Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag collage

I collage retrò di Claire Pestaille

pubblicato da penelope.di.pixel


Dive, immagini di donne e bellezza dal sapore antico trovano nei lavori di Claire Pasteille (UK) una nuova vita.

La principale tecnica usata da questa artista inglese è il collage, esplorato in modo particolare. Il materiale è costituito da fotografie vintage, tutti soggetti femminili. Le foto vengono ritagliate in sezioni geometriche (quadrati, rombi, rettangol, strisce) per essere riassemblate. Il risultato è un’immagine disturbata, rotta, moltiplicata, che rivela qualcosa del mondo segreto delle donne. L’effetto visivo ricorda leggermente la tecnica usata nel digitale per sgranare i pixel, anche se molto più complesso.

Nella gallery diversi esempi di opere: oltre ai collage, che rimangono i miei preferiti, Pasteille si dedica anche alla pittura manipolando grandi opere storiche. Potete seguire il suo lavoro su Twitter, qui.

I collage di Claire Pasteille

....
condividi 0 Commenti

I collage urbani di Michael Anderson

pubblicato da Lorenzo Mazza

I collage urbani di Michael Anderson

Per lui si potrebbe parlare di ‘collage urbano’, una tecnica che Mimmo Rotella fu tra i primi a sperimentare. Avevamo visto poi che se ne occupa anche il cileno Javier De Cea. Realizzare opere d’arte, riciclando e riutilizzando poster, manifesti, affissioni, biglietti, buste della spesa e tutto ciò che il reticolo urbano produce e “sputa fuori” con rabbia.

Stiamo parlando di Michael Anderson, artista newyorchese classe 1968. Iil suo motto è “Faccio arte per il mondo in cui viviamo” e lo dimostra fagocitando, ingurgitando e rimescolando pubblicità stradali, mappe, adesivi e immagini della cultura pop. Lady Gaga, Snoop Dogg, Britney Spears, John Lennon, sono apparsi negli ultimi suoi lavori. Ma in una puntatina a Napoli qualche anno fa, si era visto anche Mastroianni in uno dei suoi lavori e poi con Fracture/Frattura, il suo faccione era apparso nnei manifesti elettorali partenopei Vota e scrivi Michael Anderson.

Una sua mostra dal titolo Michael Anderson: la strada è la mia tavolozza, è in corso alla Claire Oliver Gallery di New York, fino al 30 dicembre.

I collage urbani di Michael Anderson
I collage urbani di Michael AndersonI collage urbani di Michael AndersonI collage urbani di Michael AndersonI collage urbani di Michael Anderson

....
condividi 0 Commenti

Elad Lassry e Josh Smith alla Galleria Massimo De Carlo di Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Spazio a due traiettorie artistiche relativamente giovani e a due voci inedite, alla Galleria Massimo De Carlo di Milano. Dal 19 maggio al 26 giugno 2010 Elad Lassry, fotografo israeliano e Josh Smith, pittore americano, esporranno i loro lavori che arrivano per la prima volta in Italia.

Di Lassry vedremo il video Untitled (Passacaglia) e una decina di scatti, di Josh Smith una nuova serie di tele e alcuni collage. Il primo utilizza la macchina fotografica al pari del suo occhio catalogando animali, oggetti, ambienti e persone. Dietro c’è un’approfondito studio della messa in scena, molto rigore ed equilibrio estetico. Gli stessi stimoli di cui l’artista dà prova nel video Untitled, dove Lassry riprende il New York City Ballet alle prese con la Passacaglia, una forma musicale di origine spagnola.

Name paintings, collages, palette paintings sono invece i lavori di Josh Smith, artista che lavora sul confine tra serialità ed autorialità. Grande libertà tecnica ed espressiva per lui, che si esprime attraverso opere in continuo dialogo l’una con l’altra.

Elad Lassry e Josh Smith alla Galleria Massimo De Carlo di Milano
Elad Lassry e Josh Smith alla Galleria Massimo De Carlo di MilanoElad Lassry e Josh Smith alla Galleria Massimo De Carlo di MilanoElad Lassry e Josh Smith alla Galleria Massimo De Carlo di MilanoElad Lassry e Josh Smith alla Galleria Massimo De Carlo di Milano

....
condividi 0 Commenti

Bau #7 - Sorpresa

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si avvicina l’estate ed è tempo di nuove uscite per i tipi di Bau. Per chi non lo sapesse Bau è il progetto di contenitore/rivista d’artista che giunge ormai al settimo anno di vita. Il nuovo numero accoglie 65 opere. Si apre come una scatola, si sfoglia come una rivista e poi si comincia a giocare con i singoli oggetti che vi si trovano all’interno, a leggerli, usarli o appenderli. Con tutto il rispetto che meritano le opere d’arte, ci mancherebbe.

Si tratta se vogliamo di un libro d’artisti, forse un kit per allestire una mostra, oppure la base di partenza per un giovane collezionista. Questo è proprio quello che succederà da domenica 9 maggio a giovedì 20 giugno 2010 (h 18 – 20, chiuso lunedì) negli spazi del Mac di Viareggio.

