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Tutti gli articoli con tag francis bacon

Da Bacon ai Beatles - La mostra con la colonna sonora alla Permanente di Milano

pubblicato da Barbara

Rockettari artofili aprite le orecchie: alla Permanente di Milano fino al 12 febbraio 2012 potrete vedere la prima mostra di pittura corredata di colonna sonora , dal titolo “Da Bacon ai Beatles. Nuove immagini in Europa negli anni del rock”. Se volete capire -o farvi un bel bagno nostalgico- nello “zeitgeist”, lo spirito del tempo degli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso eccovi un consistente aiuto; 70 opere tra sculture e quadri, prestate da collezioni importanti e che vedono autori come Bacon, Dubuffet, Appel e Cesàr e i francesi Errò, Arroyo o Samuel Buri.

C’è anche una delegazione italiana ovviamente, con opere di Schifano, Giacometti, Adami, Romagnoni e Baj, ma non poteva certo mancare una nutrita presenza inglese con Hamilton, Hockney, Blake e la serie di stampe di Richard Hamiltont dal titolo Swinging London, ispirate al famoso scandalo di arresto per droga di Mick Jagger. Questo ventennio è stato segnato dal ribaltamento dei valori sociali, dell’arte figurativa e del mondo musicale, ecco perchè si è pensato bene di amalgamare l’arte con la musica.

L’idea è quella di offrire un’esperienza avvolgente, una vera e propria immersione nel mondo scatenato di quegli anni, attraverso le audioguide che accompagnano ogni opera con commenti musicali e parlati. Spiegare l’arte con Elvis, The Doors, con i Rolling Stones e i Beatles: arrivano le nuove frontiere della fruizione artistica, sempre più ricca di suggestioni emotive. E ora non mi resta che scoprire se poi ti vendono anche la compilation da portare a casa.

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Sapresti indovinare a quale artista è appartenuto questo studio?

pubblicato da Daniele

studios
Il modellismo è un’arte dal sapore inquietante. Dai lavoratori in miniatura posti nelle antiche tombe egizie in modo da servire il defunto nell’aldilà, alle famiglie col volto di porcellana chiuse nelle case di bambole dell’epoca vittoriana, c’è sempre un senso magico e feticistica, per cui l’artista sembra catturare l’anima di persone e luoghi imprigionandoli in una miniatura. L’artista francese e regista Charles Matton, coetaneo di artisti come César e amico di filosofi, tra cui Paul Virilio, ha trasferito le strane proprietà del modellismo in una forma d’arte elevata. I suoi interni in miniatura, che saranno in mostra a Londra il mese prossimo, sono precisi simulacri tridimensionali degli studi di alcuni grandi pittori e scultori moderni.

In realtà, molti artisti contemporanei si sono dedicati alla costruzione di piccoli mondi come in un’intesa e personale ricerca di significati segreti. Come le scatole di Joseph Cornell, le opere di Charles Matton sono evidentemente il frutto di intenso lavoro. Non sono solo il tributo di un grande appassionato, ma anche il desiderio di avvicinarsi allo spazio vissuto da quei grandi artisti. con la consapevolezza di poter rivivere la loro grandezza soltanto in piccolo. Qui sopra vi proponiamo tre foto dei suoi lavori, riuscite a indovinare gli artisti che hanno lavorato in questi studi? Ecco gli indizi contenuti nelle didascalie, da sinistra a destra: 1) Chi è l’artista che è andato giù al pub e ha lasciato questo casino? 2) Un artista che ha azzardato, ha amato ed era un genio 3) Chi ci ha lasciato delle figure sottilissime e un’aria di disperazione esistenziale? Se non sapete rispondere continuate a leggere e guardate in fondo all’articolo.

Via | The Guardian

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Bacon e Dalì protagonisti da Sotheby's a Londra

pubblicato da Lorenzo Mazza

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Il mercato dell’arte torna a infiammarsi con gli ottimi risultati di Francis Bacon e Salvador Dalì da Sotheby’s di Londra. Un trittico dell’artista inglese, Tre studi per un ritratto di Lucian Freud (1964), ha totalizzato oltre 27 milioni di euro, mentre un lavoro di Salvador Dalì, Ritratto di Paul Eluard (1929), è stato venduto per oltre quindici milioni (tre volte le stime di prevendita), superando ogni record d’asta per l’artista spagnolo..

Per Bacon si sono dati battaglia dieci collezionisti provenienti dai quattro continenti. Alla fine l’ha spuntata un mercante d’arte tedesco (Lachmann), che acquistava per conto di un acquirente russo. L’opera dà una visione intima dell’amico Freud, rappresentato con colori brillanti e molta intensità drammatica.

