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I ricavi della vendita Alitalia

pubblicato da Lorenzo Mazza


Finarte, la casa d’aste incaricata della vendita della Collezione Alitalia, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’asta di martedì 8 ottobre. Ma il titolo Finarte ieri in Borsa è andato a picco, registrando perdite dell’ 8,3%.

Le cifre ufficiali parlano di 182 opere vendute per un ricavo totale lordo di 1,2 milioni di euro. Con l’applicazione dell’iva e delle commissioni la cifra che resterà nelle tasche del commissario straordinario Augusto Fantozzi si aggirerà intorno agli 800.000 euro.

Ma il grande flop c’è stato, è rimasta invenduta l’opera più importante, il pannello Zeus partorito dal Sole (nella foto), opera di Gino Severini e pezzo forte della collezione. Un quadro che avrebbe dovuto portare nelle casse della mortitura compagnia di bandiera una cifra considerevole, circa 350 - 450mila euro.

Asta Alitalia
Asta AlitaliaAsta AlitaliaAsta Alitalia

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Futurismo Balneare, il reportage (2a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza


Prosegue la nostra visita virtuale alla mostra sul Futurismo Balneare in corso alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio. Cinquanta opere in mostra per riscoprire gli anni d’oro del futurismo. Tra i locals, da segnalare la presenza di Uberto Bonetti, dalla cui matita nacque la maschera simbolo del Carnevale di Viareggio, il Burlamacco. In mostra dieci opere rappresentative del suo rapporto col futurismo. Il Ritratto-caricatura di Marinetti, le aerovedute, alcuni manifesti pubblicitari e la cartellonistica del carnevale.

Più controverso il rapporto col futurismo di Moses Levy. Pur avendo aderito a quel movimento artistico d’avanguardia che successivamente divenne anche espressione artistica del regime fascista, il pittore di origine ebrea fu colpito dalle Leggi Razziali del 1938. In mostra il suo quadro più spiccatamente futurista, Tram n.7, poi Cinema Eolo e Folla sul Lungomare, che rendono viva testimonianza di quegli anni ruggenti. Moses Levy farà tesoro della lezione futurista sul colore e la vibrazione della luce, incentrandovi buona parte del suo linguaggio negli anni successivi.

Toscano anche Primo Conti, artista precocissimo che fu notato dai futuristi all’età di tredici anni quando compose l’opera musicale Romanza per violino e pianoforte. Nel 1917, quando il pittore aderì ufficialmente al Futurismo, abitava già stabilmente a Viareggio. In mostra il suo Autoritratto con Accapatoio al mare e il Saltimbanco.

Futurismo Balneare (2)Futurismo Balneare (2)Futurismo Balneare (2)Futurismo Balneare (2)

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Futurismo Balneare, il reportage (1a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza


Vi presentiamo oggi la prima parte del Report da Futurismo a Viareggio e in Versilia – Accadimenti e Riflessi dal 1918 al 1940, che si è inaugurata lo scorso 10 ottobre. Con questa mostra la città toscana comincia un’azione di recupero del suo passato artistico più nobile. Galeotta fu una mostra che nacque quasi spontaneamente novantun’anni fa al Kursaal, grande albergo e luogo di cultura oggi scomparso, in cui erano soliti soggiornare molti artisti. Fu l’avvocato Luigi Salvatori, uomo politico socialista, a lanciare il sasso.

Di quell’avvenimento ci restano poche testimonianze, un nome, Esposizione d’Arte d’Avanguardia Italiana, una data che la colloca nella seconda metà di agosto del 1918 e una serie di personaggi che vi presero parte: Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Primo Conti e Achille Lega. Tutti artisti che erano soliti passare le vacanze da queste parti, dipingevano e organizzavano esposizioni nate quasi per caso nelle calde estati. Quella volta sembra che fecero le cose davvero in grande e l’eco giunge fino a noi grazie ad una pubblicazione del 1919 di Filippo De Pisis dal titolo Pittura Moderna, che rifletteva sul portato di quella mostra.

A dir la verità, se anche il catalogo è andato perso, un’altra cosa ci resta, il bozzetto della locandina, che Fortunato Depero disegnò a matita, prendendo spunto da un suo dipinto. Proprio La Bagnante di Depero, che insieme a Profughe alla stazione di Primo Conti e la scultura in bronzo Ritratto di Bino Sanminiatelli di Enrico Prampolini rappresentano le tre opere che di quella mostra vengono riproposte a Viareggio fino al 20 dicembre.

Futurismo balneare
Futurismo balneareFuturismo balneareFuturismo balneare

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Futurismo balneare

pubblicato da Lorenzo Mazza


La “carovana” delle celebrazioni futuriste fa tappe anche a Viareggio dove dal 10 ottobre fino al 20 dicembre è in programma Futurismo Balneare. La sede è la Gamc, Galleria di arte Moderna e Contemporanea di Piazza Mazzini, proprio di fronte al mare.

Il Futurismo a Viareggio e in Versilia. Accadimenti e Riflessi dal 1918 al 1940
è una mostra organizzata dal Comune di Viareggio e dall’associazione Caleidoscopio, a cura della nuova direttrice del centro Alessandra Belluomini Pucci e Riccardo Mazzoni. L’intento della mostra è celebrare lo speciale rapporto che questo territorio ha intrattenuto con le avanguardie del primonovecento ed in particolare il futurismo. Una storia fatta di Toscana, mare, percorsi artistici che si incrociano nella fecondità creativa delle vacanze.

Quaranta le opere in mostra, di autori come Uberto Bonetti, Primo Conti, Guido Dal Monte, Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Krimer, Achille Lega, Moses Levy, Alberto Magnelli, Alberto Magri, Antonio Marasco, Enrico Prampolini, Ram, Ardengo Soffici, Thayaht, Lucio Venna, Lorenzo Viani.

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