In quest’intervista della Cnn, l’artista brasiliano Ernesto Neto racconta alcuni aspetti interessanti della sua visione e del suo approccio all’arte. Molto influenzato dal neo-modernismo del dopoguerra, che cercava di superare la mera astrazione, Neto ha studiato nella sua ricerca il comportamento degli organismi viventi per giungere a concepire un’architettura organica nelle forme e nelle sensazioni.
Nelle sue installazioni, che invitano lo spettatore ad essere parte attiva dell’ambiente, utilizza materiali leggeri ed elastici, come tessuti sintetici e di cotone. Sculture molli che invadono lo spazio con le loro forme sinuose, al confine tra natura e cultura. Gocce, lacrime, profumi, ambienti larvali e microscopici, provenienti da altre epoche eppur futuribili, dove il visitatore è invitato ad entrare, camminare e toccare.
Ascoltare e lasciarsi trasportare in un’esperienza plurisensoriale, altamente immersiva, che rende soffice il pensiero. Un po’ quello che sostiene Neto nell’intervista qui sopra, dicendo di non voler essere ’sexy’ (nel senso di veloce, frenetico, rigidamente impostato), ma di preferire un approccio ’sensuale’, più lento, che si emoziona e si prende tempo, fermandosi a riflettere.
Quanto mi piace Ernesto Neto. Le sue installazioni organiche ti abbracciano e sei libero di toccare, odorare, attraversare, fotografare. Cosa sempre più difficile, vista la paura di violazione di diritto d’autore e imitazione di idee. Evviva uno che lascia interagire il pubblico con le opere.
L’artista ha allestito una serie infinita di membrane biomorfe nelle sale del terzo piano della Hayward Gallery di Londra, facendolo diventare un labirinto. Membrane sul soffitto, sul pavimento, sospese su mezzipiani dove si può accedere con scalette, su tavolini. Tutto l’ambiente è circondato dal nylon di Neto, anche gli esterni, dove su una terrazza è stata allestita anche una piscina per bambini (e solo qui non si possono fare scatti per ovvie ragioni di tutela sui minori). Sull’altra terrazza invece, c’è un’oasi circondata da un serpentone rosso, che delimita l’installazione verde, ma non limita l’accesso.
Rispetto all’installazione che aveva allestito al Macro di Roma, questa è meno profumata (semi di lavanda sono stati inglobati nel nylon solo in alcuni punti delle Naves, cioè le installazioni - astronavi), ma è molto più vasta e coinvolgente. Come in effetti si addice allo stile dell’artista. Ci sono poi delle novità. Non solo tessuto ma anche legno, come quello impiegato per le scale che permettono l’accesso al controsoffitto. Risultato di una ricerca artistica che non si ferma.
Si può camminare sul The Edges of the World, fino al 5 settembre.
The Edges of The World - Ernesto Neto - Hayward Gallery, London





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Torniamo a parlare del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, che dal prossimo 24 ottobre al 14 febbraio ospiterà la mostra “AFTER UTOPIA - A view on Brazilian contemporary art”.
27 artisti brasiliani contemporanei, a dimostrare cosa è l’arte brasiliana oggi, oltre gli stereotipi e le idee dell’Europa. Perché “After Utopia”? Pensate alla città di Brasilia, l’ultimo progetto di Oscar Niemeyer: è stata concepita come una delle più grandi utopie della modernità, nella connessione tra il Brasile antico e quello contemporaneo.
E cosa c’è oltre l’utopia? Secondo gli artisti in mostra, tra cui Cildo Meireles, Ernesto Neto e Helio Oiticica tra i più famosi, oltre l’utopia c’è oggi il luogo dell’assenza. Un luogo dove è necessario lavorare per un reale miglioramento in una nuova società di giustizia. Un luogo dove creare e far emergere le mille diversità di un paese. Un luogo, come il Brasile, bellissimo.
Che incredibile mostra hanno organizzato alla Hayward Gallery di Londra, per la ricorrenza del quarantesimo anno di attività.