Il trittico di Bacon, veramente bello, faceva parte di una collezione privata e non tornava sotto i riflettori da oltre quaranta anni.

Bacon e Dalì protagonisti da Sotheby’s a Londra
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Let Us Face the Future

pubblicato da Lorenzo Mazza


Let Us Face the Future (Lasciateci affrontare il futuro oppure Guardiamo in faccia il futuro), un’affermazione che suona come un campanello d’allarme in questi giorni in cui l’Europa è attraversata dalle legittime proteste di studenti e giovani disoccupati. Ma questo non è lo slogan sullo striscione di una manifestazione, ma il titolo di una mostra che prende il via oggi alla Fondazione Joan Mirò di Barcellona.

Si tratta di un viaggio attraverso l’arte britannica dal dopoguerra alla fine degli anni Sessanta (1945-1968). Ottantotto opere di artisti del calibro di Henry Moore e Francis Bacon, David Hockney, Anthony Caro e Bridget Riley. C’è spazio anche per i collages di Eduardo Paolozzi, scozzese di origine italiana precursore della pop art, Peter Blake (nella foto sopra) e Richard Hamilton.

Poi i pittori della scuola di St. Ives (villaggio di pescatori della Cornovaglia), Peter Lanyon e Roger Hilton, i costruttivisti (Victor Pasmore su tutti) e il nuovo figurativismo di Lucian Freud, Leon Kossoff e Frank Auerbach.

Insomma, la più grande mostra sulla pittura inglese mai realizzata in Spagna, ricca di incontri ed eventi collaterali, che andrà in scena fino al 20 febbraio 2011.

Let Us Face the Future
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L'importanza della fotografia per gli studi pittorici di Francis Bacon

pubblicato da margherita

John Deakin, Black & White photograph of Francis Bacon. Collection: Dublin City Gallery, The Hugh Lane. Copyright 2010 The Estate of Francis Bacon

A Compton Verney, nello Warwickshire, Inghilterra, è stata allestita una piccola mostra per dimostrare un punto importante nella pittura di Francis Bacon e quindi per la percezione da parte del pubblico dei suoi lavori, e cioè il ruolo che la fotografia ha ricoperto negli studi preparatori pittorici dell’artista.

Bacon, il cui tema prevalente è stata la figura umana, raramente dipingeva dal vivo i nudi, piuttosto dipingeva direttamente sulla tela senza disegni preparatori. Si è spesso detto che il risultato finale fosse l’espressione di sue immagini inconsce.

La mostra, Francis Bacon: In Camera, vuole dimostrare come in realtà l’artista, per ogni nuova tela, partissse sempre da un’immagine preesistente trovata in una rivista o in un libro fotografico. Una volta trovata l’immagine ispiratrice, Bacon la utilizzava come stimolo o come mezzo per accedere al suo inconscio.

E’ la prima volta che una mostra si focalizza sul metodo di lavoro e sull’origine del materiale impiegato da Bacon. A parte alcuni dipinti significativi realizzati tra il 1944 e il 1989, l’esposizione comprende materiale d’archivio dello studio dell’artista, che si trovano oggi a Dublino, presso la City Gallery The Hugh Lane, oltre a spezzoni di video e still fotografici. Scatti di Muybridge e John Deakin sono stati disposti accanto ai dipinti, come punti di riferimento per capire il percorso di Bacon. Fino al 20 giugno.

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Addio a Leonardo Cremonini

pubblicato da michele

Leonardo Cremonini. Les Sursitaires

E’ morto ieri a Parigi, all’età di 85 anni, il pittore Leonardo Cremonini. Fu uno dei grandi animatori della “Nuova Figurazione“, quel movimento artistico che, nato alla fine degli anni ‘50 ed esploso negli anni ‘60, ha voluto porre al centro dell’attenzione il realismo unito alle istanza di una pittura tutta contemporanea.

Meno conosciuto in patria (forse perché viveva a Parigi dai primi anni ‘50), Cremonini è uno degli artisti italiani più stimati da Francis Bacon, che di lui disse: “Se prendessi un mio quadro di cani e lo mettessi accanto a uno dei suoi cani dipinti, non penso ne uscirei benissimo”.

Un pittore che ha intrattenuti rapporti amichevoli con i più grandi scrittori italiani, fra cui Italo Calvino e Dino Buzzati, e che ha avuto tra i suoi maestri Gio Ponti e Mario Sironi. Artsblog lo ricorda con una galleria.

