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Tutti gli articoli con tag disegni

Rainbow Family Village: il villaggio-murales

pubblicato da Anna Castiglioni

Il Rainbow Family Village è un piccolo villaggio che si trova a Taichung, in Taiwan. È completamente dipinto come se fosse un enorme murales: muri, pareti, strade, tutto è ricoperto da disegni. I colori che caratterizzano questa opera d’arte fatta paese sono tutti molto vivaci (rosso, blu, giallo) e i soggetti sono in stile fumetto. Si dice che l’autore di questo imponente lavoro sia Huang Yongfu, un artista originario di Hong Kong, che dipinse l’allora grigio villaggio quando andò in pensione per renderlo un luogo bello e piacevole. La seconda ipotesi è quella secondo cui Yongfu dipinse l’antico borgo per evitare che venisse abbattuto per la costruzione di nuovi edifici.

Qualunque sia il motivo che abbia spinto l’oramai 90enne artista a creare questo piccolo gioiello, ha sortito l’effetto desiderato. Il rainbow village è diventato una vera e propria attrazione turistica: è visitato quotidianamente da centinaia di turisti, sposi che lo utilizzano come location per le foto o semplici curiosi. Alcuni lo considerano una nuova (o antica?) forma di street art, di certo è un luogo che regala ai visitatori un senso di pace e tranquillità. Qui trovate un reportage fotografico completo sul paese dei colori.

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Bacinema: la mostra dei baci più famosi

pubblicato da Anna Castiglioni

bacinema

Una mostra più romantica è impossibile da trovare. Bacinema è infatti l’esposizione dei baci più famosi del grande schermo, baci tratti dai film cult e dagli attori che sono diventati icone del cinema. I disegni esposti appartengono a 20 diversi artisti e si trovano al Marriott Grand Hotel Flora, fino all’8 gennaio 2012, e alla Tricromia ArtGallery di Roma, fino al 30 Novembre. Tra i film reinterpretati ci sono “La dolce vita” e “Casanova” di Federico Fellini, “A qualcuno piace caldo”, con Marilyn Monroe, “Nostra signora dei turchi”, “Duello al sole” e “Colazione da Tiffany”.

Una via di mezzo tra pittura e cinema, quella rappresentata in questi dipinti quasi onirici. I baci magistralmente interpretati da attori del calibro di Greta Garbo, Tony Curtis o Humphrey Bogart hanno il gusto retrò di un’epoca passata e di un romanticismo d’altri tempi. Dire quale sia il bacio più appassionato è difficile, ma forse il classico di “Via col vento” è quello che colpisce di più l’immaginario collettivo.



Bacinema
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I disegni di Rodin in mostra a Parigi

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

I disegni di Rodin in mostra a Parigi

Quasi tutti conoscono la maestria espressa nelle opere plastiche del celebre Auguste Rodin, celebrato anche dalla mostra che si è tenuta a Legnano alla fine del 2010, ma non altrettanti sono al corrente dell’altrettanto genio espresso nei suoi disegni. L’esposizione “La saisi du modèle”, organizzata dal Museo Rodin di Parigi, mira proprio a squarciare il “velo di Maya” riportando agli occhi di tutti ben trecento disegni, che coprono quasi trent’anni di attività del celebre scultore e pittore. La testimonianza evidente di un’eccellente abilità che si esplicava anche con la matita.

E’ proprio alla fine del 1890 che Rodin, scultore affermato, intraprende una vera e propria carriera di disegnatore, gli innumerevoli disegni che realizza con pastelli e acquerelli, non sono infatti schizzi per sculture, ma opere a sé tanti che confermano l’autonomia della nuova fase creativa. Un impegno quotidiano che racchiuse in un esposizione tenutasi nel 1903 a Berlino, alla presenza dell’artista, e che viene riproposto oggi su una luce più comprensiva.

Numerosi i temi affrontati dagli organizzatori della mostra parigina, nuclei fondamentali che si raggrumano intorno a:

  • le grandi “produzioni seriali”, Psychés, donne in accappatoio, ballerine
  • il gioco delle forme che si cercano senza sosta al limite deldécoupages
  • i rapporti tra i corpi e lo spazio, in un meccanismo di “creazione reciproca” di vuoti e pieni, memore della pratica scultorea
  • il ricorso continuo alla femme fatale e all’evidente sessualizzazione dei soggetti.

