
Il Royal Academy of Arts di Londra ha inaugurato oggi alla stampa la mostra dedicata a David Hockney, che sarà aperta al pubblico da 21 gennaio al 9 aprile. Considerato uno dei più grandi artisti al mondo, ha intitolato la sua monografia “A Bigger Picture“, in cui sono presenti 52 stampe create tramite IPad, dal titolo “The arrival of spring in Woldgate, East Yorkshire, in 2011“. Una tecnica molto apprezzata dall’artista, di cui vi abbiamo già dato un’anteprima. Hockney, a tal proposito, racconta:
“Una application che costa appena 8 sterline e che ti permette di dipingere con le dita sullo schermo, facendo il pennello grosso o fino, mescolando il colore, cambiando la luminosità, e puoi tenerti questo apparecchietto in tasca, non hai bisogno di portarti dietro nulla, né tele, né matite, né acqua, niente di niente. Oh, come sarebbe piaciuto l’iPad a certi artisti del passato, a Tiepolo, a Van Gogh. L’unico svantaggio è che non senti la resistenza della carta alla matita o al pennello, un fattore importante per chi disegna o dipinge, ma i vantaggi superano gli svantaggi.”
Ma non solo opere tecnologiche: a occupare un’intera parete del museo è una tela di quindici metri, che rappresenta come gli altri la primavera, tema molto caro al pittore:
“Ho sempre desiderato fare un grande quadro sull’arrivo della primavera, quando le foglie cominciano a sbocciare sugli alberi e pare che volino nello spazio in un modo meraviglioso.”
Via | Repubblica

Dopo aver vissuto venticinque anni in California, David Hockney ritorna in Inghilterra, dove decide di reinventare la sua pittura ripartendo da zero, lavorando en plein air in tutte le stagioni e in tutte le condizioni atmosferiche. Un film segue la realizzazione del Bigger Trees Near Waters, il più grande quadro mai dipinto all’aperto, composto da 54 tele, poi donato alla Tate Gallery di Londra.
La nuova opera di David Hockney, dopo sette anni di lavoro, sarà esposta in una grande mostra alla Royal Academy di Londra. “Mi è venuto in mente che avrei potuto salvare il cinema”, ha detto con una certa modestia Hockney definendo il progetto di esporre i suoi film-paesaggio, in cui nove telecamere vengono adoperate per creare grandi immagini in movimento su più schermi. In questo modo l’artista ha elaborato ulteriormente la sua cifra artistica, quella della scomposizione in quadri - in fotogrammi se vogliamo - molto ricorrente nei suoi dipinti.
Il film mostra lo stesso paesaggio in ciascuna delle quattro stagioni ed è stato girato quando viveva a Bridlington, catturando la bellezza dei paesaggi dello Yorkshire orientale. In mostra ci saranno circa 150 opere, che comprendono dipinti, disegni, sketchbooks e disegni realizzati sul suo iPad. Hockney è riuscito a rendere l’est dello Yorkshire un suo paesaggio, proprio come Constable fece con il Suffolk. “Nessuno ha diretto David in quello che stava preparando per questa mostra”, ha detto il co-curatore Mark Livingstone. “Aveva la galleria a sua disposizione e ha fatto il lavoro che voleva fare.” Ed ha aggiunto: “Penso che i dipinti che ha realizzato dal 2005 rappresentino il corpus di opere più impressionante che abbia mai fatto nella sua vita.” A Bigger Picture sarà alla Royal Academy tra il 21 gennaio e il 9 aprile.
C’è un’applicazione per iPhone e iPad che si chiama Brushes, costa pochissimo ma offre infinite possibilità; questo almeno se avete velleità artistiche, come David Hockney, artista inglese che dal 2008 ad oggi ha creato oltre 400 dipinti. In un primo momento sull’iPhone -probabilmente all’inizio usando l’app nei momenti liberi o di svago- e poi man mano che la cosa si faceva seria, ha trasferito la sua passione sull’ iPad.
Ora il risultato di questo amore sbocciato nuovamente tra arte e tecnologia è in mostra al Louisiana Museum di Copenhagen, dove i lavori sono esposti su 20 iPod tutti da sfogliare: ritratti, autoritratti, piante, fiori e paesaggi, che Hockney ha “dipinto” con le proprie dita, e più tardi con apposito pennino.
La mostra, dal titolo “Me Draw On iPad”, è stata inaugurata l’8 aprile 2011 e chiderà il 4 settembre 2011; i visitatori possono vedere tra l’altro anche i vari passaggi per realizzare l’opera e nuovi lavori creati ad hoc dall’artista e inviati via mail al museo.
A volte è interessante buttare un occhio al di là dell’oceano, per capire quali sono i movimenti in corso e come si ’spinga’ certa arte contemporanea, piuttosto che altra. Si apre il 16 aprile al Minneapolis Institute of Arts (MIA), Until Now: Collecting the New (1960–2010), Fino ad oggi: Collezionando il Nuovo (1960-2010), un grande allestimento con opere di oltre 90 artisti che hanno saputo sfidare e modificare le dinamiche in corso all’interno delle arti visive negli ultimi cinquant’anni.
Elizabeth Armstrong, ha messo insieme un allestimento che attinge alla collezione del Museo, ma anche a diversi prestiti privati e che farà parte di alcune mostre itineranti e nuovi programmi pubblici di acquisizione. Una vasta panoramica sull’arte più attuale, tra maestri e nuovi talenti. Una speciale sezione, dal titolo Arte Remix, metterà opere d’arte contemporanea a fianco di capolavori storici. Ne nascerà un dialogo sul nostro passato più presente, tra nuove prospettive e vecchie impronte, soltanto apparentemente indelebili.
Ecco la lista degli artisti in mostra: Mequitta Ahuja, Doug Aitken, Siah Armajani, Rebecca Belmore, Ross Bleckner, Michaël Borremans, Nick Cave, John Chamberlain, Mona Hatoum, Zhang Huan, David Hockney, Alfred Jensen, Jasper Johns, Ilya Kabakov, Yayoi Kusama, Roy Lichtenstein, Takashi Murakami, Yoshitomo Nara, Claes Oldenburg, Roxy Paine, Gerhard Richter, Peter Saul, Carolee Schneemann, Bill Viola, e Andy Warhol.

