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Tutti gli articoli con tag corpo

If you are close to me/Se mi sei vicino, Sonia Cillari

pubblicato da penelope.di.pixel

Recentemente ho avuto il piacere si scoprire lo splendido lavoro di Sonia Cillari.

Oggi vi presento If you are close toi me/Se mi sei vicino, una performance/installazione particolarmnete interessante. O meglio un ambiente inter-reattivo. Il focus dell’opera è la possibilità di usare il corpo come interfaccia. L’elemento principale i questo ambiente è un pavimebto-sensore all’interno del quale una performer diventa una vera e propria antenna. Il luogo dell’esplorazione è il confine delimitato dalla pelle: una fascia di interazione sensibile in cui il corpo si estende. Quando un partecipante si avvicina o tocca questo corpo-antenna, i movimenti vendono captati come eattività elettromagnetica e trasformati in elementi aufio-visivi, proiettati in real-time su pareti: un organismo connesso e vivo che muta in base alle fluttuazioni elettromagnetiche.

Consigglio di guardare il video (bellissimo), anche per apprezzare le scelte estetiche dell’artista, di cui in questi giorni vi presenterò un altro lavoro.

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L'erotismo di Cristina Fabris e il feticismo di Niba a Roma

pubblicato da Lorenzo Mazza


Con l’arrivo della primavera si intensifica l’attività espositiva della Galleria Mondo Bizzarro di Roma, da sempre attenta a proporre autori interessanti nell’ambito dell’arte underground. Per sabato 6 marzo è prevista una doppia inaugurazione. Nella Main Gallery Niba presenta ‘The Beauty and the Beast‘ e nella Project Room Cristina Fabris propone ‘The passion of Sins‘.

Niba è una scultrice italiana, la cui opera è stata spesso accostata a quella di Allen Jones, artista pop-fetish inglese. Niba crea carillon e sculture di terracotta ricoperte di lattice. Un’arte brutale, che rimanda a “una corporeità che esiste solo attraverso la sua superficie e grazie alla pura forma estetizzante dell’abbigliamento”. Poi la serie degli iperrealistici gatti sfinge, nudi e umanizzati , addirittura tatuati, simbolo di eccesso e follia.

Nell’altro allestimento, Cristina Fabris, disegnatrice e illustratrice a china, presenta la sua ultima produzione che “galleggia” tra sacro e profano. Il passato della Fabris è intriso nel fumetto erotico italiano, Crepax, Manara, Barbieri e Cavedon fra tutti. L’erotismo è un universo magico e fantastico, che consente all’artista di condurre un personale percorso liberatorio, popolato da “pin up audaci e ammiccanti, consapevoli protagoniste delle più straordinarie perversioni e feticismi”.

Niba e Cristina Salis @ Mondo Bizzarro Gallery
Niba e Cristina Salis @ Mondo Bizzarro GalleryNiba e Cristina Salis @ Mondo Bizzarro GalleryNiba e Cristina Salis @ Mondo Bizzarro Gallery

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Tutti nudi per Spencer Tunick a Sidney

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ne abbiamo già parlato diverse volte di Spencer Tunick, fotografo e videomaker americano capace di sorprendere con le sue gigantesche installazioni umane.

Adesso Tunick torna in Australia e fa spogliare la bellezza di duemila persone davanti alla Sidney Opera House. In concomitanza con il carnevale, i primi di marzo, creerà una nuova scultura fatta di corpi nudi. Niente di pornografico ma l’idea, come dice lui: ‘Mi piace lavorare con il corpo umano in un modo che non sia sessuale, e che presupponga uno spazio pubblico. Aiuta a rompere molte barriere nella nostra societa”.

Spencer Tunick
Spencer TunickSpencer TunickSpencer Tunick

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Still Vast Reserves, l'indagine australiana sul corpo a Roma

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il Magazzino d’Arte Moderna di via dei Prefetti 17 a Roma ospita la mostra Still Vast Reserves dal 24 settembre al 24 ottobre 2009. Una grande occasione per conoscere il lavoro di otto artisti australiani che lavorano ponendo un’attenzione particolare sull’uso del corpo. Si parla proprio di un ambito di ricerca chiamato cinetica della compressione, che integra la rappresentazione della scultura al discorso sul corpo e sul sé, ponendola in relazione con l’ambiente e l’architettura.

