Daniel Buren, il talentuoso artista concettuale francese ha pensato bene di non lasciarsi impressionare dall’ultimo progetto nel quale è stato coinvolto. E c’è da dire che “l’incarico” avrebbe imbarazzato parecchi. Si tratta infatti nientepopodimeno che dell’edizione 2012 della Monumenta, l’esposizione che mette a disposizione di un unico creatore l’intero spazio dell’edificio principale del Grand Palais. Una sfida incredibile che l’eccentrico settantaquattrenne ha affrontato con uno spirito energico degno della sua creatività arrivando persino a convincere gli organizzatori a spostare l’ingresso principale dalla facciata, giudicata troppo pomposa, ad un lungo corridoio situato sul lato nord. Le porte della mostra si sono aperte stamani ed i visitatori hanno potuto assistere al risultato di un tale impegno.
Ma le “intemperanze comunicative” del noto artista non si fermano lì. Sembra che abbia minacciato di far causa a chiunque avesse qualificato il suo lavoro come “istallazione” ed effettivamente non ha tutti i torti, la sua opera va al di là della riduttiva definizione. Una vera e propria foresta di cerchi trasparenti e colorati, che integra perfettamente effetti provenienti da diversi approcci concettuali. Il movimento, il colore, il suono, ma soprattutto la luce, sono elementi costitutivi che marchiano, come baluardi fantastici, il percorso che si snoda all’interno degli immensi spazi vetrati dell’edificio ospitante. Una produzione in situ che vive e respira nello spazio e nella sua illuminazione naturale, dalla quale sembra lasciarsi dolcemente accarezzare.
La mia ispirazione immediata, quando mi hanno invitato, è stata quella di lavorare con la luce straordinaria di questo luogo, ma anche sulla sua natura intrinseca che piuttosto che uno spazio espositivo, lo qualifica come immensa piazza pubblica, nella quale si può ascoltare la pioggia, veder passare le nuvole e nel quale il sole ed il colore del cielo sono estremamente presenti.
Via | monumenta.com
Il Macro di Roma impreziosisce la sua sede con un bell’intervento dell’artista Daniel Buren, maestro del contemporaneo. “Danza tra triangoli e losanghe per tre colori” è il nome dell’installazione appena realizzata all’ingresso del museo, e che riesce incredibilmente a giocare con gli elementi architettonici del museo.
In un gioco di prospettive e di specchi Buren riesce a dare veramente un nuovo fascino, tutto contemporaneo, al museo. Bella anche la collocazione, all’ingresso, così che lo spettatpre viene subito immerso in questo gioco di prospettive come Alice nel paese delle meraviglie. Insomma, un bel lavoro per uno degli artisti più interessanti di oggi, e che tra le sue collaborazioni di prestigio annovera anche quella con il Palais-Royal di Parigi.