Rockettari artofili aprite le orecchie: alla Permanente di Milano fino al 12 febbraio 2012 potrete vedere la prima mostra di pittura corredata di colonna sonora , dal titolo “Da Bacon ai Beatles. Nuove immagini in Europa negli anni del rock”. Se volete capire -o farvi un bel bagno nostalgico- nello “zeitgeist”, lo spirito del tempo degli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso eccovi un consistente aiuto; 70 opere tra sculture e quadri, prestate da collezioni importanti e che vedono autori come Bacon, Dubuffet, Appel e Cesàr e i francesi Errò, Arroyo o Samuel Buri.
C’è anche una delegazione italiana ovviamente, con opere di Schifano, Giacometti, Adami, Romagnoni e Baj, ma non poteva certo mancare una nutrita presenza inglese con Hamilton, Hockney, Blake e la serie di stampe di Richard Hamiltont dal titolo Swinging London, ispirate al famoso scandalo di arresto per droga di Mick Jagger. Questo ventennio è stato segnato dal ribaltamento dei valori sociali, dell’arte figurativa e del mondo musicale, ecco perchè si è pensato bene di amalgamare l’arte con la musica.
L’idea è quella di offrire un’esperienza avvolgente, una vera e propria immersione nel mondo scatenato di quegli anni, attraverso le audioguide che accompagnano ogni opera con commenti musicali e parlati. Spiegare l’arte con Elvis, The Doors, con i Rolling Stones e i Beatles: arrivano le nuove frontiere della fruizione artistica, sempre più ricca di suggestioni emotive. E ora non mi resta che scoprire se poi ti vendono anche la compilation da portare a casa.
Si chiama Expressionismus & Expressionismi (titolo che riprende quello dell’esposizione Futurismo & Futurismi, focalizzata sulla messa in evidenza delle differenze interne al movimento che ebbe luogo a Venezia nel 1986) sottotitolo Berlino-Monaco di Baviera 1905-1920, la mostra che espone fino all’11 marzo 2012, alla Pinacothèque di Parigi, 150 quadri di artisti appartenenti alle due correnti tedesche che hanno dato luogo al complesso e articolato fenomeno dell’espressionismo:
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L’estate è ormai al capolinea e riparte la stagione delle grandi mostre. Dal 24 settembre 2011 al 4 marzo 2012 Villa Manin di Passarano di Codroipo (Udine) ospiterà una mostra dedicata alla prima fase dell’Espressionismo, incentrata sul movimento Die Brücke.
L’allestimento si colloca all’interno di un progetto espositivo triennale chiamato Geografie dell’Europa, presenta oltre cento opere provenienti dal Brücke Museum di Berlino. Curato da Magdalena Moeller e Marco Goldin, compone un percorso storico e monografico sull’opera di Kirchner, Heckel, Nolde, Schmidt-Rottluff, Pechstein e Mueller.
Die Brücke nasce a Dresda nel 1905 e pone la libertà espressiva, l’espressione dell’interiorità dell’autore, al centro della ricerca artistica. Non ci sono regole formali o dettami estetici da seguire, ma il tratto comune a questi artisti, che opereranno come gruppo fino al 1913, si forma in maniera quasi spontanea. Forme semplici, contorni marcati e colori forti che creano contrasti di luce e di poesia.
Die Brücke. Gli inizi dell’Espressionismo in mostra a Villa Manin












