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Sten&Lex soloshow a Roma

pubblicato da nabis in: Street Art Artisti

Inaugura venerdì 12 marzo alla CO2 Gallery in via Borgo Vittorio 12/b a Roma Sten & Lex solo show. Per la seconda volta il direttore Giorgio Galotti ha deciso di puntare sulla street art, presentando una personale che esplora la rivoluzione del lavoro collaborativo di due artisti, la loro decisione di creare un’unica entità artistica.

A vedere dalle preview presenti sul loro Flickr, c’è da giurare che i due presenteranno diverse nuove produzioni, per quello che può essere considerato il loro debutto ufficiale in galleria. Un display predisposto per riportare l’equilibrio presente tra il linguaggio poetico e quello narrativo nelle loro opere.

Dopo un periodo di ricerca storica negli archivi fotografici dell’Italia degli anni ‘60 e ‘70, nuove possibilità stilistiche si sono affacciate nelle mente di Sten&Lex. Vecchie tecniche fotografiche ri-attualizzate alla luce dello stencil e il poster, strumenti principe dell’espressività combinata dei due. Ogni progetto è il tentativo di un nuovo processo di simbiosi, poco sintetica e molto irriducibile a due singolarità. Ne esce fuori un lavoro da ‘designer urbani’, che, prima di produrre i loro primi prototipi, inventano, sperimentano, ricercano. C’è traccia dell’intero processo di creazione in ogni opera ed ogni prototipo è diverso. Qui non si fa propaganda ma invenzione.

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Modern Moral Matters - Richard Hamilton

pubblicato da nabis in: Grafica Pittura Gallerie Artisti


Ieri vi avevo parlato di Richard Hamilton, artista poliedrico che, proprio oggi, compie 88 anni. Dal 3 marzo al 25 aprile 2010 la Serpentine Gallery di Londra gli dedica Modern Moral Matters una grande mostra incentrata sulle sue opere più politiche. Gli scenari internazionali, le rivolte, il terrorismo e la guerra, affrontate con la consapevolezza di un uomo che sa di vivere in un mondo continuamente rappresentato - e quindi dominato - dai media.

L’attività di Hamilton si è estesa alla pittura, l’incisione, il collage, l’installazione, la tipografia, fino al design industriale. Questa esposizione ne celebra anzitutto lo sguardo, quello di un artista che nel 1969 dichiarava: “Negli anni Cinquanta siamo diventati più consapevoli della possibilità di vedere il mondo intero, in un istante, attraverso lagrande matrice visiva che ci circonda, (abbiamo) un’immediata visualizzazione sintetica. Cinema, televisione, riviste e giornali hanno inondato l’artista con un paesaggio totale“.

Un percorso di distruzione, scomposizione e frammentazione delle immagini quello di Richard Hamilton, che fa riferimento a stili e generi diversi. La manipolazione dello spazio si compie all’interno di un lavoro che interroga le rappresentazioni che ci circondano. Dal tuffo nel magma dell’analisi delle immagini emerge la potenza lirico-allegorica della sua opera.

Se capitate a Londra tra marzo e aprile vi consiglio vivamente di farci un salto, l’ingresso è gratuito.

Richard Hamilton
Richard HamiltonRichard HamiltonRichard Hamilton

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Shepard Fairey - Supply and Demand

pubblicato da nabis in: Pittura Street Art Artisti

Nel mentre sembra ancora aperto il contenzioso legale con la Associated Press, che ha accusato Shepard Fairey di violazione del copyright, per aver creato il poster Hope di Obama a partire da una foto dell’Archivio AP, a Cincinnati in Ohio si è inaugurata in questi gioni una grande retrospettiva sui primi venti anni di carriera dell’artista.

Supply and Demand
- Domanda e offerta, al Cac - Contemporary Arts Center è divisa in due parti: le opere esposte all’interno e i progetti esterni. In galleria ci saranno circa 250 pezzi, a partire dai primi Andre the Giant Has a Posse, poster nati da una campagna virale del 1989 insieme a Ryan Lesser, Blaize Blouin, Alfred Hawkins e Mike Mongolavoro, compagni di studi alla Rhode Island School of Design, fino agli ultimi lavori realizzati le scorse settimane.

Per quanto riguarda i progetti esterni c’è solo l’imbarazzo della scelta all’interno di una vasta mappa, suoi murales sono presenti in tutta la regione del Greater Cincinnati e le visite sono state garantite, con il permesso dei proprietari dei singoli edifici. Se capitate negli States, c’è tempo fino al 22 agosto per visitare la prima retrospettiva di uno dei più grandi street artist.

