
A cento anni dalla nscita di Marshall McLuhan, “The Wall” è una lunga dedica alla memoria di uno dei principali teorici della comunicazione del ‘900, che ha avuto non solo la capacità di leggere acutamente il suo presente, ma di lasciarci intuizioni, suggestioni e previsioni sull’evoluzione dell’uomo tecnologico valide ancora oggi - “villggio globale” è, ad esempio, un’espressione da lui coniata divenuta ormai parte del nostro patrimonio liguistico.
Il progetto è stato lanciato solo pochi giorni fa: il prototipo, non ancora definitivo, è visionabile online ed è interattivo. L’idea è quella di creare un racconto collettivo, un muro di informazioni costruito videoregistrando un messaggio. The Wall nasce per condividere le esperienze dei McLuhan fellow (di Toronto e di Wicklow) con una serie di brevi interviste, per adattarle in una fase successiva sotto forma di un vero e proprio documentario. Ma anche per i “non-fellow” c’è la possibilità di aggiungere il proprio tasello e partecipare: l’unica condizione è che il pensiero del massmediologo abbia lasciato una traccia o influenzato in qualche modo il pensiero, le scelte di ricerca, studio o lavoro - e quindi la vita - della persona che desidera contribuire. Il meccanismo è molto semplice, basta seguire le istruzioni riportate a questo link, che invitano fra l’altro a usare la propria lingua madre: una sensibilità antropologica che apprezzo mltissimo visto che nel “villaggio globale” non si parla solo inglese ma un’infinità di “dialetti“, come si tende spesso a dimenticare.
Detto questo, The Wall inizia a popolarsi. Andando sul sito potrete ascoltare le prime testmonianze, inclusa quella di Derick de Kerckhove, erede intellettuale di McLuhan e a sua volta promotore dell’iniziativa. Frattanto il calendario di eventi, mostre e incontri dedicati a questo importante centenario cresce e si moltiplica in diverse parti del mondo. In Italia, ricordo l’appuntamento di Roma il 31 maggio alla Sapienza “McLuhan: tracce del futuro” e quello di Napoli (in data ancora da definire).

Riemergo adesso da Berlino dove, nonostante un clima mite e generoso, un’epidemia ha colpito diversi partecipanti: sono stata fra quelli, beccandomi una febbre che mi ha costretto a letto per quasi tutti i giorni del festival transmediale. Anzi per essere precisi, il malessere si è manifestato durante la stessa sera dell’opening, a cui sono riuscita a partecipare. Fra le vittime, anche il duo Les Liens Invisibles, che si sono trascinati con la tachipirina fino alla serata degli Award, ricevendo comunque una special mention dalla critica.
Detto questo, fra l’opening e la chiusura, sono riuscita a farmi un bel quadro del festival e ora, a mente (e corpo) fresca eccomi qui con un reportage che avrebbe voluto essere un live blogging non stop di una settimana. Ho diviso il reportage in tre parti. In questa prima parte parleremo della serata di opening e della premiazione; nella seconda parte dell’expò, nella terza parte della open zone, per capire l’architettura complessiva del festival.
L’opening della 24esima edizione di transmediale ha visto protagonista Derrick de Kerckhove e il piccolo Angel_F, l’intelligenza artificiale nata dalla controversa relazione fra il professore e la Biodoll, una prostituta digitale eroina del cyperspazio, creata dall’artista Franca Formenti. Sul grande palco dell’auditorium della Haise of Culture, padre e figlio hanno intrattenuto (e stupito) il pubblico in un dialogo che ha toccato temi quali l’identità, il nuovo spazio pubblico, i pericoli e le nuove possibilità che gli esseri umani affrontano nell’era digitale. Il professore ha dimostrato una grande capacità performatica e doti da vero attore, muovendosi con naturalezza sul palco mentre descriveva questo suo particolare figlio come un Pinocchio 2.0 nato nella pancia digitale della rete. Auditorium gremito di gente, tutti i posti a sedere completi: un pubblico composto, attento e internazionale, capace di attirare però l’attenzione dei berlinesi.