La mostra è a cura di Emily Cormack, Francesco Stocchi e Alexie Glass-Kantor, direttrice di Gertrude Contemporary Art Spaces (GCAS) a Melbourne. Include lavori diversi, dalla stampa al video all’installazione, con alcuni degli artisti meglio considerati dalla critica in Australia: Christian Capurro, Ben Armstrong, Stuart Ringholt, Tom Nicholson, Lou Hubbard e Laresa Kosloff, Alicia Frankovich e Marco Fusinato. Proprio questi ultimi due proporranno una performance per l‘inaugurazione di giovedì 24 settembre alle 19.00, in collaborazione con i musicisti Cristiano De Fabritis, Luca Tilli e Luca Vinitucci.

Still Vast Reserves è un’indagine sui concetti di rivelazione e chiusura e si situa nel confine tra l’intimo e il pubblico. La tensione che percorre la corporeità nell’ambito domestico, sociale e politico rappresenta un grande momento di ricerca creativa sul corpo umano quale strumento e finalità dell’azione artistica. L’Australia in questo campo sembra abbia molto da farci vedere.

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dead SEEquences. Le immagini scarnificate di Fabio Scacchioli

pubblicato da penelope.di.pixel


Inaugurata il 4 aprile scorso a La Porta Blu Gallery, la mostra “dead SEEquences, o della scarnificazione dell’immagine” sarà aperta al pubblico fino al 30 aprile. La Porta Blu è una deliziosa galleria situata a due passi da Campo dei Fiori a Roma e, avendo visitato la mostra proprio qualche giorno fa, ne approfitto per dedicarvi questo breve reportage fotografico.

Al centro della mostra c’è “dead SEEquences”, video realizzato da Fabio Scacchioli, con le musiche di Vincenzo Core. Il video è composto da 3770 frames tratti da una vecchia pellicola e ogni fotogramma è stato lavorato a mano. Nella sala centrale della galleria si fruisce la proiezione (durata circa 30 minuti), ma “…Dentro il frame non accade mai nulla…”, come afferma l’autore. Il film è infatti altrove: è inchiodato sulle pareti, nel susseguirsi di quei fotogrammi ritagliati e incollati (v. foto in alto). Allo stesso modo, alcuni di essi vengono riutilizzati e manipolati per realizzare delle tavole pittoriche con diverse tecniche, che troviamo esposte nella sala d’ingresso.

Il senso dell’operazione artistica è uno studio sulla sparizione di un’immagine, a partire dalla scelta del soggetto: un corpo nudo di donna (il corpo rimane pur sempre quanto di più tangibile l’essere umano possieda) ovvero la sua immagine. Ed è proprio nello scarto fra il corpo e la sua immagine che interviene il principio di separazione. Esattamente come fra ogni parola e il suo significato, dove l’oggetto è costretto a dissolversi per “poter essere detto”. Scarnificare l’immagine è quindi il tentativo di annullare questo scarto attraverso la non comunicabilità (che, se ripercorrete al contrario l’enunciato precedente, significa sottrarsi alla dissoluzione e alla scomparsa).

Su queste ultime riflessioni potremmo certo aprire una lectio magistralis di filosofia ed estetica e non è escluso che inviteremo in futuro Fabrizio Pizzuto, curatore della mostra (e, possibilmente, Guy Debord, Derrida e Foucault), ad approfondire alcuni dei concetti espressi. Intanto godetevi il reportage fotografico. Peccato per il video, che non sono ancora riuscita a reperire online: anche se nei frame “non succede nulla”, questo nulla è stato molto bello da vedere.

dead SEEquences - La Porta Blu
dead SEEquences - La Porta Bludead SEEquences - La Porta Bludead SEEquences - La Porta Blu

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(Spi)ritual OMnipotence

pubblicato da penelope.di.pixel

(Spi)ritual OMnipotence è l’ultimo lavoro di OtherethO, selezionato a PixxelPoint ‘08 e attualmente esposto presso la Galerija Tir in Mostovna. OtherethO a soli 22 anni ha già partecipato a diversi festival con le sue opere e collabora con il magazine online DigiMag: vive e lavora a Milano.