Il lato nascosto di Munch, oltre L’Urlo e tutti gli stereotipi connessi alla sua indagine sul dolore umano. Edvard Munch è stato molto di più e una mostra alla Pinacotheque de Paris, dal significativo titolo “The Anti-Scream”, ce lo ricorda. 170 dipinti, litografie e incisioni, per una retrospettiva che percorre l’intero arco della sua parabola artistica: dai primi tentativi nell’adolescenza (1880), fino alla sua morte avvenuta nel 1944. Opere che per la gran parte provengono da collezioni private, molte esposte per la prima volta al pubblico.
Munch non può cominciare e finire con L’Urlo. Ad esempio qualcuno sa che il pittore norvegese effettuò molti esperimenti? Sottoponendo le sue opere all’effetto della pioggia, della neve o dei graffi, cercava nuovi orizzonti entro cui collocare l’opera d’arte. Munch, considerato un pioniere dell’Espressionismo, ha sempre cercato di catturare l’essenza interiore dei suoi soggetti o ritrarre la natura effimera della vita e dell’arte stessa.
Edvard Munch (1863-1944) comincia la sua carriera copiando i paesaggi nello stile dei maestri norvegesi. Nel 1895 nasce Pubertà, una ragazza sul bordo del letto, un quadro che riproporrà tra il 1914 e il 1916, attraverso uno speciale trattamento di bruciatura solare. La sua vicenda biografica è costellata da sciagure, all’età di cinque anni perde la madre all’età di 5 anni, poi, uno ad uno, i suoi due fratelli. Ma la sua pittura, pur attraversta dalla rappresentazione del dolore umano e dell’agngoscia, va oltre. Dipinti come The Sun, Summer Night in Studenterlunden, visitabili fino al 18 luglio a Parigi, ne sono un esempio.

Pittore, disegnatore, incisore e scultore, Albert Müller, morto prematuramente all’età di 29 anni (1897-1926), viene considerato uno dei principali esponenti dell’Espressionismo made in Swiss.
Müller ha ricevuto la sua prima formazione artistica nella sua città natale, a Basel, in uno studio di pittura e lavorazione del vetro. La sua pittura si fece presto ammaliare dai colori luminosi, che divergono fortemente dai toni dark tipici dei pittori della zona.
In sette anni di carriera Müller ha prodotto una rapida successione di paesaggi e di variazioni sul tema della figura umana, spesso utilizzando la sua famiglia come modello.

Inaugura sabato 23 gennaio alla Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro di Bologna George Rouault - La notte della Redenzione. Opere grafiche e disegni di quello che fu un grande amico di Henri Matisse, Albert Marquet, Henri Manguin e Charles Camoin, amicizie che lo avvicinarono ai fauves.
Il linguaggio di Rouault è comunque quello di un grande maestro dell’espressionismo europeo il suo studio sarà affrontato con un’ampia selezione di opere di grafica, più di cento, che fanno riferimento ai cicli pittorici, dal Miserere alle due serie di Cirque, da Réincarnations du Père Ubu a Les Fleurs du mal, fino a Passion. Un viaggio alla scoperta delle fede e della spiritualità cristiana primigenia, la cui dottrina scaturisce direttamente dagli insegnamenti della vita di chi a ha sofferto.
Insieme alle grafiche alcuni disegni, matrici di rame, lettere e alcune rare prove d’artista, come quella della grande crocifissione a colori. Un percorso che ripercorre il cammino di fede del pittore, dolore, sofferenza, passione, mistero, quiete e pace interiore.
La mostra a cura di Andrea Dall’Asta S.I., Elena Pontiggia, Michele Tavola sarà allestita fino al 27 giugno 2010.

La mostra Schiele e il suo tempo andrà in scena a Palazzo Reale di Milano a partire dal 25 febbraio. L’evento espositivo è stato realizzato in collabrazione con alcune prestigiose istituzioni austriache e con Elisabeth Leonard, fondatrice del museo viennese dedicato a Schiele.
Circa quaranta tra dipinti ed opere su carta ripercorrono i dieci anni di attività pittorica di Egon Schiele. Ai suoi quadri fino al 6 giugno faranno compagnia alcuni masterpieces di Klimt, Kokoschka, Gerstl e Moser. La mostra ricostruisce così un piccolo spaccato della scena culturale della capitale austriaca nel primonovecento, dove naquero le teorie della psicanalisi di Freud.
A partire da questa primavera Milano si appresta quindi a celebrare la cultura austriaca, attraverso l’arte e una serie di incontri collaterali alla mostra tra letteratura, musica e cibo.