La serata di premiazione è il momento più atteso dagli artisti, il giorno in cui si decretano i vincitori, si aprono le buste e si consegnano gli Award: un riconoscimento attesissimo e ambitissimo nel circuito dell’arte digitale. Combattendo con le febbre, ho voluto esssere almeno là per la cerimonia (ridirigendomi subito dopo verso l’albergo…). Eccovi dunque i risultati.
Continua a leggere: Back from transmediale: l'opening e gli Award [Part 1]

“Writing Napoli” è un interssante progetto nato con lo scopo di cerare una piattaforma di riferimento per i writer partenopei ma non solo. Forse l’obiettivo principale è quello di far aprire gli occhi a quanto non conoscono o non vogliono conoscere quest’arte. A questo indirizzo, il professor Derrick De Kerckhove dell’università di sociologia di Napoli, ha messo in rete grazie anche al contributo degli studenti, una mappa dei graffiti napoletani.
Il funzionamento è molto semplice: basta cliccare sulla sezione “Writing Napoli” e poi “Google map” per vedere indicati lungo le strade partenopee i graffiti realizzati dai writer. Un progetto, ovviamente, sempre in evoluzione e in aggiornamento. Bella anche la sezione delle interviste, dove a Raffo e Clopin, tra gli altri, vengono poste alcune domande su questa complessa arte.
Insomma, mi pare un buon progetto, che sicuramente ha bisogno di svilupparsi e crescere, ma che intanto fornisce un piccolo spaccato di una Napoli (almeno per molti) poco conosciuta.
Nelle giornate di giovedì 17 e venerdì 18 dicembre lo IED – Istituto Europeo di Design di Roma (via Alcamo 11 e via Giovanni Branca 122) organizza Pubblicamente 2009 – Ritorno al futuro, una serie di eventi, incontri e visioni sul mondo che verrà.
Nell’anno delle celebrazioni futuriste lo Ied propone di parlare di futuro per mettere a fuoco le questioni centrali della cultura contemporanea. Moda, design, arti visive e comunicazione i pilastri della ricerca e dei percorsi formativi dello Ied, la cui sede di Roma è diretta dall’architetto Alberto Iacovoni. Nella sua idea ‘Pubblicamente’ dovrebbe diventare un appuntamento con cadenza annuale che, come già accaduto quest’anno, selezionerà gli artisti partecipanti attraverso un call for proposal.
Raffaele Gavarro è il curatore di questa edizione. Si parte il 17 dicembre alle 11, con la conferenza di Frédéric Migayrou del Dipartimento di Architettura del Centre Pompidou di Parigi. Nel pomeriggio reading di Niccolò Ammaniti e Tommaso Pincio ed alle 18 presentazione del primo dei progetti selezionati, Servizio al pubblico, di Domitilla Dardi e Patrizia Di Costanzo, che utilizza l’oggetto come veicolo per migliorare la vivibilità degli spazi. La giornata si conclude alle 19 con Words @ Futuro a cura di Greyworld, Fabio Lattanzi Antinori e Nasonero, di cui avremo modo di parlarvi più dettagliatamente.

Di fresca pubblicazione, segnalo per gli appassionati del design più contemporaneo, quello dedicato all’interazione, il nuovo numero della rivista specializzata “Disegno Industriale“.
Acquistabile anche online al prezzo di 10 euro, il tema di questo numero è infatti “InterAction by Design” che esplora “l’interazione come forma da disegnare per la costruzione di un mondo più intelligente e amichevole“. Fra gli interventi introduttivi Derrick de Kerckhove, Donald Norman, Bruce Sterling; per i designer Troy Nachtigall, Salvatore Iaconesi, Silvio Cioni, Luca Simeone, Lorenzo Imbesi e molti altri autori interessanti.