L’installazione (Spi)ritual OMnipotence studia il potenziale delle azioni simboliche performate al di fuori di contesti religiosi istituzionalizzati. Il focus è sul corpo come apparato percettivo. Estensione di stimoli audio-tattili sono usati per evocare esperienze catartiche e sensorialmente immersive. Il rituale è diviso in de parti:
- preparazione (lettura della brochure informativa; ascolto della durata di circa 3 minuti di un mantra sintetico che riproduce attraverso suoni elettronici l’OM; purificazione delle mani);
- esperienza (passaggio del corridoio, costruito con un panno nero in totale assenza di luce; “stanza”: in semi oscurità, su un piedistallo è posta una conca piena di fluido, mentre in ultra-frequenza viene mandato il mantra sintetico come ulteriore stimolazione celebrale).

Ciò che mi ha colpito dell’opera è la sua volontà demistificante. Integrare il lavaggio delle mani nell’installazione, atto che tipico della dimensione mistico-religiosa, rendendolo interattivo tenta di indurre nell’utilizzatore la coscienza che il rituale di purificazione si basa su illusioni percettive. Questo tipo di sollecitazione diventa immediatamente controverso, come sostiene l’artista, se paragonato ai riti ecclesiastici supportati e “fruiti” attraverso un particolare tipo di credenza, quello dogmatico.

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Bodies are both Zombies and Cyborgs... Stelarc

pubblicato da penelope.di.pixel


… But we fear what we have always been and what we have already become - Zombies and Cyborgs.

… Ma abbiamo paura di quello che siamo sempre stati e di quello che siamo già diventati - Zombi e Cyborg.

Stelarc (qui il suo profilo su Wikipedia)

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Antony Gormley. Riflessioni sul corpo

pubblicato da contemporanea


So già che qualcuno penserà che la mia scoperta di Antony Gormley è tardiva, ma sulle pagine di Artsblog se ne è parlato solo una volta e in maniera indiretta, quindi ne approfitto per dedicargli uno spazio.

Gormley è tra i più importanti scultori britannici contemporanei e la sua ricerca, portata avanti dagli anni ‘70, si è focalizzata negli ultimi 25 anni sul corpo umano “come luogo di memoria e trasformazione”. Per la maggior parte dei suoi lavori, Gormley usa come punto di partenza il proprio corpo, che diventa al tempo stesso soggetto e oggetto della creazione.

L’artista uscendo dall’ambiente museale, coinvolge anche lo spazio aperto e pubblico con opere su larga scala e di grande impatto visivo. Un esempio è Waste man, grande scultura antropomorfa realizzata con “le materie prime della vita casalinga delle persone”, ovvero pezzi d’arredamento, poi dati alle fiamme per sprigionare idealmente energia (qui ci sarebbe da aprire una parentesi sull’inquinamento, ma sorvoliamo).

Alcuni lavori di Antony Gormley

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Kiki Smith, femminismo e fragilità umana

pubblicato da contemporanea


Kiki Smith è figlia d’arte, suo padre era Tony Smith, noto scultore minimalista. Lei usa materiali tradizionali e malleabili (scultura e disegno su carta in particolare) per affrontare tematiche comuni e quotidiane come l’identità, gli stereotipi sessuali e il corpo, affiancandosi in ciò all’impegno di altre artiste degli anni ‘80-’90 come Rosemarie Trockel e, come lei, schierandosi all’interno del movimento femminista.

Il suo lavoro è forte e correlato con il tema della materialità del corpo, della sua deperibilità e vulnerabilità. In particolare è il corpo femminile ad essere preso in esame, specie come oggetto erotico visto attraverso la lente degli artisti di sesso maschile. Altro tema affrontato da Kiki Smith in tempi più recenti è quello del rapporto tra l’uomo e la natura, tra il corpo e il mondo.

A volte le opere dell’artista americana sono ispirate al mito, alla favola (Cappuccetto Rosso), alla letteratura (Alice nel paese delle meraviglie), sempre nello sforzo di reinterpretarne il significato in chiave attuale. Al giorno d’oggi è tra gli artisti più quotati al mondo, con la sua opera “Untitled (Butterfly)” aggiudicata da Christie’s lo scorso anno per più di 200 mila euro.


Alcuni lavori di Kiki Smith

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