Shepard Fairey - Supply and Demand
Shepard Fairey - Supply and DemandShepard Fairey - Supply and DemandShepard Fairey - Supply and DemandShepard Fairey - Supply and DemandShepard Fairey - Supply and Demand

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Arriva a Bolzano KunStart 2010

pubblicato da nabis in: Aste e Mercato Eventi Gallerie


L’edizione 2010 di KunStart a Bolzano va in scena a partire dal 4 marzo. La mostra-mercato di arte moderna e contemporanea durerà 4 giorni (fino al 7 marzo) e vedrà protagoniste presso la Fiera di Bolzano le gallerie. KunStart è la Fiera Internazionale che ha trovato la sua ideale collocazionea Bolzano, un territorio di confine tra diverse culture e sensibilità, anzitutto quella mediterranea e quella mitteleuropea.

Molti gli eventi collaterali attaraverso un fitto dialogo col mondo del design, della comunicazione e dell’industria. La sfida tra gli espositori va in scena con il premio The Glocal Rookie of the Year, in cui ogni galleria presenta un proprio giovane candidato, under 35, che esprima la sua creatività attraverso tematiche glocali, in cui l’elemento locale trova nuova determinazione nel contesto globale.

Di anno in anno l’appuntamento con KunStart si fa sempre più ricco, all’interno del buon panorama dedicato al contemporaneo nel Trentino: il Museion di Bolzano, il Mart di Rovereto, la Galleria Civica di Trento e la Kunst Merano Arte ne sono le fondamenta.

KunStart
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Edward Hopper 'sbarca' a Roma

pubblicato da nabis in: Pittura Artisti Mostre


Arriva oggi martedì 16 febbraio a Roma la grande antologica che celebra Edward Hopper. Partito da Milano nel 2009, l’allestimento si arrichisce di numerose opere. La tappa romana, che può contare sulle 160 opere esposte a Milano, viene resa imperdibile dalla presenza di alcuni autentici masterpieces del maestro americano. Self-Portrait, The Sheridan Theatre, New York Interior, Seven A. M., South Carolina Morning saranno in mostra fino al 16 giugno alla Fondazione Museo di Roma (Museo del Corso), accanto ai rispettivi disegni preparatori.

La mostra, curata da Carter Foster, traccia un percorso completo nella produzione di Hopper, il pittore della quotidianeità della borghesia, della classe media americana ed occidentale, colta negli aspetti minuscoli, più intimi e forse proprio per questo carichi di significato.

A Roma fa la sua comparsa anche un allestimento completamente inedito, progettato dal team Master IDEA - Associazione Italiana Exhibition Designers. Grazie al lavoro di questo gruppo presieduto dall’architetto Luca Cendali, i quadri di Hopper vivranno all’interno di riicostruzioni architettoniche di spazi fisici. Non mancheranno quindi le emozioni, a comincare dall’ingresso, in cui vi aspetta il transito all’interno di un’ambientazione notturna ispirata al bar di Nighthawks (1942).

Edward Hopper a Roma
Edward Hopper a RomaEdward Hopper a RomaEdward Hopper a RomaEdward Hopper a Roma

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Le scarpe di Keith Haring

pubblicato da nabis in: Stranezze NEWS


L’arte dovrebbe essere qualcosa che libera l’anima, provocando l’immaginazione e incoraggiando le persone ad andare oltre”, con questa citazione si apre l’homepage della campagna pubblicitaria che vede insieme il brand Tommy Hilfiger e la Keith Haring Foundation.

Una frase in cui è racchiuso molto dello spirito di Keith Haring, artista pop per eccellenza, le cui figure, i cui stilemi, sono diventati delle texture riprodotte dall’industria in maniera massificata, alla stregue del ritratto di Cheguevara e di altre icone consunte della postmodernità.

La collezione di scarpe di Keith Haring (la Capsule Collection) presenta modelli tipo ‘sneakers’, a strappo o stringa (che sembrano essere in pelle o similpelle quantomeno) e stivali da pioggia in gomma. A vedere dalle foto sembrano dei buoni prodotti di design e le grafiche di Haring si integrano bene.

Le scarpe di Keith Haring
Le scarpe di Keith HaringLe scarpe di Keith HaringLe scarpe di Keith HaringLe scarpe di Keith HaringLe scarpe di Keith HaringLe scarpe di Keith Haring

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Jeff Koons dipingerà un'automobile per il BMW Art Program

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Varie Pittura Creatività Eventi Artisti


E’ una tradizione BMW che dura dal 1975 quella rappresentata dal progetto Art Car, giunta quest’anno alla sua trentacinquesima edizione. Si assegna periodicamente a un artista di fama mondiale il compito di decorare un’automobile a modo suo, dando libero sfogo alla sua creatività. E i risultati sono stati spesso sorprendenti.