E a proposito dei prof Imbesi e Nachtigall, avavamo incontrato la loro classe durante la mostra-esame di fine corso, ricordate? Approfitteremo dell’inizio dell’anno accademico - senz’altro più favorevole come periodo - per riprendere le fila di quel discorso e parlare più da vicino anche di Disegno Industriale.

Ieri a Piazza Navona si è svolta la manifestazione indetta da molti blogger italiani contro il decreto Alfano. A suscitare preoccupazione, in particolare, è il dovere di rettifica della notizia entro 48 imposto dalla nuova legge anche a blog non professionali, pena una multa che ammonta a 12.000 euro circa.
Ieri insieme agli umani - lo vedete nella foto in alto con il suo papà Derrick de Kerckhove - c’era anche il piccolo Angel_f: alcuni di voi lo riconosciuto fra la gente perché diversi mesi fa abbiamo seguito la sua performance al Freedom Not Fear in compagnia del Super Avatar… Anche Angel_f affermava di “non volere il bavaglio“, esprimendo sincera preoccupazione perché se i blogger che spontaneamente fanno informazione dovessero smettere di scrivere, lui che è una forma di vita digitale e si nutre di contenuti linguistici non saprebbe più dove trovare le notizie. O almeno una parte rilevante di esse. Personalmente trovo che le preoccupazioni di questa giovane IA siano del tutto condivisibili e che ci riguardino da vicino come autori e come lettori. Tant’è che alla manifestazione ci sono andata e sono stata ben felice di spingere il suo passeggino e spiegare ai curiosi avventori le sue ragioni…
Per una lettura critica della legge rimando inoltre a due articoli scritti ieri dai colleghi di PolisBlog, uno di Luca Landoni e l’altro di Marco Paganini, che da punti di vista molto differenti offrono ottimi spunti di riflessione sul tema.
[NB. “Angelino is watching you”, che dà il titolo all’articolo, è la frase scelta per le belle magliette che ammiccano scherzosamente ad Alfano distribuite dalla Free Hardware Foundation, una delle organizzazioni che ha aderito alla manifestazione.]
A Roma, il 5 e il 6 giugno si terrà all’Ara Pacis l’evento “Ars in Ara. Arte e comunicazione nell’era di Second Life”, un incontro nel quale si parlerà dell’influenza dei nuovi media sull’arte e sulla comunicazione.
L’evento è stato curato da Marina Bellini (Musei in comune Roma 2.0) e Paolo Valente (uqbar. media art culture). Si parla da tempo dei cambiamenti che il Web 2.0 ha apportato alla comunicazione e di come gli scenari siano cambiati in tempi molto rapidi. Questo appuntamento vuole fare il punto sullo stato dell’arte del nuovo media Second Life e delle possibilità che la piattaforma interattiva e immersiva offre. E’ infatti su questo terreno che si stanno misurando forme di sperimentazione artistica, dato che ci si può esprimere in modo libero all’interno di una esperienza sociale di tipo globale.
Ci sarà il contributo dei suoi principali attori, presi nei loro rispettivi mondi virtuale - artistico - culturale - professionale. L’evento avrà collegamenti e interventi in Second Life e sarà trasmesso on line in diretta streaming (qui trovate le varie possibilità).
Sono stati invitati: Umberto Croppi, Francesco Marcolini, Francesco Prosperetti, Guido Razzano, Umberto Broccoli, Federico Mollicone, Giampaolo Rossi, Derrick De Kerckhove, Mario Gerosa, Carlo Infante, Mario Savini, Marco Minghetti, Giuseppe Granieri, Alberto Cottica - Cristina Di Luca, Giovanni Boccia Artieri, Guido Scorza, Luca Spoldi, Stefano Lazzari, Giovanni Dalla Bona, Marco Longo, Gino Flore, Domenico Quaranta, Giuseppe Stampone, Pierluigi Casolari, Rosanna Galvani, Biagio Francia - AOM, Fabio Fornasari, Roberta Cirillo, Adelchi Battista, Patrizia Nofi - Sonia La Rosa, Luca Spoldi, Paola Pandolfini, Giampiero Moioli, Luca Lisci, Anita Carloni.