Il filo conduttore del nuovo numero è il tema dell Sorpresa, intesa “non come inflazionato strumento per creare scandalo nei supermercati dell’arte e dell’intrattenimento mediatico, ma come un modo inaspettato di rompere l’isolamento e suggerire un cambiamento nelle relazioni umane”.

La scatola, prodotta in 150 copie, presenta lavori originali, firmati e numerati di 73 autori nazionali e internazionali. Può essere aquistata al costo di 120 euro attraverso il sito dell’Associazione Culturale BAU.

Bau #7
Bau #7Bau #7Bau #7

Continua a leggere: Bau #7 - Sorpresa

....
condividi 0 Commenti

Modern Moral Matters - Richard Hamilton

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ieri vi avevo parlato di Richard Hamilton, artista poliedrico che, proprio oggi, compie 88 anni. Dal 3 marzo al 25 aprile 2010 la Serpentine Gallery di Londra gli dedica Modern Moral Matters una grande mostra incentrata sulle sue opere più politiche. Gli scenari internazionali, le rivolte, il terrorismo e la guerra, affrontate con la consapevolezza di un uomo che sa di vivere in un mondo continuamente rappresentato - e quindi dominato - dai media.

L’attività di Hamilton si è estesa alla pittura, l’incisione, il collage, l’installazione, la tipografia, fino al design industriale. Questa esposizione ne celebra anzitutto lo sguardo, quello di un artista che nel 1969 dichiarava: “Negli anni Cinquanta siamo diventati più consapevoli della possibilità di vedere il mondo intero, in un istante, attraverso lagrande matrice visiva che ci circonda, (abbiamo) un’immediata visualizzazione sintetica. Cinema, televisione, riviste e giornali hanno inondato l’artista con un paesaggio totale“.

Un percorso di distruzione, scomposizione e frammentazione delle immagini quello di Richard Hamilton, che fa riferimento a stili e generi diversi. La manipolazione dello spazio si compie all’interno di un lavoro che interroga le rappresentazioni che ci circondano. Dal tuffo nel magma dell’analisi delle immagini emerge la potenza lirico-allegorica della sua opera.

Se capitate a Londra tra marzo e aprile vi consiglio vivamente di farci un salto, l’ingresso è gratuito.

Richard Hamilton
Richard HamiltonRichard HamiltonRichard Hamilton

....
condividi 0 Commenti

La vita, istruzioni per il montaggio. I collage fotografici di Francis George Mento

pubblicato da penelope.di.pixel

francis george mento

Francis Geaorge Mento, meglio noto come FraGMento, è una singolare figura di artista. Nato a Riga nel 1960 da padre italiano e da madre lettone, negli anni 70 studia come elettricista fin quando non emigra negli USA per approdare negli anni ‘80 in Italia a Prato, dove si stabilisce. Sarà proprio l’Italia a fargli scoprire la fotografia.

A Firenze lavora come aiutante di un noto fotoriparatore (ormai scomparso) e le sue doti emergono spontaneamente. Da una finestra dello studio scatta foto per testare le macchine da riconsegnare ai clienti. Inizia così ad elaborare una tecnica che lo accompagnerà per tutta la vita. Fotografare pezzi di mondo, scomporli in scatti e rimontarli generando nuove forme. Il risultato sono originali collage da cui emergono animali preistorici, umaniodi, robot, forme organiche e astratte e nuove architetture. Dai 90 scatti di un antica fabbrica può dunque emergere un coccodrillo; da una distesa d’immondizie un feroce dinosauro, da un edificio sbrecciato un vascello infantile e così via, come vedete negli esempi.

Fino al 15 febbraio a Portodimarelive (ViaPisana128 Firenze) la mostra “The unusual work of Francis George Mento” raccoglie una ventina dei suoi lavori. FraGMento sembra lasciare un messaggio, tutto racchiuso nel suo nome d’arte: la vita è un puzzle di foto 10×15 da ricomporre. Istruzioni per il montaggio…

La mostra è a ingresso libero.

mostra di Francis George Mento

....
condividi 0 Commenti

Thomas Barbèy - Un Visionario a Roma

pubblicato da Lorenzo Mazza


Roma incontrerà per la prima volta lo straordinario lavoro del fotografo visionario Thomas Barbèy, che da venerdì 4 Dicembre esporrà alla Morris Casini Foundation. Thomas Barbey è un artista poliedrico. Nato in Connecticut nel 1957 si è poi spostato in Svizzera. Ha cominciato a disegnare seriamente all’età di tredici anni. Dopo aver frequentato per alcuni anni l’Università, ha lasciato per darsi alla musica e si è spostato per quindici anni in Italia, dove alcuni suoi pezzi hanno scalato le classifiche.

Ha cominciato a far foto quasi per hobby, ma ben presto ha capito di poterci guadagnare da vivere come fotografo di moda.Dal 1995 è tornato con sua moglie in America dove lavora nell’ambito della fotografia commerciale e dove, in qualità d’artista ha sviluppato un linguaggio eccezionale.

