Missione compiuta, finalmente ho visto la Frieze Art Fair. Non è un obbligo, ma visto che la manifestazione è cresciuta negli anni ed è diventata un appuntamento importante nel panorama dell’arte contemporanea, essendo a Londra, perderla sarebbe stato un peccato.
E’ una fiera commerciale, quindi non ha il fascino delle grandi manifestazioni tipo biennali, ma è sempre un modo per testare gusti, artisti, movimenti.
Essendo l’ultimo giorno, il pubblico era generico, che se da un lato significa code e confusione, dall’altro permette di fare foto passando abbastanza inosservati. Mi sarei sentita imbarazzata a farlo il primo giorno, quando si dice siano scesi in massa, i grandi collezionisti (oltretutto invitati alla preview se non addirittura d’accordo in anticipo sui pezzi da comprare. Le fiere sono anche questo).
Come manifestazione è davvero ampia e il panorama artistico, anche se vario, è all’altezza delle aspettative. Diciamo che tutto questo si riflette sul biglietto, che non è proprio economico (25 sterline). Ma a parte questi dettagli puramente monetari, queste le impressioni che ho avuto:
Continua a leggere: Frieze Art Fair 2010: da Londra, tanta arte spettacolare

Masterpiece, la fiera londinese di arti decorative e capolavori, aperta al pubblico fino al 29 giugno, si presenta volutamente come un evento per pochi. Non solo per le cose che sono in vendita, da tappeti tessuti con pietre preziose ai Picasso, Renois, Canaletto, ma anche per il prezzo di entrata, 20 sterline. Il doppio rispetto agli altri eventi artistici (mostre o fiere che siano).
Una strana forma di rivalsa nei confronti del mercato di arte contemporanea, che ha tolto, a detto degli organizzatori, troppo spazio all’arte moderna e antica (colpite già dalla recessione).
I primi giorni si sono visti personaggi di vario calibro presso gli stand, da Mick Jagger a Giorgio Armani, che saranno scemati con l’arrivo dell’orda popolare (anche se limitata, visto i prezzi in generale).
L’idea del gruppo di mercanti che ha organizzato l’evento, è quella di ridare spazio ad un genere per cui Londra era famosa, l’antiquariato di lusso. Ed in effetti le arti decorative erano un genere molto apprezzato, con una quantità considerevole di antiquari che sembra effettivamente diminuita. Al loro posto più che arte contemporanea e design, mi sembrano cresciuti gli spazi legati alla moda.
Certo anche strane forme di lusso, come l’Alfa Romeo 8C 2300 del 1933 a più di 4 milioni di sterline o il tappeto di rubini, diamanti, zaffiri del valore di svariati milioni.
Per il terzo anno ritorna nella capitale, dal 27 al 30 maggio, Roma. The Road To Contemporary Art. Quest’anno la perdo, e un po’, nonostante la poca soddisfazione dell’anno passato, mi dispiace. Stava quasi diventando una costante.
Quest’anno, 2010, l’evento sarà segnato da un fatto particolare. Negli stessi giorni della fiera d’arte contemporanea, ci sarà anche la presentazione in anteprima dei nuovi spazi del MACRO (seguite le istruzioni sul sito per la prenotazione) e l’apertura del MAXXI (visita per il 29 esaurita ma seguite quanto dice il sito). Che dopo l’estenuante attesa, non è poco. E questo fatto mi mette ancora più tristezza, perché ho visto le varie fasi (dai cantieri alla visita straordinaria fine lavori), ma non il gran finale con opere!
La fiera troverà spazio al MACRO Testaccio, allestita nei due padiglioni del MACRO Future e nell’appena restaurato Padiglione della Pelanda. Sul sito relativo a Roma. The Road…, trovate tutti i dettagli.
Il post è anche l’occasione per mettere le immagini scattate all’anteprima del MAXXI, che ho realizzato grazie all’apertura straordinaria nel mese di novembre 2009. Tempo fa, ma non le avevo mai inserite fino ad ora. Non vedrò nell’imminente il contenuto, ma il contenitore così vuoto rimarrà probabilmente una cosa ancora più rara. E che bel contenitore…

Quest’anno il Miami International Art Fair, che si terrà dal 15 al 19 gennaio 2010, comprende quattro padiglioni, ognuno con un tema diverso.
