Inquadrare l’azione dei movimenti per la casa che hanno fatto incursione venerdì 11 giugno scorso durante la conferenza “Abitare Roma, cambiare le periferie” richiede un po’ di tempo, perchè diversi sono i piani e i vettori che si sovrappongono.
Innanzitutto i soggetti dell’azione: avevo promesso di capire . Ad accendere la miccia il collettivo universitario di Architettura dell’Università Roma 3 “Multivercity“. Il 17 maggio scorso un gruppo di studenti occupa il padiglione 14 del Mattatoio, attualmente abbandonato ma agibile, rifunzionalizzandolo con l’obiettivo di realizzare laboratori, percorsi di autoformazione, riciclo, autorecupero e riqualificazione dello stabile, spazi artistici ed espositivi. Dopo 10 giorni, il 27 maggio una lettera del preside di Facoltà Cellini pone fine all’esperimento, saldando i cancelli del padiglione.
L’imminente festa dell’Architettura diventa il palcoscenico perfetto per porre all’attenzione pubblica il problema, intrecciandosi alla più vasta e urgente emergenza abitativa della capitale. Studenti e movimenti per la casa trovano un terreno comune nella rivendicazione degli spazi: sociali e abitativi. L’obiettivo puntuale dell’azione è ottenere un colloquio con il preside della facoltà, pena l’occupazione a oltranza della Pelanda con le relative difficoltà di far proseguire l’evento. Cosa che avviene, ma gli esiti del colloquio non sono evidenti. Agli “Afflitti” la promessa di un nuovo incontro pubblico dove le loro voci trovino spazio ed espressione. Anche di questo poche certezze.
Poco tempo per le foto, ne ho fatte tante e anche video. Intorno alle 11:30 nel corso della Forum “Abitare Roma, cambiare le periferie”, in Pelanda l’inaspettato, ma forse neanche troppo: un gruppo composito di studenti, cittadini e tanti stranieri irrompo nella sala con megafono e struscioni.
Sono gli “Afflitti”, slogan di fondo che coglie perfettamente la condizione abitativa di larghe fasce di popolazione il cui reddito è appena sufficente (o non sufficente) a pagare l’affitto.
Cercherò di capire meglio chi sono, frattanto una richiesta è stata fatta e accettata (per adesso): un nuovo appuntamento di confronto per stabilire in modo condiviso l’agenda politica e le scelte urbanistiche della città.
Inizia con oggi una settimana per me dedicata all’architettur: seguirà infatti questa prima edizione della Festa romana dell’Architettura che si propone con un titolo impegnativo: Index Urbis.
Venerdì scorso ho partecipato alla conferenza stampa a cui erano presenti gli assessori alla Cultura di Comune e Provincia, l’ass. all’Urbanistica del Comune, il presidente dell’ordine degli architetti di Roma, il presidente della Camera di Commercio e il curatore della Festa, Francesco Garofalo: nel video un estratto della conferenza, che si è svolta intorno alle 11 in Campidoglio presso la Sala degli Arazzi, realizzato da Musei in Comune.
Cosa mi è rimasto della conferenza. Innanzi tutto l’entità della Festa: in tutto 100 eventi grazie all’incredibile risposta della città, fra gallerie, musei, istituti di cultura, studi di architetti che hanno collaborato creando ben 71 eventi collaterali disseminati sul territorio urbano. Una piccola invasione. In secondo luogo il desiderio, genuino nelle parole del curatore e nell’impostazione dell’evento, di far uscire l’architettura fuori dall’architettura, contaminandosi con altri ambiti: lo dimostra, ad esempio, il fatto che quattro “co-curatori” (come li definisce Garofalo) provenienti da ambiti diversi siano stati chiamati ad occupersi di diverse sezioni della Festa: penso al prof Stefano Catucci, giornalista e docente di filosofia, che ha curato la sezione Sguardi, o a Paolo Valente, architetto immerso nei mondi digitali cha ha curato tutta la sezione Festa al Macro Testaccio misurandosi con due imponenti installazioni in uno spazio non facile come quello della Pelanda (un ex mattatoio), o ancora a Giorgio De Finis, regista e antropologo romano scelto come “event manager” per la complessa gestione degli eventi collaterali. Lo stesso si dica per il coinvolgimento di non-architetti chiamati a confrontarsi con i temi della Festa. Due nomi fra tutti: Serge Latouche e Carlo Ratti.
Continua a leggere: Festa dell'Architettura. Resoconto dalla conferenza stampa 4/06/2010

Prenderà il via a Roma dal 9 al 12 giugno prossimi la prima edizione della Festa dell’Architettura, evento internazionale promosso dal Comune di Roma, l’Ordine degli Architetti e la Casa dell’Architettura, a cura di Francesco Garofalo.
La Festa, inaugurata dalla lectio magistralis dell’architetto portoghese Alvaro Siza Vieria, si propone come “riflessione collettiva sul presente e sul futuro possibile di Roma” (A. Schiattarella) con l’obiettivo di analizzare il presente, lo sviluppo e il ruolo di Roma nel panorama architettonico internazionale, cogliendo la sfida di Roma Capitale 2010-2020 e la candidatura olimpica della città per approfondirne gli aspetti urbanistici e architettonici.
Quattro le principali location scelte per ospitare l’evento: la Casa dell’Architettura - Acquario Romano, l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo e il MACRO Testaccio, con un programma denso di eventi (oltre cinquanta quelli collaterali), incontri con architetti italiani e stranieri (fra cui James Corner, Bernard Tschumi, Eduardo Souto De Moura, Massimiliano Fuksas, Yvonne Farrell e Shelley McNamara - Grafton Architects, Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal, Stefano Boeri, Richard Burdett) e con protagonisti della creatività, della cultura e della comunicazione (Serge Latouche, Walter Siti, Eyal Weizmann e Maurizio Ferraris), forum con amministratori, committenti e progettisti per confrontarsi con il pubblico sui percorsi da individuare a medio e lungo termine.
Continua a leggere: Index Urbis. A Roma, la prima Festa dell'Architettura

Dopo la Festa della Letteratura, del Cinema, della Filosofia e della Matematica presso Auditorium - Parco della Musica lunedì 28 settembre 2009 la città di Roma inaugura la Festa dell’Architettura: alle 10.00 lectio magistralis di Paolo Soleri sul tema “La frugalità elegante”; alle 16:00 conferenza stampa; alle 18:00 apertura della mostra “Cities. Places Visionaires” a cura di Camilla Boemio.
Come sottolinea Amedeo Schiattarella, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, questo nuovo appuntamento culturale si propone di “promuovere una sensibilità diffusa nei confronti del vivere in città e contribuire a rendere i cittadini consapevoli delle trasformazioni in atto e dell’influenza che l’architettura ha sull’ambiente e sulla vita di tutti noi“. La mostra del 28 sarà invece la prima tappa di una serie di iniziative realizzate dal Laboratorio Architettura Contemporanea, ad animare la sezione “Eventi Collaterali” della Festa che si svolgerà in promavera: le immagini di alcune prestigiose firme della fotografia urbana, fra cui Gabriele Basilico, Damir Ocko, Dmitry Gutov, Marco Zanta, Michael Wolf, Peter Schloer, Shaun Gladwell, ne saranno le protagoniste.
Il 3 ottobre alla Casa dell’Architettura si terrà invece la consultazione-happening “Rome. Nome Plurale di Città”, una no-stop di interventi dedicati al confronto su Roma e il numero degli architetti intenzionati a dire la propria a quanto pare è in continua crescita.