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Speciale LPM/Digital Freedom: installazioni, performance e round table con il REFF [PART 2]

pubblicato da penelope.di.pixel

RomaeuropaFAKEFactory, toilet, WC, copyright, LPM 2009, REFF, installazione, Salvatore Iaconesi

Il legame di LPM con le libertà digitali si evince chiaramente anche dalla prima parte del reportage dalle posizioni espresse da Gianluca Del Gobbo e se ci pensiamo bene si tratta di un legame abbastanza naturale. Videoarte e vjing si basano sostanzialmente su pratiche quali remix e mashup e la possibilità di utilizzare musiche, video, tracce è una parte fondamentale di questa “professione”: non deve infatti stupire che LPM sia stato uno dei primi partner del REFF…

Tornando alle libertà digitali, fino al 2007 il Linux Club, locale gestito dall’omonima associazione ha svolto negli anni un’azione di diffusione del software libero e della cultura opensource, è la location dell’evento, veicolandone questa specifica tendenza culturale. Dal 2008, quando il Linux Club chiude e l’evento si sposta, per mantenere questo legame in modo esplicito LPM decide di dedicare la giornata di apertura a questo tema, ospitando ad esempio iniziative e dibattiti sul diritto d’autore come la Degradarte.

E il 2009 non è stato da meno. Il programma di giovedì 28 maggio, denso di presentazioni, workshop, installazioni e tavole rotonde con ospiti internazionali, ha visto una stratta collaborazione con il REFF, di cui vi offro un resoconto per esteso. Con una piccola anticipazione per i curiosi: filo conduttore della giornata sarà un candido WC…

[Foto in alto: particolare TCDTT - “Throwing Copyright Down The Toilet”, installazione interattiva di Salvatore Iaconesi. Lo sciacquone ripreso da dietro…]

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[Speciale REFF - Part 2] REFF.ternoon al Flexi con Luca Neri, 21 marzo ore 18:00

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Giusto il tempo di una breve pausa di sonno più allestimento spazi, e si arriva al secondo appuntamento: un REFF.ternoon (REFF + afternoon) dal mood rilassato in una location che da due anni a Roma, nel cuore del rione Monti, da vita ad appuntamenti culturali vivaci, fra presentazioni di libri, aperitivi, performance, corsi di fotografia, laboratori teatrali, gruppi di lettura ed esposizioni. Parliamo del Flexi, una ex-sugheria ristrutturata per diventare una deliziosa libreria-cafè, dove si può curiosare fra interessanti volumi, bevendo un bicchiere di vino e gustando ottimi menù dal sapore casalingo (i miei preferiti, il gateau di patate e le lasagne).

Nel bianco dominante dell’ambiente (pareti e mobilio), dove spiccano i loghi del REFF, viene presentato a partire dalle 18:00 il libro di Luca Neri “la Baia dei Pirati. Assalto al copyright”. Introduce Arturo di Corinto; a seguire, incontro con Luca Neri. Anche qui la saletta-proiezioni è piena e il dibattito vivace. La storia di Pirate Bay è lo sfondo per discutere di diritto d’autore, di come nasce si evolve nella storia a partire dal ‘700, delle idiosincrasie insite nelle attuali normative, ma anche di quali strade possano seguire autori, artisti e giovani creativi per diffondere le proprie opere e trovare nuovi modi di innescare circuiti economici. A partire da una consapevolezza: la “pirateria” digitale (download e p2p in testa) è un fenomeno diffuso di massa che non necessariamente viene percepito come atto illegale, se non piuttosto come atto quotidiano. Come a sottolineare che in questa versione soft determinata dall’evoluzione tecnologica (niente a che vedere con i corsari, quelli veri dal movimento punk in poi, per i quali la pirateria è un atto cosciente di appropriazione e una pratica politica), pirati lo siamo un po’ tutti… E non c’è da stupirsi se un blog di arte si occupa di questi temi: diritto d’autore, proprietà intellettuale e annessi sono una parte integrante del dibattito contemporaneo sulla definizione di opera e di autore stesso.

La video-installazione “Flight SynEp” di Othe-r-ethO completa l’ambiente, regalando al pubblico un’esperienza intima e suggestiva. Pochissimo il tempo per prepararsi all’evento notturno dalle 23 in poi: REFF.jected.

Nel proseguio dell’articolo due spezzoni tratti dal dibattito realizzati dal giornale universitario Offline.

