Ci sono performance e lavori artistici che noi blogger ogni tanto riusciamo a seguire nella loro evoluzione. FOODPOWER di Franca Formenti è uno di questi.
A suo tempo vi avevo raccontato il workshop all’Università “La Sapienza” orpitato dalla docente Luisa Valeriani, durante il quale gli studenti sono diventati per qualche ora performer, oltre che ascoltatori.
Ne avete già visto una bella falleria fotografica, ed ecco ora il video che ci regala qualcosa di più: a partire da una riflessione sulla condizione del lavoro e dell’università in Italia…
Eccomi oggi a riassumere questo lungo weekend fra performance, arte contemporanea e spazi museali che inizia giovedì mattina con la lezione di Franca Formenti all’università La Sapienza di Roma, ospitata dal corso di Luisa Valeriani a Scienze della Comunicazione, proseguita con la giornata di apertura di LPM e una inaspettata visita al MAXXI, sempre nel pomeriggio-sera del 27 maggio. Ci sono giorni che scorrono così e bisogna inseguirli.
Ma iniziamo dall’aula di Scienze della Comunicazione: una lezione insolita che culmina in una performance vera e propria con sorpresa degli studenti e anche mia. L’artista, munita di un invitante dolce di sfoglia con crema e frutti di bosco e un vassoio di pizze al gongorzola e zucca, rende protagonisti dell’azione un gruppo di cinque studenti volontari, che si ritrovano con i grembiuli Food Power addosso a distribuire cibo nel cortile dell’università. Il meccanismo ricalca la prima performance Food Power (accesso/non accesso al cibo) in una versione semplificata, remixata alla performance street food escort (accettare cibo dagli sconosciuti): solo le persone nate in giorni multipli di due (esempio 2, 4 , 8 etc…) potranno mangiare. Un dettaglio molto bello: prima di uscire dall’aula, i due food pusher che dovranno invogliare le persone a mangiare, servendosi di accendini riscaldano su un cucchiaio pezzi di pastafrolla profumata il cui odore si spande nei corridoi. Cibo come droga, dunque e l’immagine è molto forte.
Fuori, con mio stupore, pochi ragazzi accettano le leccornie esposte sui vassoi: molti affermano di essere a dieta, molti rifiutano con decisione, di quelli che accettano nessuno pensa a redistribuire il cibo fra gli amici esclusi. Il clima fra i ragazzi del corso coinvolti nell’azione è comunque festoso, l’energia circola. E per me vedere l’arte, la performance che si mescola alla routine didattica è qualcosa di meraviglioso.
Complimenti dunque sia alla Formenti come artista che a Luisa Valeriani come docente
[Foto in alto: Luisa Valeriani di spalle all’inizio della lezione assorta nell’ascolto]
FOOD POWER a Scenze della Comunicazione - Roma La Sapienza 27/05/2010




Vi presento oggi una bella intervista con Orsola Sinisi, filmaker indipendente che ha curato la regia di Beggar’s Food, l’ultima performance di Franca Formenti.
Orsola ci racconta come è iniziata la collaborazione con Franca a partire da FOOD POWER, il nuovo filone di ricerca sul cibo che l’artista segue da circa due anni con risultati veramente notevoli. Grazie ad Orsola scopriamo i giorni che hanno preceduto la performance e i luoghi i cui sono state fatte le riprese, in una milano prenatalizia gelida e innevata, sulle tracce degli invisibili: i barboni. Rireovo nel suo racconto la tenda confiabile allestita dal comune per far fronte all’emergenza gelo: lei era là con la sua telecamera a riprendere. Ma forse, soprattutto, ad istaurare un dialogo, una relazione. Della performance, seguiamo invece con lei i personaggi rubati dalla strada: passanti che si sono trovati coinvolti mostrando uno spaccato economico e sociale a tratti sorprendente di Milano. Infine EfeboCorto: un festival in sicilia in cui protagonisti dell’organizzazione sono un gruppo di ragazzi del liceo scientifico di Castelvetrano, coordinati da Enzalba Messina e Salvo Cuccia.
Ringrazio infine Orsola per averci regalato le foto della galleria: sono bellissime. Mentre proprio questa mattina Luisa Valeriani ospiterà nel suo corso una lezione su FOOD POWER all’università La Sapienza, che mi appresto a seguire.
Continua a leggere: Beggar's Food. Dalla performance a EfeboCorto, intervista a Orsola Sinisi
Abbiamo seguito su questo blog l’evoluzione del nuovo progetto artistico di Franca Formenti, FOOD POWER, che nell’ultima versione a febbraio la ha vista protagonista della performance “I’m Hungry / Hai Fame” nel centro storico di Milano: eccone il video con la regia e il montaggio di Orsola Sinisi.
Una performance diretta, emotiva, di impatto in cui i ruoli sociali si ribaltano: un gruppo di immigrati e senza fissa dimora, coloro che siamo abituati a vedere con le mani tese nell’atto di chiedere sigarette, caffè, spiccioli per un panino, muniti di grembiule FOOD POWER offrono cibo ai passanti.
Osservatene le facce, la sorpresa, lo spiazzamento: bellissimo il dialogo fra due anziane signore che si fanno riprendere mentre discutono di pensioni minime e complesse coabitazioni familiari…