Priveekollektie, importante galleria olandese, farà parte del Padiglione dei Paesi Bassi che unisce arte contemporanea e design.
Onorando ‘YR400′, la celebrazione dell’arrivo di esploratori olandesi in America quattrocento anni fa, il tema di questo padiglione è ‘Going Dutch’.
Durante MIA Arte e Palm Beach, Priveekollektie presenterà lavori più recenti di Anutosh (pittura), Franz Baumgartner (pittura ad olio), IEN Lucas (pittura), Christiane Richter (fotografia), Peter Schuyff (pittura ad olio), Hans Kotter (fotografia) e Limited Design by Roderick Vos, Emmanuel Babled, Dave Keune, Kranen / Gille, Wouter Scheublin e Lotty Lindeman.
È possibile visitare la Galleria in Olanda dal 17 dicembre fino al 3 gennaio solo su appuntamento.
Per ulteriori informazioni visitare il www.mia-artfair.com e www.artpalmbeach.com.
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Art Basel Miami Beach riapre i battenti e non deluderà le aspettative di esperti e appassionati affezionati a questo appuntamento clou per quanto riguarda l’arte migliore a livello internazionale.
Protagoniste le più prestigiose gallerie internazionali, ma non solo: Art Basel è un grande evento caratterizzato anche da un entusiasmante programma di esposizioni speciali, feste ed eventi crossover che coinvolgono anche musica, cinema, architettura e design.
Un evento imperdibile insomma che porta in scena ben 250 gallerie d’arte tra le più importanti nel Nord America, America Latina, Europa, Asia e Africa e esporrà opere d’arte del 20° e 21° secolo realizzate da oltre 2.000 artisti.
Continua a leggere: Art Basel Miami Beach, 3-6 dicembre 2009
Dopo la delusione di venerdì ero prevenuta nei confronti di questa seconda fiera romana, quella meno pubblicizzata, ovvero “ArtO’_Art Fair in Open City“, l’evento a Palazzo dei Congressi. E invece mi sono ricreduta e devo dire bravi a tutti quelli che si sono occupati della manifestazione, che si è presentata rinnovata e migliorata. Migliorata in questa seconda edizione e cresciuta rispetto a “Roma. The Road To Contemporary Art“.
A livello di gallerie e artisti selezionati, si era dimostrata valida già l’anno passato, ma quest’anno praticamente ogni spazio offriva almeno un autore interessante. E non solo per quanto riguarda la fotografia, ma anche la scultura, la pittura, e i video. Meritato il premio Music Box a Luana Perilli, il cui video e le cui fotografie erano visibili allo stand della Gallery Apart di Roma, dove l’artista è esposta. Non ho fatto fotografie a parte quela degli esterni del palazzo. Le immagini delle opere del post sono quelle ufficiali.
Forse la sperimentazione giocosa è stata lasciata da parte, non sono stati fatti eventi come l’anno passato e non c’era presenza di installazioni all’esterno, ma visto il risultato ne è valsa la pena. Tutto molto più curato e seguito, incluso il programma talks. Anche qui pensavo solo chiacchiere. E invece no! Per lo meno, io ne ho seguito solo uno (Collezionismo e Fondazioni: le fondazioni di nuova generazione), ma è stato costruttivo vedere chi colleziona e chi sta costituendo delle fondazioni. Di come tutti siano più o meno d’accordo che troppa politica (lasciamo perdere la burocrazia) fa male. Che il sistema dell’arte, così come si è venuto costituendo, fa male all’arte appiattendola e demotivando gli artisti. Che mancano scuole appropriate e questo perché mancano le istituzioni, e quando mancano queste si muovono i privati (istituendo borse di studio, mostre, workshop anche per non addetti ai lavori come quelli istituiti dalla Fondazione Ermanno Casoli).