[Foto in alto: a sinistra Arturo Di Corinto; a destra, Luca Neri]

REFF.ternoon al Flexi con Luca NeriREFF.ternoon al Flexi con Luca NeriREFF.ternoon al Flexi con Luca Neri

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[Speciale REFF - Part 1] " Al Senato, conferenza sulle politiche culturali e la gestione della proprietà intellettuale

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Ecco entrati nel vivo della due giorni. Al senato, presso la sala dell’Ex Hotel Bologna la conferenza-dibattito “Politiche culturali e gestione della proprietà intellettuale” diventa da un lato il “momento della rappresentazione pubblica”, e dall’altro il quadro teorico-interpretativo dell’operazione RomaeuropaFakeFactory.

Intensa la serie dei tre panel che si sono succeduti.
La mattina è dedicata alla contestualizzazione di arte, cultura e creatività nel contemporaneo e alla gestione delle politiche culturali: con le relazioni introduttive di Francesco “Warbear” Macarone Palmieri e Simona Lodi, che affrontano l’uno le relazioni fra autorialità e potere e l’altra la domanda cruciale “cosa è da scartare e cosa non lo è” in tempi di crisi, il dibattito si accende grazie agli interventi si Valerio Mattioli (giornalista e critico musicale), Casaluce-Geiger Synusi@-cyborg (artista e promotrice dell’azionismo post-umano), OtherethO (artista e membro più giovane del comitato scientifico del REFF), Gennaro (giudice, drammaturgo, danzatore e scrittore noto per la sua sentenza anti-copyright del 2001), Stefano Coletto (curatore della Fondazione Bevilacqua la Masa), Francesco Monico (direttore della Scuola Design&Comunicazione della NABA), Gianluca del Gobbo (fondatori di Flyer Communication, LPM e FLxER), Arturo Di Corinto (Osservatorio sulla Cultura della Regione Lazio) : moderano le sessioni, Rossella Ongaretto (architetto e designer) e un’incontenibile Valeria “Jemma Temp” Guarcini (performer e producer di LPM), capace di divertire il pubblico e stuzzicare i relatori con ironia e irriverenza.
Il Pomeriggio, dopo una sostenuta pausa-caffè, è il momento per un confronto serrato sulla relazione fra nuovi modelli di business e proprietà intellettuale. La relazione introduttiva di Alex Giordano ( saggista e fondatore di Ninja Marketing) offre una articolata visione di come emergano nuove relazioni fra marchi e uso-appropriazione degli stessi da parte degli utenti. “Cosa fare, come affrontare il nuovo mercato?” è questa la domanda che viene rivolta al tavolo, che alterna dubbi e risposte di Davide D’Atri (fondatore di Beatpick), Marco Fagotti (Anomolo Records), Francesco Magnocavallo (dir. editoriale di Blogo), Marco Scialdone (avvocato e docente alla Campus Link), Guido Scorza (avvocato e pres. dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione): a partire dalle diverse esperienze maturate come professionisti e giuristi, affiorano nel dibattito concetti come la possibilità di una coesistenza fra modelli commerciali e non commerciali, necessità, rispetto alla questione SIAE, il mandato non esclusivo, l’esigenza di una analisi critica e profonda del senso di autorialità e dei desideri che spingono gli artisti e rilasciare le proprie opere (il sogno di arrivare dal MySpace alla SONY, che non solo ha speranze minime di realizzarsi, ma che probabilmnte nel futuro non ha né spazio, nè possibilità di esistere…). Moderatore d’eccezione, Luca Neri, autore del libro “La Baia dei Pirati. Assalto al Copyright” (Cooper), in Italia per il lancio del volume appena uscito.

Nel complesso una giornata densa, alta l’attenzione e il coinvolgimento della sala fino alla fine, mentre il pubblico va via con il desiderio di continuare a discutere.

RomaEuropaFAKEFactory - ed è questo il senso della sua presenza in senato - diventa lo stimolo per la creazione di un Tavolo sulla Cultura Digitale da istituire all’interno della Commissione Cultura. Questo grazie al coinvolgimento attivo del sen. Vincenzo Vita (vicepres. della stessa Commissione) che, oltre ad ospitare l’evento, si impegna a sostenere la proposta. I tre panel iniziano ad esplorarne le prospettive e le tematiche scottanti che emergono nel complesso intreccio fra istituzioni pubbliche e private, economia, arte e interstizi: una contemporeneità che brucia, dove cade la logica della contrapposizione dialettica (l’aut/aut) e vince quella della relazione connettiva (l’et/et). Dove la contaminazione diventa necessità. Dove si afferma radicalmente un principio semplice: il diritto all’esistenza e la molteplicità (di fonti, punti di vista, identità, economie).