“Psycho Buildings” consiste in lavori che riproducono ambienti abitativi, strutture architettoniche che si possono provare. Ne deriva una mostra che va vissuta e praticata, non solo visitata.
Ad esempio la palla bianca che si vede nelle prime immagini è “Observatory, Air-port-city”, una nuvola disegnata da Tomas Saraceno dove ci si può camminare. “Normally, Proceeding and Unrestricted With Without Title” dei Gelitin è un’installazione-lago sul tetto del museo dove si può andare in barca con vista panoramica sulla città di Londra. “Life Tunnel” di Atelier Bow-Wow, è un tunnel che si può attraversare. Poi c’è l’installazione con 200 case di bambole o la scala sospesa o ancora una stanza congelata nel momento dell’esplosione e c’è anche Ernesto Neto con una delle sue opere multisensoriali.
Psycho Buildings - The Hayward Gallery - Londra
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La madre di tutte le fiere “Art 39 Basel“, 2008, si è aperta al pubblico oggi e prosegue fino all’8 giugno. Il vernissage più una serie di eventi ad invito si sono svolti ieri, e le immagini con le prime notizie sono già in circolazione.
Definita giustamente la più importante fiera d’arte, raccoglie tra le 300 gallerie più rinomate al mondo, 200 artisti e un pubblico molto vasto di 60 mila visitatori che include veri esperti e appassionati. L’artista che viene notato in questo appuntamento ha molte probabilità di diventare una celebrità a livello globale e veder crescere la sua carriera rapidamente.
Non solo vita mondana, come eventi simili dimostrano, ma un giro di affari che quest’anno punta ai ricconi russi. Ed il più importante, quello che si dice abbia comprato i dipinti di Bacon e Freud, è arrivato ieri accolto come una vera star: Roman Abramovic accompagnato dalla sua nuova metà.
Chi e che cosa guardare in questa edizione:
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Se amate l’arte contemporanea dovete visitare il Macro di Roma ora che sono in corso i lavori di Ernesto Neto e Gregor Schneider (come si vede sono entusiasta della scelta).
“While Nothing Happens“, l’installazione di Neto, è meno grande e coinvolgente delle aspettative, ma rimane un’opera unica e vitale che si può toccare, attraversare, odorare (il profumo speziato è piuttosto forte), fotografare. Avevo capito che c’erano dei suoni di sottofondo, ma evidentemente sbagliavo. L’opera multisensoriale non coinvolge l’udito.
Ma la sorpresa è stata “Double“, il progetto di Gregor Schneider. Definirlo claustrofobico è poco. Al secondo piano del museo, due sale da un lato e due sale dall’altro, il doppio, sono occupate da questa installazione che riproduce le stanze dell’abitazione dell’artista. Nel buio totale, a parte qualche piccola lampadina che illumina l’oscurità, sono immersi i cadaveri di una donna, di una ragazza e di un uomo. Più o meno lo scenario è lo stesso per ogni lato del museo.
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Finalmente è arrivata. Aspettavo con impazienza l’installazione multisensoriale di Ernesto Neto, che inaugura la Hall del Macro di Roma il 29 maggio.
E’ la prima personale dell’artista brasiliano in un museo italiano, un’opera site specific studiata per lo spazio romano che, come caratteristica di Neto, coinvolge lo spettatore in un processo sensoriale. Non è la tipica creazione d’arte dove si può guardare ma non toccare. Al contrario, “While Nothing Happens” invita chi guarda ad attraversare i suoi spazi, ad ascoltare il suono di sottofondo e ad odorare i suoi profumi.
E’ un’opera di architettura fluttuante, che avvolge il visitatore con le sue forme organiche e floreali in lycra e il suo profumo speziato. Infatti all’interno di ogni involucro trasparente sono raccolte 5 spezie macinate: pepe, cumino, chiodi di garofano, zenzero e curcuma. Sicuramente un’esperienza da provare direttamente e scoprire il respiro vitale di questo lavoro. Fino al 28 febbraio.
While Nothing Happens - Ernesto Neto - Macro Hall - Roma
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