Poca gente, che peccato, eppura era domenica. Forse una questione di comunicazione, di novità (siamo solo al secondo anno) e probabilmente indifferenza del grande pubblico non abituato a queste manifestazioni e non ancora pronto all’arte contemporanea. E’ vero che pochi collezionano, ma partecipare e guardare non è per addetti ai lavori. E poi più persone partecipano più si allarga il giro, ma mi sembra che le istituzioni non siano interessate, e questo a discapito del mercato/commercio dell’arte.
ArtO_Art Fair in Open City - Roma - 2009




Continua a leggere: ArtO'_Art Fair in Open City: reportage fiera
Sono tornata ai Mercati di Traiano, per vedere e rivedere i video (che mi sono piaciuti molto così come l’ambiente scelto) di “Solo al Buio“. Questa volta non ho fatto storie per il biglietto e l’addetto alla cassa era sorpreso. A quanto pare tutti i visitatori della fiera si sono arrabbiati per la spesa extra.
Molta più gente a vedere la manifestazione del cinema all’aperto, nessun rumore di lavori in corso, ma stesso problema di luce per alcuni video. In più alcuni problemi tecnici che sono stati però risolti. Con più tempo a disposizione ho visto bene tutti i video, rivalutandone alcuni, come “Crazy Horse” di Cyprien Gaillard. Molto lungo, se non lo si guarda interamente si capisce poco, e testimonia la performance di Koudlam al Skulpturepark in occasione della quinta Biennale di Berlino. Ho ripreso solo alcuni momenti, la parte finale con le esplosioni in atto. Pochi attimi anche per “Celebration” di Hans Op De Beeck, l’improbabile banchetto in mezzo al deserto; qualche immagine del fotoromanzo “Haunted” di Meris Angioletti.
Ma soprattutto l’intera sequenza degli altri video che insieme a “Mirage #3″ mi sono più piaciuti.
La bellissima danza funebre “Nummer Twee” di Guido Van Der Werve. Quest’ultima apre il post, mentre di seguito trovate “Embodied Truth” di Susanne Burner e “Nez wants to fly” di Sarah Ciracì.
Continua a leggere: Roma. The Road To Contemporary Art: altri video di Solo al Buio
Per ricollegarmi al post sulla fiera “Roma. The Road…“, l’appuntamento che ho preferito tra tutte le mostre, è “Solo al Buio”. Un caso di cinema ai Mercati di Traiano, dove l’arte contemporanea si integra e riesce ad interagire con l’ambiente circostante in modo intuitivo (nel senso che la percezione che si ha è confermata dalle intenzioni dei curatori. Non servono spiegazioni come nel caso di altri allestimenti). Il titolo può essere inteso come “soltanto al buio” o “da solo al buio”, e si riferisce all’esperienza della visione dei video che sono inseriti nelle celle del sito archeologico. Per vederli si crea un movimento. Si entra nelle celle, si guarda e ascolta, si esce, si osserva il panorama assolato, si rientra nella sale buie per la proiezione successiva, confondensosi con i turisti che sono lì per la Roma eterna (probabilmente ignari della fiera).
Ci sono comunque due cose che non funzionano e che rovinano i primi video (una volta superata la questione del biglietto). E cioè il rumore di sottofondo dei lavori che stanno facendo non so dove, che impedisce di sentire bene l’audio e la luce che filtra nelle celle (i lavori forse si interrompono il week end, e quindi si annulla il rumore, e se si visita l’esposizione dopo il tramonto si annulla pure l’effetto luce. Ma in caso contrario il problema c’è). Questo a discapito di alcuni video che è difficile vedere e ascoltare come “Scene for a New Heritage” di David Maljkovic del 2004. Come i light box di Pascale Marthine Tayou e la proiezione di Christodoulos Panayiotou. Quelli proposti successivamente si vedono/sentono e sono tra le più interessanti sperimentazioni che mi è capitato di vedere tra video e fotografia retro-illuminata.
