anni e negli ultimi tempi ha deciso di indirizzare la sua creatività verso una singolare forma di espressione urbana: l’arte di personalizzare i pannelli stradali. Gli omini neri delle indicazioni diventano veri e propri protagonisti di una realtà ironica dai tratti leggermente romantici, che si interseca con il quotidiano e gioca con alcuni tra i suoi simboli più conosciuti per trasformarli in inedite icone contemporanee.
E se i suoi pannelli non restano lontano dalla strada troppo a lungo, il loro messaggio non è sfuggito al Centre de Culture Italienne di Parigi, presso il quale si terrà, a partire da domani sera alle 18h30 e fino al 23 maggio, una mostra dedicata proprio a questo francese innamorato dell’Italia. Un’occasione per svelare una parte dei misteri che aleggiano intorno alla sua figura e per rendere onore alla ricca gastronomia del nostro paese, presentata, a mo di degustazione, durante il vernissage.

Lo spazio pubblico, si sa, proprio di tutti non è. Appartiene alle amministrazioni comunali, provinciali, al demanio. Così avviene che un artista francese di nome Clet abbia lasciato, senza chiedere il permesso, una sua scultura in una delle città più ricche a livello artistico, Firenze.
Niente di meno di un intervento di arte urbana non autorizzato, una piccola scultura in fibra di vetro con supporto metallico, installata su uno dei piloni del Ponte alle Grazie. La figura ha le braccia sui fianchi e guarda avanti, in direzione di Ponte Vecchio…
La forza dell’operazione artistica sta proprio nella mancanza di indicazioni precise circa l’intenzionalità della figura. Cosa sta facendo l’omino comune di Clet? Ammira il panorama? Sta per commettere suicidio? In procinto di fare un passo nel vuoto è in realtà immobile e manifesta plasticamente la condizione tipica della cultura contemporanea nel capoluogo toscano.
Il pezzo è apparso mercoledì 19 gennaio, ma giovedì 27 è stato subito rimosso dagli operai del comune. Anche se per poco, i fiorentini l’hanno apprezzato. Molti conoscevano già Clet per le sue operazioni sui cartelli stradali. Con un adesivo l’insegna di ’strada senza uscita’ diventa un crocifisso a cui l’omino è inchiodato, mentre il cartello di ’senso vietato’ diviene un fardello da trascinarsi dietro.
Photo via Clet on Facebook.