Dopo il caso del dipinto di Schiele trafugato dai nazisti, del cui valore la famiglia della mercante d’arte ebrea Lea Bondi Jaray è stata risarcita, in queste ore ne sale alle cronache un altro. La famiglia del collezionista d’arte Herzog starebbe facendo causa all’Ungheria per un lotto di 4 quadri contenente Il Battesimo di Cristo di El Greco, anch’esso rubato durante la seconda guerra mondiale.
Gli eredi del collezionista (anch’esso di origine ebraica) hanno fatto causa al governo ungherese per ottenere la restituzione dei quadri, dal valore complessivo di oltre 100 milioni di dollari. L’azione legale, presentata a Washington dal Barone Mor Lipót Herzog, è senza ombra di dubbio la più grande mai presentata in un tribunale degli Stati Uniti da una singola famiglia contro un’altra nazione.
Cominciano da Vicenza le celebrazioni per il quinto centenario della nascita di Andrea Palladio. Inaugura infatti il 20 settembre a Palazzo Barbaran da Porto “Palladio 500“, una grande mostra che vuole celebrare il genio locale del figlio del mugnaio diventato il piu’ celebre architetto degli ultimi cinque secoli a livello mondiale.
Per raccontare Palladio, e’ stato costituita una equipe internazionale di studiosi provenienti dall’Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, e Stati Uniti d’America che in cinque anni di ricerche ha raccolto fotogrammi unici, ritrovati in oltre ottanta musei e biblioteche di tutta Europa. Circa 300 opere originali tra cui 78 disegni autografi (molti dei quali ritornano in Italia dopo la vendita da parte di Vincenzo Scamozzi all’architetto inglese Inigo Jones nel 1614) dipinti, libri, manoscritti, mappe, bronzetti, monete e numerosi modelli architettonici.
Palladio 500 anni - Palazzo Barbaran da Porto - Vicenza




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Un’interessante testimonianza della personalità di El Greco, sta in una lettera del suo amico Giulio Clovio, grande miniaturista:
“andai a visitare il Greco per fare con lui una passegiata in città.
Il tempo era bello, con un delizioso sole primaverile, che in tutti metteva allegrezza. La città aveva aria di festa.
Quale fu la mia meraviglia, allorchè entrai nello studio del Greco e vidi le imposte delle finestre chiuse in maniera tale che a malapena si poteva distinguere gli oggetti. Il Greco stava seduto su uno sgabello, senza lavorare e senza dormire. Egli non volle uscir con me, perchè la luce del giorno turbava la sua luce interiore”.