Casaluce/Geider Synusi@ è un’artista italo-austriaca che, dopo gli studi divisi fra istituto d’arte, accademia e giurisprudenza, si trasferisce a Vienna dove vive e lavora.
Synusi@ fa parte di quella generazioni di artisti che hanno vissuto il fermento legato all’esplosione delle nuove tecnologie nei primi anni novanta, attraversando la transizione dai media tradizionali verso quelli digitali e restandone comprensibilmente affascinati. Dunque una generazione a cavallo, che si nutre degli stimoli provenienti dall’ambiente underground, quello più ricettivo al cambiamento, a sua volta produttrice di linguaggi che tendono oggi a stratificarsi e a entrare nel c.d. “sistema dell’arte” (e non solo).
Il percorso di Synusi@ è fatto si sperimentazione artistica ma anche di una ricerca che , intorno al 2003/2004, la conduce a coniare il concetto di Azionismo Postumano. Ed è proprio su questo che l’intervista si concentra. Ibridazione fra l’azionismo di matrice viennese (Hermann Nitsch) e il postumano ( la ridefinizione e la messa in discussione del concetto di umano come presente modificato o in prospettiva futura, che coinvolge diverse discipline e orientamenti teorici con implicazioni nella sfera sociale, culturale, politica, economica, estetica e materiale), l’Azionismo Postumano trae ispirazione da quell’immaginario scientifico/tecnologico creato dall’ibridazione accelerata fra organico e artificiale, dove cyborg diventa una metafora pregnante della nostra condizione di esseri umani modificati. “Il corpo è qui anche con tutte le sue potenziali estensioni ma grida già la sua assenza e ne reclama il senso…”, come afferma in un passaggio dell’intervista.
Ma Synusi@ è anche “virus”, ovvero identità mutevole che sfugge alle definizioni in continua trasformazione e rifiuto radicale di qualsiasi presunzione dualistica sulla realtà. Il resto ve lo lascio scoprire da soli. Buona lettura.
Continua a leggere: L'Azionismo Postumano di casaluce/geiger:::synusi@
Ecco entrati nel vivo della due giorni. Al senato, presso la sala dell’Ex Hotel Bologna la conferenza-dibattito “Politiche culturali e gestione della proprietà intellettuale” diventa da un lato il “momento della rappresentazione pubblica”, e dall’altro il quadro teorico-interpretativo dell’operazione RomaeuropaFakeFactory.
Intensa la serie dei tre panel che si sono succeduti.
La mattina è dedicata alla contestualizzazione di arte, cultura e creatività nel contemporaneo e alla gestione delle politiche culturali: con le relazioni introduttive di Francesco “Warbear” Macarone Palmieri e Simona Lodi, che affrontano l’uno le relazioni fra autorialità e potere e l’altra la domanda cruciale “cosa è da scartare e cosa non lo è” in tempi di crisi, il dibattito si accende grazie agli interventi si Valerio Mattioli (giornalista e critico musicale), Casaluce-Geiger Synusi@-cyborg (artista e promotrice dell’azionismo post-umano), OtherethO (artista e membro più giovane del comitato scientifico del REFF), Gennaro (giudice, drammaturgo, danzatore e scrittore noto per la sua sentenza anti-copyright del 2001), Stefano Coletto (curatore della Fondazione Bevilacqua la Masa), Francesco Monico (direttore della Scuola Design&Comunicazione della NABA), Gianluca del Gobbo (fondatori di Flyer Communication, LPM e FLxER), Arturo Di Corinto (Osservatorio sulla Cultura della Regione Lazio) : moderano le sessioni, Rossella Ongaretto (architetto e designer) e un’incontenibile Valeria “Jemma Temp” Guarcini (performer e producer di LPM), capace di divertire il pubblico e stuzzicare i relatori con ironia e irriverenza.