Questa volta la scelta è caduta su Jeff Koons. O, meglio, è stato Koons a scegliere BMW, visto che sono anni che è un appassionato del marchio bavarese e, in più, dal 2003 attendeva di poterne decorare una all’interno dell’Art car Program. Il primo artista a partecipare al programma fu Alexander Calder, ma anche Roy Lichtenstein e Andy Warhol hanno dato il loro contributo.

L’ultimo esempio di BMW Art Car era stato firmato nel 2007 da Olafur Eliasson.

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Thomas Voorn, graffiti coi vestiti

pubblicato da nabis in: Installazioni Street Art


Thomas Voorn è un designer olandese di base a Rotterdam. Con il suo progetto
g a r m e n t g r a f f i t i - y o u r n a m e h e r e - series 02”, invade temporaneamente luoghi pubblici, angoli di foresta, mura di edifici con i suoi graffiti creati con abiti colorati.

Per molto tempo Thomas Voorn ha viaggiato portandosi dietro sacchi pieni di vestiti, il suo personale alfabeto. In questa seconda serie gli indumenti e le lettere vengono condotti verso loro limiti spaziali. Gli indumenti sono gettati in un fosso, appesi come per asciugarsi in una
foresta, disposti sui tetti. Scontri surreali tra l’ambiente e questo alfabeto di indumenti che rimanda ad avanzi di persone spogliate.

Quest’ultimo lavoro strizza l’occhio (o prende in giro?) il mondo della moda con nomi come Miuccia, Helmut, Calvino e Donatella.

Thomas Voorn
Thomas VoornThomas VoornThomas VoornThomas Voorn

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Technobohemian. John Malkovich al Centro Pecci

pubblicato da nabis in: Altri Mondi Creatività Musei


L’attore americano John Malkovich si lancia nel mondo dell’arte e del design per la moda. Sostenuto da una cordata di imprenditori toscani, Malkovich ha scelto la città di Prato come sede operativa per Technobohemian (non proprio bello questo nome, ma questa è un’opinione personale), la sua nuova collezione di abiti.

A Prato in piazza Mercatale prenderà vita a marzo il Roqk bazar, lo showroom che ospiterà la sua linea di abiti esclusivi, presentata oggi in una mostra di modellini e bozzetti al Centro Pecci. Non solo moda, ma anche arte e design, con l’intento di pensare e produrre oggetti partoriti dalla stravagante mente dell’attore americano.

Constantly Being Born - Clothes and Pencil Dreams, inaugura oggi martedì 12 gennaio alle 18:30 al Pecci. Previsto invece per domani mercoledì 13 gennaio all’Auditorium del centro “Omaggio a Prato, conversazione con John Malkovich” di Daniele Magrin. Nel corso dell’incontro Malkovich leggerà alcuni brani di Curzio Malaparte.

John Malkovich - Technobohemian
John Malkovich - TechnobohemianJohn Malkovich - TechnobohemianJohn Malkovich - Technobohemian

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Futurismo, moda e design a Gorizia

pubblicato da nabis in: Creatività Mostre

Forse alcuni di voi non ne vorranno più sentir parlare, vista l’indigestione di Futurismo che il 2009 ha portato. Ma Futurismo - Moda - Design. La ricostruzione futurista dell’universo quotidiano è una mostra che mancava. Si terrà a Gorizia nei Musei Provinciali da venerdì 19 dicembre 2009 al 1 maggio 2010.

L’incursione futurista nell’universo del quotidiano e delle arti applicate si racchiude in una frase di Giacomo Balla: “si pensa e si agisce come si veste” (dal Manifesto per il Vestito Antineutrale, 1914, Marinetti, Boccioni, Balla). Nella moda come nella pittura i futuristi introducono il colore, l’uso del panciotto, scarpe e sciarpe. La cravatta diventa oggetto di studio nel Manifesto futurista sulla cravatta italiana, scritto da Di Bosso e Scurto nel 1933. Poi la tuta di Thayaht, pensata come oggetto comodo e lussuoso, ombrelli, borsette e cappelli, tutto questo troverete a Gorizia.

L’esposizione curata da Raffaella Sgubin e Carla Cerutti, propone circa 100 pezzi originali, provenienti da collezioni private e dall’archivio di alcune case di moda. Una curiosità, tra i tanti vestiti in mostra non troverete biancheria intima, che i futuristi odiavano.

Futurismo, moda e design a Gorizia
Futurismo, moda e design a GoriziaFuturismo, moda e design a GoriziaFuturismo, moda e design a GoriziaFuturismo, moda e design a Gorizia

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