Apre il 17 settembre 2011 alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia Degas, Lautrec, Zando’. Les folies de Montmartre. In mostra 80 opere (pitture e grafiche) di Edgar Degas, Henri Toulouse-Lautrec, Federico Zandomeneghi, raccolte attorno al mito del quartiere parigino di Montmartre.
A cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo La Butte, la collina di Montmartre, pullulava di pittori, artisti di strada, nobili, strilloni e donne di vita. Degas per primo, seguendo i “precetti” di Baudelaire ne Il pittore della vita moderna, si avvicinò a questo mondo fatto di caffè concerto, circhi, belle donne. Lo seguì poi Federico Zandomeneghi, uno dei tre italiani a Parigi, di cui le collezioni dei Musei civici di Pavia ci riportano una consistente testimonianza.
Infine Henri de Toulouse-Lautrec, che di Montmartre fece il centro della sua narrazione pittorica, contribuendo, con i suoi manifesti, a dare linfa vitale alla vita mondana parigina.
La mostra, a cura di Lorenza Tonani, sarà visitabile fino al 18 dicembre 2011.
‘Degas, Lautrec, Zandò’, una mostra a Pavia racconta le follie di Montmartre





Torna in Francia dopo 37 anni Des Blanchisseuses Souffrant Dents (Le lavandaie soffrono di mal di denti), un dipinto di Edgar Degas del 1870, che era stato rubato da un museo in Normandia nel lontano 1973. Lo scorso ottobre, dopo un lungo periodo di dimenticanza, il quadro aveva fatto la sua ricomparsa nel catalogo di Sotheby’s.
Pur trattandosi di un lavoro di poche decine di centimetri (valore che oscilla tra i 200 e i 300mila euro), i francesi ci tenevano a recuperarlo, data la relativa scarsità di dipinti di Degas oltralpe. “Ai tempi in cui il maestro impressionista lavorava, la sua pittura era forse considerata troppo moderna”, ha dichiarato Francois Rivasseau, ambasciatore francese negli Stati Uniti. “Così troverete più Degas negli Stati Uniti che da noi“.
L’attuale proprietario, che dice di aver ereditato il quadro dal padre e di aver agito in ‘buona fede’, rischierebbe fino a 20 anni di carcere secondo la legge americana, ma verrà processato in Francia.

Eccoci ancora a parlare di FreakingNews e dei suoi utenti smanettoni che si divertono a celebrare i grandi maestri della pittura con fotomontaggi ironici, surreali e divertenti.
Alcune settimane fa il celebre artista francese Edgar Degas compiva 175 anni. Considerato uno dei padri fondatori dell’impressionismo, Degas amava parlare di se stesso come di un pittore realista. Cominciò a dipingere prestissimo ed abbandonò a 21 anni gli studi di Legge, a cui il padre l’aveva destinato, per recarsi in Italia e studiare i capolavori di Michelangelo, Raffaello e Tiziano.
Gustatevi quindi – senza prenderla troppo sul serio – la galleria seguente che presenta alcuni dei celebri dipinti di Degas modificati, nei quali si presentano personaggi, buchi e persino un grande brand del fast food…

Bisogna giudicare come massimo risultato non ciò che si è già realizzato, ma ciò che si potrà realizzare in futuro. Diversamente è proprio inutile lavorare.

Ho visto cose bellissime, grazie alla diversa prospettiva suggerita dalla mia perenne insoddisfazione, e quel che mi consola ancora, è che non smetto di osservare.
Edgar Degas

Uno studio del dottor Michael Marmor, professore di oftalmologia presso la Stanford University, cerca di spiegare l’influenza che ebbero le malattie della vista di Degas e Monet sulle loro ultime opere.
Marmor ha usato dei software di grafica per mostrare quanto i due maestri in vecchiaia vedessero sfocato e con colori alterati. Lo studio è utile per le visualizzazioni, ma in realtà non giunge a nulla di nuovo.
Era già noto che i problemi agli occhi, avessero paradossalmente spinto Degas e Monet ad anticipare alcune sperimentazioni formali proprie delle avanguardie.
Degas, che da tempo utilizzava i pastelli per cogliere con maggiore prontezza i movimenti delle sue ballerine, con la malattia abbandonò progressivamente la sua precisione a favore di un tratto fatto di schegge di colori sempre più vividi. Un tratto che potrebbe essere definito espressionista. Poi rinunciò del tutto al disegno e passò alla scultura. Arte tattile, prima che visiva.
Continua a leggere: Le sviste di Degas e Monet che anticiparaono le avanguardie