Mike Stilkey è un artista di Los Angeles che utilizza un mix di inchiostro, matite colorate, vernici e lacche. La sua è una particolare propensione a raffigurare una malinconia latente all’interno dei suoi stravaganti personaggi che abitano gli spazi ambigui e raccolti delle costole dei libri, della fantasia e delle fiabe da cui molto probabilmente escono.
Stilkey sia nel disegno che nella pittura, ha da sempre fatto emergere un gusto per il vintage, che parte anzitutto dai supporti su cui dipinge, vecchi libri. Un persistente senso di perdita e di nostalgia si colora di una profondità emotiva e richiama lo spettatore a una miscela di poesia, sospinta fuori da personaggi capricciosi, furbi, misteriosi.
Uno stile il suo che ricorda per certi versi alcuni tratti dell’espressionismo tedesco e di artisti come Edward Gorey o Egon Schiele e che ben si adatta anche per lavori di pittura murale. Due sono le sue mostre in corso, in America fino al 14 dicembre A Happy Medium alla Gilman Contemporary Gallery, Ketchum, Idaho e fino al 31 dicembre Le Livre Est Une Oeuvre d’Art Galerie Europ’Art, Aigues-Mortes, Francia.

Dopo un lungo periodo di oscuramento torna a Firenze la Collezione Bargellini e il suo grande corpus di opere di Lorenzo Viani, il pittore viareggino grande protagonista dell’espressionismo europeo. In mostra capolavori come Ornella che fa i compiti e quadri come Sposalizio e Vecchi pescatori non più esposto dal lontano 1915 in occasione di una mostra al Palazzo delle Aste di Milano.
La mostra“Lorenzo Viani. La Collezione Bargellini” viene presentata a Firenze domani 26 settembre fino al 3 novembre presso l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Ritratto di Attilio Balena, Il cortile della Ruche, Le Zingare, Maternità e Gli anarchici (Amanti), per una raccolta di circa venti opere del pittore toscano. La sua vice3nda è ripercorsa a partire dall’apprendistato a Firenze con Giovanni Fattori, passando per l’esperienza parigina e l’incontro col giovane Pablo Picasso.
La mostra a novembre arriverà poi alla Gamc di Viareggio, città natale del Bargellini, nipote di quell’altro Alberto Bargellini, famoso per le imprese dei Palombari dell’Artiglio. Il Bargellini nipote (1932-2008) divenne collezionista anche per approfondire il legame con la sua città natale, quella Viareggio ricamata sulle storie dei marinai e dei pescatori, che così bene raccontava il pennello di Lorenzo Viani, con la sua splendente crudezza.
Dario Ballantini è noto al grande pubblico televisivo soprattutto come il comico e camaleontico imitatore di Striscia la Notizia, interprete di tanti riusciti personaggi, come Valentino, Franco Marini e Vasco Rossi. Ballantini, però, è anche un apprezzato pittore, che ha già all’attivo diverse personali e la partecipazione a prestigiose collettive.
Si è appena conclusa, a Bologna, presso la Galleria d’Arte, la bella mostra Visioni sommerse, presentata dal Prof. Franchino Falsetti e organizzata da Massimo Licinio. Un’altra sua personale si è svolta lo scorso 30 novembre all’Hotel Savoy di Firenze. La sua formazione pittorica è stata ricostruita, inoltre, in un monografia del 2007 dal titolo In arte: Dario Ballantini, edita da Silvana Editoriale.
Ballantini ha gentilmente concesso un’intervista ad Artsblog, riportata qui di seguito (potete leggerla dopo il “continua”). Aggiungo una galleria di foto di opere dell’Artista, tratte dal suo sito personale.
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