Fotomontaggi e fotocollages realizzati con le tecniche della fotografia tradizionale, senza l’ausilio del computer.Un bianco e nero pieno di profondità e una tecnica di stampa e di composizione davvero minuziose. Ne escono visioni surreali di spazio che compenetrano altri spazi, aperture sorprendenti e vie di fuga magiche. L’inaugurazione è prevista per venerdì 4 Dicembre dalle 18:30 alle 23:00 alla presenza di Thomas Barbey e di una selezione speciale di 15 delle sue opere.

Thomas Barbèy
Thomas BarbèyThomas BarbèyThomas BarbèyThomas Barbèy

....
condividi 0 Commenti

Urban Dance di Javier De Cea

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un bell’evento dedicato alla sperimentazione nel campo delle arti visive e della performance andrà in scena venerdì 13 Novembre alle 22 alla Florence Art Factory in Via Righi 30 all’Osmannoro (Sesto Fiorentino). Javier De Cea è un artista nato in Cile che lavora a Barcellona, il suo approccio è pluridisciplinare e conduce una ricerca al confine tra storia e sociologia, praticata raccogliendo materiale nelle strade e riproponendolo modificato attraverso adesivi, bombolette e pennarelli.

Il suo è un intervento chirurgico sul reticolo urbano, archeologico sulla memoria collettiva metropolitana. De Cea assembla stencil, sticker e opere di altri artisti nella maggior parte dei casi sconosciuti, attraverso un processo di alterazione e sovrapposizione pittorica. Ne risulta un’operazione estremamente creativa che modifica lo spazio tramite le sue composizioni.

Un processo di sintesi impazzita la sua, quasi un Almanacco della Strada che ne ripropone attraverso la pittura una visione parziale e personale, ma comunque fatta per rimanere. Una visione intima e solitaria, che ripropone voci, strati di memoria e di street art che lentamente la città seppellisce. Nello spazio della FAF Javier De Cea lavorerà come su una grande tela, intervenendo con rotoli e rotoli di nastro adesivo in una performance che prende il nome di Urban dance perché esplora attraverso le dinamiche del gesto nello spazio concetti come il tempo, la memoria e la velocità.

L’evento è prodotto dal progetto Maciste (che verrà presentato nella serata) e prosegue alle 23 con Love Him!, set del turntablist nostrano di base a Parigi Økapi.

Javier De Cea
Javier De CeaJavier De CeaJavier De CeaJavier De Cea

....
condividi 0 Commenti

Report: Chagall e il Mediterraneo (2a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza


Come promesso continua il nostro viaggio all’interno della mostra Chagall e il Mediterraneo a Pisa. Dopo l’immersione nelle grandi tele, al primo piano di Palazzo Blu resta da visitare la sezione dedicata alla Grecia, che il pittore russo definisce una “terra disperatamente vuota se non fosse popolata di cielo, mare e luce”. Qui troviamo le illustrazioni per Dafni e Cloe a gouache e acquerello che Chagall realizzò per l’editore Tériade.

Torno al piano terra, non prima di aver ammirato per una seconda volta Yellow Clown, un dipinto in cui disordine e caos compositivo riescono per antitesi ad esprimere la purezza del soggetto rappresentato attraverso l’identità cromatica del giallo. Eccomi nella sezione dedicata alla Bibbia. Quadri come White Crucifixion rappresentano al meglio la visione di Chagall sulla religione. Un Cristo crocifisso da un raggio di luce occupa il centro di una scena di vita nell’inferno quotidiano. Soldati, briganti, fiamme e disperazione, il quadro è popolato di soggetti che sono indifferenti, che non considerano minimamente il messaggio del Salvatore.

Poi molti quadri che tracciano delle epifanie quasi fallimentari, in cui l’unico spettatore consapevole della magia del momento evocato sembra essere il pittore. Christ on the riverbank, Moses and the table of the law, Ressurrection on the riverbank, The fallen of the angel e la bella scultura del 1952 Maternity or Virgin and child, che ricorda nella semplicità dei tratti il nostro Modigliani.

Continua a leggere: Report: Chagall e il Mediterraneo (2a parte)

....
condividi 0 Commenti

La prima retrospettiva sui collage di Aldwyth

pubblicato da Giovanni De Stefano


Dopo anni di relativa indifferenza da parte di pubblico e critica d’arte, finalmente, a 73 anni, la grande collagista Aldwyth riceve il giusto tributo da parte di una sede abbastanza prestigiosa, in questo caso l’Ackland Art Museum (North Carolina, USA).

La mostra ha aperto i battenti il 31 maggio e raccoglie quasi 50 lavori, fra collage di vario formato e assemblage, nonché videotape di interazioni di Aldwyth con le opere stesse.

L’artista vive da anni nel mistero e nella solitudine di una casa ottagonale ispirata alle forme di Escher, producendo realtà che devono molto a quelle di Hieronymus Bosch. Sono certo che si comincerà a parlare sempre di più dei grandi meriti simbolistici e iconologici di Aldwyth.

Aldwyth e i suoi collageAldwyth e i suoi collageAldwyth e i suoi collageAldwyth e i suoi collage

....
condividi 0 Commenti