Ho trovato molto belli “Mirage #3″ di Elisabetta Benassi del 2005; “Embodied Truth” di Susanne Burner del 2008; “Black Dew” di Eléna Nemkova del 2008, “Nummer Twee (just because I’m standing here, doesn’t mean I want to) di Guido Van Der Werve del 2003 e “Nez wants to fly” di Sarah Ciracì, animazione video ologrammatica del 2009.
Rimane la giornata di oggi per guardarli e riguardarli. Il video del post è “Mirage#3″ di Elisabetta Benassi+still da altri video. Altre immagini le ho caricate su flickr.
Solo al Buio, mostra ai Mercati di Traiano parte di Roma. The Road To…
Continua a leggere: Roma. The Road To Contemporary Art: reportage mostra Solo al Buio
Come per la parte mostre, anche quella relativa alla fiera di arte vera e propria di “Roma. The Road To Contemporary Art” (allestita a Palazzo Venezia, a Palazzo delle Esposizioni e al Complesso Monumentale di S.Spirito in Sassia) non ha mantenuto le aspettative. Meno presenze e meno contenuto innovativo. Siamo ancora ai teschi e ai brillantini. Basta, davvero Hirst ha già dato. Mi viene in mente solo tanta fotografia, tanto Bolla e qualcosa di Savini.
Se il calo di presenza sia un effetto della crisi o una conseguenza di poca convinzione verso la manifestazione non lo so, ma per me non è questo il punto. Trovo sia accettabile arrendersi di fronte alle conseguenze economiche, ma questo contrasta con la pretenziosità di questa edizione.
Molti talks, come a colmare con le troppe parole la mancanza di idee. Ho dedicato poco tempo a questi appuntamenti (anche perché è difficile gestire tutto), e forse li ho giudicati troppo in fretta e sono prevenuta. Ma ho spesso la sensazione che siano un modo per presenziare, aggiungendo poco di nuovo.
A questi eventi la parte divertente sono comunque le chiacchiere che inevitabilmente si sentono in giro (soprattutto i primi giorni, quando c’è poca gente e i collezionisti scendono per i pezzi migliori), tra gli stand, davanti alle opere o sugli shuttle. Basta tendere l’orecchio.
Mah! E’ un mah di delusione quello che apre il post “Roma. The Road To Contemporary Art 2009“, generato dalle aspettative non mantenute da questa seconda edizione della fiera romana. L’edizione 2008 mi era sembrata divertente e interessante (anche se aveva deluso altri), questa 2009, che sulla carta avrebbe dovuto essere più completa, si è dimostrata fiacca e più pretenziosa (e pomposa anche per i nomi coinvolti). Ci sono più sedi, per un totale di 7 luoghi diversi divisi tra fiera vera e propria e mostre, ma il contenuto è diminuito o diluito in tanti spazi, non so. Comunque sia l’effetto non è esaltante in generale e poi ci sono maggiori impedimenti rispetto all’anno passato (come fare foto!)
Per rimanere in tema di mostre/eventi collaterali alla fiera, grandissima delusione per “Cose Mai Viste”, alla seconda edizione curata da Achille Bonito Oliva, incentrata quest’anno sulle opere delle collezioni private degli artisti. Come sede è stato scelto Palazzo Barberini. Per me poche emozioni e molto buio.
Emozioni che calano progressivamente con le altre mostre. Non ho trovato innovazione in “Mediterranean”, modesto il tentativo di “Senza Rete” e dilettantistico lo sforzo di “Accademia della Accademie”. Per me avrebbero dovuto puntare meno al contenitore e ai nomi autorevoli, e più al contenuto (in pratica irrilevanti gli spazi, a meno che non li si voglia visitare, rilevanti i lavori proposti). L’unico evento che davvero mi è piaciuto, e che consiglio di non perdere (anche se bisogna pagare un costo aggiuntivo al biglietto della fiera) è “Solo al Buio” ai Mercati di Traiano, un cinema a cielo aperto, a cui dedico un post separato.
Roma. The Road To Contemporary Art 2009
Continua a leggere: Roma. The Road To Contemporary Art: reportage mostre