Si può fare arte sperimentale anche mescolando l’elettronica e il riciclaggio. Con il nobile scopo di contribuire a salvaguardare l’ambiente, offrendo ad oggetti destinati al cestino una seconda, originale vita. È la mission di Raul Ruiz Rodriguez, giovane barcelloneta che da molti anni vive in Italia, dedicandosi al suo progetto FaBrIkE ReCiKlEd. Un progetto in cui l’artista-artigiano mette in moto tutta la sua fantasia, dando nuova forma a materiali abbandonati di ogni genere, trasformando i rifiuti industriali in arte moderna e cosmopolita.
Numerose le opere d’arte, realizzate utilizzando principalmente materiale elettronico di computer in disuso, come schede madri, audio, video, chip, tastiere, lettori cd, webcam. Materiali freddi che, reinventati dalla creatività e abilità di Rodriguez, diventano installazioni, oggetti d’arredamento originali, come lampade e orologi. Ma anche accessori semplici come bracciali, anelli, collane e tanto altro. Elemento comune di ogni singolo prodotto: l’originalità e la forma unica, irripetibile del manufatto, nonostante sia ricavato da materiali industriale.
Un’ampia galleria di opere è visualizzabile sul suo sito.
Estate è tempo di festival ed in mezzo a tanti appuntamenti di musica spunta fuori anche un interessante festival dedicato alle arti visive. Se poi si svolge a sud, nel fresco calore della Calabria, anche meglio. Il BIF – Bova Images Festival si svolgerà dal 24 al 26 luglio a Bova in provincia di Reggio Calabria. La location è sicuramente bellissima, il Palazzo Mesiani-Mezzacuva, una fortificazione del 1700 posta all’interno del piccolo borgo di Bova, a 850 metri sul livello del mare. Da qui si gode di un panorama mozzafiato sulla costa jonica.
La manifestazione, organizzata da Altrementi, nasce con l’intento di ricercare al’interno dei formati visivi underground e dei linguaggi digitali più innovativi. Videoarte, animazione, fotografia, elaborazioni digitali, video musicali e cortometraggi. Bova images Festival, festival internazionale delle nuove immagini, si preannuncia come una appuntamento importante, ricco di contributi internazionali. Concerti di musica elettronica, proiezioni e installazioni, per conoscere ciò che si muove nella scena indie dell’immagine digitale in Europa America, Cina Giappone, Iran.
Il sito del festival è fatto molto bene e vi consentirà di approfondire la conoscenza degli artisti invitati. A breve uscirà il programma definitivo del festival, nel frattempo datevi un’occhiata al video di presentazione.
22-25 maggio sono le date di “Audiovisiva 5.0“, evento di musica elettronica e arti digitali di Milano.
Per questa quinta edizione il tema scelto è indagare l’immagine e l’immaginario collettivo e per raccontarlo sono stati chiamati a raccolta artisti internazionali che lo esploreranno attraverso musica, video, sound design, arti elettroniche e la città. Un evento unico nel suo genere che prende ispirazione da progetti come il Sonar di Barcellona, il Transmediale di Berlino o l’Elektra di Montreal.
Si parte stasera con l’inaugurazione nel chiostro del Museo Diocesano. L’arte contemporanea entra in luoghi come la Basilica di San Lorenzo e la Chiesa di Sant’Eustorgio. Tutto il quartiere di Porta Ticinese, dei Navigli e di corso San Gottardo sarà, per audiovisiva 5.0, un unico grande palco, un immenso laboratorio dove sperimentare, scoprire, provare, sentire. Tutti i dettagli con i luoghi toccati sul sito.

Per il secondo appuntamento del ciclo deus ex fabrica, il 1 marzo la Galleria Browing di Asolo presenta la personale di Francesco Meneghini “L.U.M.”.
Giovane artista multimediale Meneghini lavora con emozioni e percezioni, indagando il confine tra arte, tecnologia e natura. Le sue sono installazioni interattive dove l’elettricità si mescola con logica e linguaggio creando oggetti alieni e sorprendenti, mentre elementi naturali, come acqua e luce, interagiscono con codici binari programmati. I suoi lavori utilizzano audio e video per esplorare il rapporto tra uomo e macchina e i limiti della percezione umana.
Filo conduttore della personale è la sorgente luminosa che diventa oggetto che si ritrova nelle opere “Q”, “Ficklampa”e “Electriseed”.
La serie di appuntamenti deus ex fabrica presenta giovani artisti legati al territorio, in veste autonoma e personale, ma che in qualche modo sono stati legati alla realtà di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton.
La mostra termina il 13 aprile.
La VJ culture è la fusione di musica elettronica e arte visuale, nata tra gli anni ‘70 e ‘80 e legata alla cultura club. Oggi i vj (non quelli di MTV) si considerano dei fillmmaker o alchimisti delle immagini in movimento, capaci di materializzare i suoni in luci e colori. Dai club ci si sposta alle gallerie con delle performance artistiche vere e proprie.
Il libro VJ Audio-visual art+vj culture, di Michael Faulkner/D-FUSE, spiega le origini del movimento e illustra gli esponenti del momento. Ottima impaginazione, belle immagini accompagnate da un DVD che permette di capire che cosa si intende per vj culture. Sono video ma diversi dalla video art tradizionale. Testo in inglese.