
Per la rubrica Art Trip vi propongo una visita a Montecatini Terme, dove questo giovedì 16 luglio inaugura “Il nuovo dopo la macchia: origini e affermazione del naturalismo toscano”. La mostra si svolgerà all’interno del Polo Espositivo Terme Tamerici e si protrarrà sino a gennaio 2010.
Cento opere che arrivano da collezioni pubbliche e private. Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Cristiano Banti, Simi, Tommasi e molti altri autori. Il percorso espositivo, curato da Tiziano Panconi intende gettare nuova luce su quegli artisti della seconda generazione macchiaiola (1865-1900) che presero parte ad uno straordinario processo di riforma intellettuale e artistica operata a livello estetico. Pittori che furono contemporanei degli impressionisti, che guardarono alla lezione del réalisme in Europa.
La mostra è anche l’occasione per visitare una scorcio di Toscana fiera ed audace, la provincia di Pistoia, che guarda all’arte contemporanea con rinnovato fervore nella speranza di poter realizzare una sede espositiva stabile.
Il Gruppo Labronico sembra vivere ormai da tempo in quella tipica (e sotto certi aspetti paradossale) condizione in cui finiscono con il trovarsi tutte quelle istituzioni che, nate per garantire gli sviluppi di un movimento rivoluzionario, si riscoprono depositarie di una tradizione non facilmente adattabile alla realtà contemporanea.
Fondato il 15 luglio del 1920 dalla scissione della Federazione Artistica Livornese, avvenuta successivamente alla votazione contraria alle proposte onoranze alla salma del pittore Mario Puccini, il Gruppo si pose quale originario intento quello di conservare e tramandare l’eredità del Fattori (del quale quest’anno - lo ricordo - ricorre il centenario della morte e al quale è attualmente dedicata una bella mostra a Parma) e dei Macchiaioli. Questi ultimi, com’è noto, opposero polemicamente una concezione verista - sintetizzata nella filosofia della “macchia” - al neoclassicismo e al purismo accademico.
Nel secondo dopoguerra il Gruppo Labronico, oltre a portare avanti la lezione dei Macchiaoli e a raccogliere i più autorevoli esponenti post-macchiaoli, aprì le porte ad artisti di diversa estrazione, come, ad esempio, importanti astrattisti. Il Gruppo è ancora attivo (nel 2002 vi è entrato, tra i soci cultori, anche Dario Ballantini).