Il Pomeriggio, dopo una sostenuta pausa-caffè, è il momento per un confronto serrato sulla relazione fra nuovi modelli di business e proprietà intellettuale. La relazione introduttiva di Alex Giordano ( saggista e fondatore di Ninja Marketing) offre una articolata visione di come emergano nuove relazioni fra marchi e uso-appropriazione degli stessi da parte degli utenti. “Cosa fare, come affrontare il nuovo mercato?” è questa la domanda che viene rivolta al tavolo, che alterna dubbi e risposte di Davide D’Atri (fondatore di Beatpick), Marco Fagotti (Anomolo Records), Francesco Magnocavallo (dir. editoriale di Blogo), Marco Scialdone (avvocato e docente alla Campus Link), Guido Scorza (avvocato e pres. dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione): a partire dalle diverse esperienze maturate come professionisti e giuristi, affiorano nel dibattito concetti come la possibilità di una coesistenza fra modelli commerciali e non commerciali, necessità, rispetto alla questione SIAE, il mandato non esclusivo, l’esigenza di una analisi critica e profonda del senso di autorialità e dei desideri che spingono gli artisti e rilasciare le proprie opere (il sogno di arrivare dal MySpace alla SONY, che non solo ha speranze minime di realizzarsi, ma che probabilmnte nel futuro non ha né spazio, nè possibilità di esistere…). Moderatore d’eccezione, Luca Neri, autore del libro “La Baia dei Pirati. Assalto al Copyright” (Cooper), in Italia per il lancio del volume appena uscito.
Nel complesso una giornata densa, alta l’attenzione e il coinvolgimento della sala fino alla fine, mentre il pubblico va via con il desiderio di continuare a discutere.
RomaEuropaFAKEFactory - ed è questo il senso della sua presenza in senato - diventa lo stimolo per la creazione di un Tavolo sulla Cultura Digitale da istituire all’interno della Commissione Cultura. Questo grazie al coinvolgimento attivo del sen. Vincenzo Vita (vicepres. della stessa Commissione) che, oltre ad ospitare l’evento, si impegna a sostenere la proposta. I tre panel iniziano ad esplorarne le prospettive e le tematiche scottanti che emergono nel complesso intreccio fra istituzioni pubbliche e private, economia, arte e interstizi: una contemporeneità che brucia, dove cade la logica della contrapposizione dialettica (l’aut/aut) e vince quella della relazione connettiva (l’et/et). Dove la contaminazione diventa necessità. Dove si afferma radicalmente un principio semplice: il diritto all’esistenza e la molteplicità (di fonti, punti di vista, identità, economie).
A breve saranno inoltre disponibili i video e l’audio integrali della giornata: nel prosegui dell’articolo intanto i video interventi di Derrick De Kerckhove e Carlo Infante.
[Foto in alto: sen Vincenzo Vita; di fianco a destra Simona Lodi, art director Piemonte Share Festival]
Ieri sera, in un’atmosfera lostiana, a Villa Borghese, Giardino del Lago, per la Biennale ArteScienza, c’è stato l’incontro con il sociologo Derrick De Kerckhove (nella pagina che segue trovate un estratto del discorso dello studioso, quando parla di arte globale. Si vede male ma si capiscono le parole), circondato dall’installazione sonora di Michelangelo Lupone. Una scenografia suggestiva, insolita e spettacolare (altre immagini qui). Purtroppo, la pioggia ha rovinato il tutto, prima che cominciasse la performance musicale ma almeno a conclusione dell’intervento di Kerckhove.
Non credo che la serata sia proseguita, perché la pioggia è stata disastrosa, ma lo spettacolo continua questa sera come previsto, tempo permettendo ovviamente, e forse si potrà vedere all’opera l’installazione. In caso di impossibilità sarà rinviato a data da destinarsi con relativi aggiornamenti sul sito. Ma la scenografia vale la visita.
Il teatro immateriale - installazione sonora di Michelangelo Luppone - il Giardino del Lago, Villa Borghese, Roma - Biennale ArteScienza 2008



Continua a leggere: Derrick De Kerckhove nel teatro immateriale di Michelangelo Lupone