Torna in scena a Milano martedì 2 febbraio alle 17:30 con I’m Hungry / Hai fame? Franca Formenti. FoodPower è un progetto creato nel 2007 che consiste in una serie di azioni e di spettacoli attraverso i quali ri-pensare il meccanismo alimentare, inteso come un nucleo di origine d’energia e strumento al centro di meccanismi di potere.
Fin dagli albori dell’umanità il cibo ha rappresentato un fenomeno culturale in continua trasformazione, FoodPower è un work in progress di azioni e situazioni che coinvolgono pubblico e professionisti del mondo del cibo. I’m Hungry / Hai fame? si svolge a Milano, in Piazza Argentina. Presso uno stand il pubblico può comprare il cibo preparato da cuochi eccezionali.
Piatti preparati da alcuni immigrati senza fissa dimora, che, dopo essere stati addestrati dal personale di Dissapore, hanno acquisito un elevato livello di competenza e di professionalità. Beggar’s Food è un evento collegato al cibo e al piacere del palato, ma allo stesso tempo si tratta di un prototipo per la creazione di un nuovo modello, un’inversione del meccanismo di domanda / offerta per coloro che vivono in difficili situazioni sociali ed economiche.
Dopo FOODPAWER, Franca Formenti ci presenta una nuova performance in cui il cibo è nuovamente protagonista: STREET FOOD ESCORT.
Location: il centro storico di Milano, dove una giovane donna distribuisce cibo per strada, invitando i passanti gentilmente a favorirne. “Una sperimentazione per capire come un individuo accetti caramelle da una sconosciuta, interagisca con lei e quanto sia importante la fruizione del cibo ora e perchè, soprattutto in un momento dove la paura e l’ansia regnano indisturbate sulla metropoli milanese“, come si legge nello statement artistico, che propone una riflessione su alcuni aspetti della realtà contemporanea: il cibo “sempre più protagonista della nostra epoca, di nuovi cyborg che affidano alle papille gustative la loro appartenenza a un mondo sempre piu digitale, virtuale, solitario ma ancora legato ad una realtà decadente e sempre più buia.“.
La perfomance ha come sfondo l’ordinanza che nel territorio milanese impedisce la distribuzione pubblica di cibo, provvedimento che (leggittimamente) desta sospetto, rabbia e inquetudine (e non solo a Milano). L’azione artistica non intende entrare nel merito della polemica se l’ordinanza è democratica o no, interrogandosi piuttosto sul significato sociologico di come l’atto di mangiare messo fuori legge si carichi ulteriormente di significato e fascino.

Ho ricevuto qualche giorno fa il comunicato della nuova performance di Franca Formenti, artista con la quale abbiamo collaborato per tutto il 2007 alla performance Angel-f/Biodoll . Questa volta Franca ha deciso di esplorare un aspetto fondamentale per l’esistenza (e la sopravvivenza) di ogni ogni forma di vita: il cibo. FoodPower, è questo il nome della performance, si svolgerà il 13 settembre nella galleria Duetart a Varese.
Avevo subito deciso di dedicare un post all’evento, ma rileggendo il comunicato sono stata molto incuriosita dal testo, tanto che ho deciso di chiamarla per saperne di più: ne è venuta fuori una bella intervista telefonica di cui riporto il contenuto anche per voi.
Non svelerò cosa avviene nella performance come è giusto che sia… Vi posso però solo invitare a fare un salto alla Duetart se sabato verso le 19 siete nei pressi di Varese: è davvero da non perdere e magari possiamo riparlarne insieme visto che io non ci potrò essere.
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