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'A life on paper', appunti privati nei disegni di Michelangelo

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un libro di prossima pubblicazione rivela aspetti privati della personalità di Michelangelo. La pubblicazione si basa sulle recenti scoperte di appunti e scarabocchi che l’artista realizzava a margine dei suoi schizzi d’arte.

Oltre alla statua del David a Firenze e al soffitto della Cappella Sistina in Vaticano, Michelangelo ha lasciato circa 600 tra vignette e disegni. Pensieri, poesie, barzellette e liste della spesa offrono un affascinante spaccato della sua vita mondana, dei suoi stati d’animo e del genio artistico che l’animava.

Circa un terzo dei disegni del Buonarroti contengono stralci di poesia e frammenti lirici, appunti per i suoi assistenti, note esplicative ad alcune delle sue più grandi opere. Lo studio, condotto da Leonard Barkan, professore di letteratura comparata all’Università di Princeton, sfocerà nella pubblicazione del libro Michelangelo: a life on paper (Michelangelo: una vita sulla carta), che contiene centinaia di riproduzioni di carte private dell’artista.

Ne emerge un ritratto umano dell’artista, che si concede a più livelli di lettura. Il Michelangelo poeta, autore di circa trecento componimenti, prende appunti sulla sua vita intima a fianco dei suoi disegni, come si farebbe su uno sketchbook.

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Clerici - Guttuso. Illusione e realtà

pubblicato da Lorenzo Mazza


Dal mio punto di vista l’opera di un grande come Renato Guttuso è spesso sottovalutata e il suo lavoro meriterebbe più attenzione. Ma d’altronde, si sa, noi italiani siamo fatti così, abbiamo in casa risorse infinite, ma spesso andiamo a cercarle fuori.

Per fortuna c’è qualche eccezione e sabato 20 marzo nella Sala Mazzone di Vittoria, in provincia di Ragusa inaugura Clerici - Guttuso. Illusione e realtà, un allestimento a due voci che accosta Fabrizio Clerici e Renato Guttuso. A cura di Francesco Gallo la mostra presenta 50 opere dei due maestri del Novecento, uno milanese e l’altro palermitano.

Fino al 5 maggio oli e disegni ‘invaderanno’ gli spazi espositivi ell’ex Officina Elettrica Municipale di Piazza Enriquez. “Realista e socialista Guttuso, con gli addentellati da Picasso a Bacon. Surreale Clerici, come De Chirico e Savinio […] Architetto Clerici, allievo di un pittore di carretti siciliani Guttuso, milanese Clerici, bagherese Guttuso, sebbene entrambi romani d’elezione […] algido, rigoroso, razionale Clerici, appassionato e ‘sicilianamente’ caloroso Guttuso”.

Clerici - Guttuso. Illusione e realtà
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Il moralismo macabro nelle illustrazioni di Rand Renfrow

pubblicato da giovanni de stefano


Scoperta su Flickr della settimana: Rand Renfrow, texano di San Marcos.

Una fantasia macabra senza limiti, nelle sue illustrazioni per libri, magazine ed eventi di ogni tipo. Stupendo l’Occhio Che Tutto Vede, racchiuso nel triangolo, che però ha anche Tutto Mangiato, visto che rimette un arcobaleno di vomito da cui si genera, miracolosamente, un uomo barbuto.

Ma niente male neanche la sua personalissima versione del Giudizio Universale (sezione inferno), con le braccia dei dannati protese verso un uomo di lava, che ancora sperano: “Un abbraccio ci salverà”. Noi lo speriamo davvero tutti.

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Col Sole in Fronte. Patrizio Di Massimo a Napoli

pubblicato da Lorenzo Mazza


Apre venerdì 19 marzo (h 19) alla Galleria T293 di Napoli Col Sole in Fronte, opere di Patrizio Di Massimo. Si entra al piano terra accolti dal video Duetti per Cannibali, commissionato all’artista dal Comune di Milano e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il video ritrae un ragazzo africano che vive in Italia di nome Abdullay Kadal Traore e si sviluppa come una sorta di dialogo sulle possibilità ed i limiti di ‘questa’ operazione artistica.

