Con Roma ha preso il via da pochi giorni il secondo appuntamento di Enel Contemporanea con l’arte negli spazi pubblici.
Questo primo intervento è stato affidato al gruppo brasiliano avaf, che ha già esposto in musei internazionali. Come già l’anno passato rimango perplessa di fronte all’uso o alla scelta. L’arte contemporanea deve far discutere, incuriosire, rivitalizzare e forse l’installazione fatta di tende, tendoni, tele, disegni e fili colorati, porterà a questo. Turisti e passanti si chiedevano cosa fossero quei tendoni e quei disegni (comunque ci sono le spiegazioni bilingue a fugare ogni dubbio).
Forse è l’obiettivo, ma io ho trovato l’installazione brutta, proprio brutta. Magari passandoci di notte con l’illuminazione l’effetto è diverso. Si parla di occasione di poter interagire con le rovine permettendo di rivivere un tempo e una storia passata attraverso visioni contemporanee. Dalle strutture portanti al materiale decorativo, dalle video proiezioni ai giochi di luce (che io non ho visto neanche al tramonto), tutto nelle opere degli avaf riconduce a illusioni reali, a sogni surreali e a paesaggi astratti e talvolta provocatori. Se ci passo in notturna forse mi ricrederò, ma di giorno per me è inguardabile.
Enel Contemporanea: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma



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