Dopo essere morta e resuscitata nel breve arco di un mese (vi ricordate che nel febbraio 2008 la Polaroid Corporation aveva annunciato la cessazione della produzione di pellicole istantanee, per poi rilanciarla nel marzo successivo grazie a un nuovo supporto tecnologico), la Polaroid si appresta ad essere celebrata in una grande asta pubblica da Sotheby’s.
Il 21 e 22 giugno a New York andrà all’asta una raccolta di oltre 1.200 opere, realizzate con la leggendaria tecnologia che ha annullato la distanza tra momento di ispirazione e creazione. Va in vendita la collezione che lo stesso Edwin Land, inventore e fondatore della Polaroid, cominciò negli anni ‘30 del secolo corso.
Opere di alcuni dei fotografi più importanti della seconda metà del ventesimo secolo tra cui Peter Beard, Chuck Close, William Wegman, David Levinthal, Robert Frank, David Hockney, Harry Callahan (nella foto in alto la sua Chicago, stimata tra i 70.000 e i 100.000 dollari?) Robert Mapplethorpe e addirittura 400 scatti di Ansel Adams. Poi anche scatti di Andy Warhol, come il ritratto di Farrah Fawcett, stimato tra i 5.000 e i 7.000 dollari, ma che può raggiungere cifre molto più alte.
L’intera collezione dovrebbe realizzare una cifra compresa tra i 7.5/11.5 milioni di dollari.

Alla Whitechapel Gallery il Principe William d’Inghilterra ieri era tutto contento di patrocinare il suo primo evento di arte contemporanea, lui che ha studiato storia dell’arte all’università.
Forse, c’è da dire che William ha una migliore percezione dell’arte antica e moderna (approfondita anche con dei soggiorni in Italia), che di quella contemporanea. Per l’imbarazzo di non sapersi muovere troppo disinvoltamente fra installazioni e concettuale, ha cercato di rompere il ghiaccio con una battuta:
“Effettivamente, Banksy sono io… Pensavo che questa potesse essere una buona occasione per farlo venire fuori”.
Per il resto, secondo Micheal Craig-Martin, che lo ha accompagnato per le sale della galleria, il principe ha espresso soprattutto interesse per Damien Hirst, Lucian Freud, David Hockney e Gilbert and George.
Via | The Times