Al primo piano una doppia videoinstallazione dal titolo Faccetta Nera, Faccetta Bianca. Differenze e indifferenze, soprattutto errori di interpretazione riguardo due canzoni. Faccetta Nera, composta all’alba dell’invasione coloniale italiana dell’Etiopia, nel 1935, era una canzone che si augurava un felice incontro tra italiani e abissini. Faccetta Bianca invece fu la canzone riparatrice, che il regime impose nel 1936, considerando Faccetta Nera, un’apertura troppo grande alla ‘bella Abissina‘.

Infine la mostra è dedicata al sole, il sole in fronte di chi canta beatamente, il sol dell’avvenire, il sole che ride, il petrolio del Belpaese. Una mostra che si insinua nel recente passato coloniale italiano e che fa luce su molti aspetti dell’italietta che stiamo vivendo oggi. L’esposizione, visitabile fino al 30 aprile 2010, presenta inoltre una ricca selezione di disegni realizzati da Patrizio di Massimo durante il 2009.

Patrizio Di Massimo
Patrizio Di MassimoPatrizio Di MassimoPatrizio Di Massimo

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Welcome to Frisco. Mike Giant a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si apre oggi giovedì 25 febbraio 2010 alla Galleria Antonio Colombo Welcome to Frisco, la prima personale di Mike Giant a Milano. Legato allo skate, ai graffiti, al lowbrow e al mondo dei tattoo, Giant presenta a Milano un’inedita serie di disegni originali e multipli in bianco e nero.

Storie di donne in giro per la città in bicicletta, iconografie religiose e fortemente simboliche, visioni da San Francisco. Accompagna la mostra un video sulla vita dell’artista, di Colin Arlen e Sean Patrick, suoi amici e collaboratori e un catalogo in edizione bilingue con citazioni di Mike Giant.

Prima di tutto io sono un ‘vecchio hipster’ e ciò mi sta bene. Dopo aver fatto graffiti per vent’anni, spero che questo movimento non si esaurisca mai. Vorrei che valesse lo stesso discorso delle bici da pista, è cent’anni che ragazzi e ragazze trendy e vanitosi le usano sulle strade di San Francisco! Facci caso. Niente di tutto ciò è passato di moda o è sepolto. Esisterà sempre.

Mike Giant a Milano
Mike Giant a MilanoMike Giant a MilanoMike Giant a MilanoMike Giant a Milano

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Rina Banerjee

pubblicato da Lorenzo Mazza

L’artista americana di origine bengalese Rina Banerjee produce disegni, sculture e opere di assemblaggio che raffigurano un mondo mitico, pieno di riferimenti visionari, che riflette il rapporto tra la cultura occidentale e quella indiana. Colori intensi e un paesaggio popolato da una flora e una fauna ibride. Il fantastico mondo fluttuante della Banerjee ricorda i dipinti indiani in miniatura.

Una ricerca sulle contaminazioni fra culture ed anche sull’impatto del diverso nelle singole identità culturali condotta attraverso materiali riciclati, cucitura, tessitura, in un percorso di sano artigianato artistico. Alcuni motivi ricorrono in tutto il suo lavoro, l’interesse per le architetture, la forma dell’ombrello, che costituisce un importante riferimento di Kolkata, dove è nata nel 1963.

Rina Banerjee
Rina BanerjeeRina Banerjee

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Javier De Cea, riciclando la strada

pubblicato da Lorenzo Mazza


Gli orizzonti di Artsblog sono sempre aperti e come sapete ogni tanto ci piace buttare uno sguardo un po’ più in là, oltre i confini dei patri lidi. Due settimane fa mi era capitato di vedere alla Florence Art Factory l’artista cileno Javier De Cea.

Il suo lavoro mi è sembrato subito interessante perché porta all’interno dei confini della pittura la tecnica dell’assemblaggio e della ricombinazione di materiali raccolti per strada. L’universo urbano dell’advertising, della street art, della grafica, prendono nuova forma nelle sue tele e nelle sue performances. Sono riuscito a intervistarlo nel mentre si trovava a Madrid, preparando una nuova mostra per Alicante.

* In che modo ti sei avvicinato all’arte le prime volte, da bambino?

Ho iniziato a dipingere all’età di 16 anni, normalmente, a scuola. A quell’epoca in Chile nella mia scuola gli studenti potevano scegliere tra diversi indirizzi, umanista, matematico, scientifico e artistico. La mia scelta è stata artistico. Comunque ho sempre disegnato, mi divertivo a creare fumetti, riviste, cose del genere.

Javier De Cea
Javier De CeaJavier De CeaJavier De CeaJavier De Cea

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