A breve saranno inoltre disponibili i video e l’audio integrali della giornata: nel prosegui dell’articolo intanto i video interventi di Derrick De Kerckhove e Carlo Infante.

[Foto in alto: sen Vincenzo Vita; di fianco a destra Simona Lodi, art director Piemonte Share Festival]

presentazione del RomaEuropaFakeFactory al Senato della Repubblicapresentazione del RomaEuropaFakeFactory al Senato della Repubblicapresentazione del RomaEuropaFakeFactory al Senato della Repubblica

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[Speciale REFF - intro] "F for FAKE" di Massimo Canevacci

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Si è conclusa sabato 21 marzo “REFF.erence“, la due giorni di rilancio del Concorso Internazionale RomaEuropaFAKEFactory, a cui dedichiamo uno servizio speciale, diviso in più parti per avere la possibilità di seguire il denso programma e gli avvenimenti che si sono succeduti. Molteplici i risvolti e le implicazioni di rilievo, sia dal punto di vista di un’analisi critica dell’arte contemporanea, delle politiche culturali e delle relazione fra nuovi modelli di business e gestione della proprietà intellettuale, sia da quello più squisitamente politico: un evento che è riuscito realmente ad attraversare la metropoli, dagli spazi più istituzionali del Senato fino al night clubbing di via Libetta, che nel cuore del quartiere ostiense è a Roma la zona a più altra concentrazione di locali notturni e festaioli.

Ma prima entrare nel vivo del reportage, è col video intervento di Massimo Canevacci, che abbiamo intitolato “F for FAKE”, che iniziamo insieme a ripercorrere questo evento. La motivazione è semplice: le sue parole descrivono in modo eccezionalmente efficace il senso profondo dell’operazione RomaeuropaFAKEfactory nel suo complesso e, in particolare, di questa sua prima “rappresentazione pubblica” che, prendendo in prestito le parole di Canevacci, è il “momento della verità“.

L’intervento è stato infatti scelto come relazione introduttiva della conferenza “Feedom to Remix. Le politiche Culturali e la gestione della proprietà intellettuale nell’era contemporanea” svoltasi presso l’ex Hotel Bologna al Senato il 20 marzo a partire dalle 10:00 - cornice teorica nella quale esperti, artisti, intellettuali, giuristi e politici si sono confrontati su queste tematiche. Ma parleremo nel seguito del reportage diffusamente della conferenza e degli ospiti che la hanno animata. Per adesso vi lascio a questa testimonianza, resa particolarmente preziosa da una contingenza: Canevacci, come molti di voi sapranno, è uno degli interpreti più interessanti della cultura contemporanea e dell’antropologia visuale, a livello italiano e internazionale e questo è il suo ultimo anno di insegnamento alla Sapienza. A breve si trasferirà infatti in Brasile, dove si trova in questo momento e dove continuerà il suo insegnamento e la ricerca portata aventi sino a questo momento in Italia. Con l’augurio che sia l’inizio di un nuovo ciclo, lo ringraziamo per quello che consideriamo un suo regalo di arrivederci.

[Video girato presso la casa di Massimo Canevacci: regia e montaggio di Gianmarco Bonavolontà]

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Freedom for Remix. La risposta di Romaeuropa Web Factory

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Se ricordate proprio prima di natale, ho scritto un articolo sul contest lanciato da Romaeuropa Web Factory cn l’intento di segnalare alcuni punti di criticità relativi al regolamento del concorso e aprire un dibattito pubblico con la Fondazione Romaeuropa Festival e i curatori del contest su un tema cruciale per l’arte contemporanea, coinvolgendo i diretti interessati.

Successivamente all’articolo, una lettera aperta indirizzata al concorso e alla Fondazione scritta a più mani e stata inoltrata ai suoi destinatari, che hanno promesso una risposta ufficiale: la pausa natalizia vedeva un fermo delle attività e un organico sguarnito di personale al momento in ferie, come ci è stato detto. La risposta è infatti prontamente arrivata - ringraziamo per questo gli organizzatori - e siamo felici particolarmente di pubblicarla: l’articolo iniziale diffuso attraverso questo blog sta contribuendo a sviluppare un dibattito decisamente interessante e questo per noi è il primo risultato concreto.

La risposta di Gianluigi De Stefano, curatore del contest, sembra confermare le perplessità sollevate dalla lettera aperta, ma di questo parleremo insieme a Marco Scialdone, avvocato esperto in diritto d’autore fra e primo firmatario della lettera, che intervisterò nei prossimi giorni. Intanto eccovi il testo di Gianluigi De Stefano in versione integrale.

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