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Tutti gli articoli con tag flaminio gualdoni

Le ultime settimane di Tagliaferro al MAGA

pubblicato da Sara R.

Tagliaferro al MAGA
Maledetta lontananza. Ci pensavo quando mi è capitato sotto gli occhi il post su Aldo Tagliaferro, indimenticabile protagonista della Mac Art. Mi trovavo sul blog del critico Flaminio Gualdoni, quando mi si è accesa la lampadina, solo che stavolta non era gialla ma bianca e nera (e anche un po’ grigia naturalmente), come ne “L’io ritratto”, l’opera di Aldo Tagliaferro che mi ha letteralmente “fulminata”.

Tagliaferro, un nome che ritorna più presente negli ultimi tempi grazie a “L’immagine trovata (opere 1970-2000)”, la retrospettiva, nata dall’accordo con l’Archivio Aldo Tagliaferro e curata da Giulia Formenti, visibile al Maga di Gallarate fino al 29 gennaio. Un riconoscimento che finalmente gli rende giustizia (a poco più di due anni dalla morte) riunendo alla parte oggettiva dei suoi lavori, una preziosa serie di riflessioni metodologiche, annotate dall’artista stesso durante la realizzazione dei suoi progetti fotografici.

Perché è innegabile che Tagliaferro abbia pagato a lungo lo scotto dell’emarginazione, di quella posizione stretta che non comprese pienamente il suo spessore, come fa invece Gualdoni, preciso come un ago ipodermico nella sua definizione, e nel riconoscimento dello spazio teorico ritagliato dall’artista.

[…] Molto vicino per certi approcci alle coeve pratiche di verifica di Mulas, Tagliaferro è meno attratto dalla specificità dello statuto linguistico della fotografia e più della sua funzione di rappresentazione che si presume obiettiva, oltre che di congegno che innesca un rapporto con lo spettatore, con l’individualità variabilissima dell’esperienza di fruizione.

Via | flaminiogualdoni.com

Tagliaferro al MAGA
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Maria Papa. "La materia dell'anima" da Cortinaarte!

pubblicato da Sara R.

Maria Papa.
“La forza dell’anima” è quel sottile filrouge che attraversa tutte le opere di Maria Papa, scultrice polacca il cui destino “ha sposato” la Francia, e anche il nome scelto per la mostra curata da Flaminio Gualdoni, visitabile fino al 4 febbraio prossimo presso lo spazio espositivo Cortinaarte di Milano, nella quale saranno presenti anche alcuni gioielli artigianali realizzati dalla nipote Edith Laure Rostkowski. Una formazione in architettura e Belle Arti a Varsavia, la partecipazione attiva alla resistenza, il matrimonio con il Ludwik Rostkowski Jr, giovane politico emergente della Social-democrazia polacca, la nascita del figlio Nicolas (oggi gallerista proprio in quel di Parigi), lunghi periodi di studio nella “capitale francese dell’Arte” dove avviene l’incontro fatale con il giornalista e critico Gualtieri di San Lazzaro, fondatore e animatore della rivista XX siècle, ne hanno fatto una figura incontournable, ricchissima di sfaccettature e allo stesso tempo profondamente commuovente.

Nonostante sia impossibile descrivere appieno la sensazione di pace trasmessa dalle sue sculture levigate, ciò non toglie che la loro semplice immagine rievochi una sorta di confronto aspro, con una vita tanto dura quanto appagante, una specie di continuo camminare sul limitare di un abisso terribilmente presente, con la coscienza della responsabilità della serenità. Forse proprio per questo una delle sue opere-simbolo, dal evocativo titolo “Promesse de Bonheur”, è l’unico lavoro di un’artista non francese esposto alla sede dell’Assemblée Nationale.

Immagini tratte dall’esposizione virtuale dedicata all’artista

Via | cortinaarte.it

Maria Papa.
Maria Papa. Maria Papa. Maria Papa. Maria Papa. Maria Papa. Maria Papa. Maria Papa.

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La Grande Natura di Zauli a Legnano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si sono aperte con buon successo di pubblico a Legnano le mostre di Roberto Matta (Palazzo Leone da Perego), Aligi Sassu e Enrico Savi (Castello visconteo). Ad ulteriore suggello di questo importante momento espositivo per la cittadina lombarda, l’omaggio a Carlo Zauli, protagonista della scultura del ‘900.

Per la prima volta dopo due decenni verrà installata La Grande Natura a Palazzo Leone da Perego. SI tratta di un’opera monumentale creata nell’occasione dell’XI Quadriennale di Roma del 1986. L’opera verrà presentata mercoledi 11 novembre alle 21, attraverso uno speciale incontro-conferenza on Flavio Arensi, direttore di SALe, e Flaminio Gualdoni, curatore del volume monografico Carlo Zauli, scultore.

La Grande Natura esprime con la poeticità di un linguaggio semplice la dirompente forza erotica da cui appunto la natura nasce, “non come ispirazione, ma identificazione ed epifania della naturalità della materia e della forma”.

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