
Sempre di più il mondo dell’arte e quello dell’economia e del turismo di intrecciano. Ecco che il fotografo Olivo Barbieri ha realizzato una grande opera per il padiglione toscano dell’Expo di Shangai del 2010. Si tratta di una videoinstallazione immersiva attraverso cui il visitatore può entrare in contatto con alcuni luoghi significativi del paesaggio e della cultura toscana.
6 pieces è il titolo del lavoro, che sarà presentato in anteprima all’Ex3, il nuovo Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze dal 1 al 31 luglio. Il territorio, raccontato attraverso riprese aeree, sarà il vero protagonista del lavoro, a partire dai siti impegnati nella produzione di energie alternative. La centrale geotermica di Larderello in Maremma, il Parco Eolico di Montemignaio nel Casentino, la diga di Vagli e la centrale idroelettrica di Torrite in Garfagnana e il parco solare del Cicalino nel grossetano.
Spazio anche per la Torre di Pisa, il David di Michelangelo e i grandi tesori del patrimonio artistico toscano, perché se la toscana del futuro guarda alla sosteniblità e all’autosufficienza energetica, quella del presente deve continuare ad ispirarsi alla bellezza del suo paesaggio, all’armonia delle sue linee ed all’asprezza di certi scorci che fecero innamorare non pochi artisti.

L’altra mostra che si svolge in contemporanea nello spazio EX3 è quella di Ian Tweedy. La mostra 70 Zeppelins è un’installazione consettanta diversi disegni che raffigurano dirigibili. Tweedy è nato in una base militare e ha vissuto per diversi anni a Roma dove, giovanissimo, ha dato avvio alla propria carriera artistica come writer. Il suo interesse nel ‘writing duro e puro’ si è col tempo affievolito, quando ha iniziato a ragionare su come la pratica del writing poteva coniugarsi con altre ricerche legate ai concetti di memoria collettiva e della storia.
Tweedy parla di se stesso come di un history maker, uno che manipola la storia attraverso oggetti ritrovati, che reinterpreta muovendoli, cambiandoli di contesto. Nel foyer di EX3, Tweedy ti accoglie col suo zeppelin, un oggetto di pace e di guerra allo stesso tempo. Nato per scopi militari e passato ad usi civili, è stato il primo velivolo a lanciarsi in cielo.
In un’altra stanza Tweedy ha poi realizzato una pittura murale site-specific. Un’opera davvero bella e particolare (che verrà rimossa tra poco più d’un mese) e che fa pensare allo stile optical, decisamente geometrica, che riprende una pittura utilizzata per scopi militari sulle navi, a cui conferisce un’impressione diversa, e rende capace di sfuggire ai radar e ai mirini.