Leonardo Cremonini

Leonardo Cremonini. Les Sursitaires Leonardo Cremonini. Sole nell'ombra Leonardo Cremonini

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I lavori di arredatore di Francis Bacon per la prima volta in mostra

pubblicato da Alessandro

Bacon

Nascosti in collezioni private per decenni, sono sopravvisuti ai tentativi di Francis Bacon di distruggere le sue prime opere, che egli riteneva inferiori ai capolavori della maturità. Si tratta dei prodotti da arredatore che l’artista realizzò nei suoi primi anni di attività.

Gli esperti sostengono che i pezzi in questione offrono un quadro fondamentale di come il lavoro di designer di interni abbia influenzato le opere più famose di Bacon.

La mostra celebrativa del centenario della nascita dell’artista, che cadrà il prossimo 28 ottobre, intitolata Francis Bacon: Early Work, che si terrà al Tate Britain, comprenderà anche tre tappeti ed un paravento decorato, risalenti al 1929, periodo in cui l’artista arredava case a Londra.

Fonte: Telegraph

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Peter Welz / William Forsythe: Retranslation, a Roma

pubblicato da Elisa

Peter Welz,  William Forsythe: Retranslation

Benvenuta, Giornata del contemporaneo 2009. Il 3 ottobre alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma apre “Retranslation | Final Unfinished Portrait (Francis Bacon) | figure inscribing a figure”, installazione di Peter Welz e William Forsythe presentata nel 2006 al Louvre a Parigi.

L’accoppiata, che ha già lavorato insieme nel 2004, è formata da un giovane scultore e video artista tedesco, Welz, che lavora sul corpo e sul suo movimento, e da uno dei più celebri coreografi contemporanei, l’americano Forsythe. L’installazione prende spunto dal quadro incompiuto che Francis Bacon lasciò sul cavalletto quano morì: Welz ha ripreso con diverse telecamere una performance di Forsythe, che lascia al suo passaggio tracce dei movimenti con le mani e i piedi, che ricompongono su un foglio bianco, posto al suolo, le linee del quadro di Bacon.

Final Unfinished Portrait (1991-1992) mostra uno sfondo abbozzato e una figura umana che avanza: nei tre grandi schermi dell’installazione viene proposta in loop la performance ripresa da diverse angolazioni, e il risultato è un affascinante esperienza tra video, pittura e danza, molto apprezzata nella sua “prima” parigina. Fino al 25 ottobre. Per gli amanti di Welz, segnaliamo che a Bergamo la Galleria Fumgalli gli dedica una personale, dal 10 ottobre al 30 novembre.

Peter Welz, William Forsythe: Retranslation
Peter Welz,  William Forsythe: RetranslationPeter Welz,  William Forsythe: Retranslation

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Chi ha dominato il mercato dell'arte nel 2008

pubblicato da Giovanni De Stefano

Artprice ha pubblicato un completissimo documento di 37 pagine dedicato ai trend del mercato delle aste d’arte dello scorso anno, scaricabile da qui (in inglese).

Il documento include un’analisi di come il mercato dell’arte, nonostante possa essere facilmente inserito nella nicchia - quasi intatta dalla crisi economica - del lusso, in realtà possa contribuire a delineare un 2008 che parte con un’euforia speculativa, ma chiude con una violenta contrazione.

La classifica dei dieci maggiori artisti per volume di ricavi alle aste è dominata (nell’ordine) da Picasso, Francis Bacon e Andy Warhol, ma quello che ha meravigliato gli analisti è trovare al quarto posto un artista vivente in piena attività, come Damien Hirst, e per giunta distanziato di pochissimo da quel terzo mostro sacro dell’arte contemporanea.

Via | Artprice

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Sottotono l'asta d'arte contemporanea di Christie's

pubblicato da Sara

Jeff Koons da Christie's

Se l’asta tenutasi da Sotheby’s il 5 febbraio scorso aveva fatto ben sperare gli addetti ai lavori su un effetto mite della crisi economica sul mercato dell’arte, la vendita tenutasi da Christie’s l’11 e il 12 febbraio ha decisamente frenato l’ottimismo.

La vendita serale è stata a dir poco fulminea: 31 lotti battuti in soli 36 minuti con un incasso di 8.392.750 sterline inglese, la cifra più bassa totalizzata da Christie’s negli ultimi cinque anni. Due delle opere di maggiore importanza sono rimaste invendute: si tratta di Man in Blue IV di Francis Bacon, e di una tela di Mark Rothko Green, Blue, Green on Blue, stimato tra i 2,5 e i 3,5 milioni di sterline.

Il fatto che i compratori abbiano snobbato due maestri del genere mette in discussione la tendenza a preferire nomi consolidati a fenomeni modaioli, rimescolando le carte in tavola nei trend di mercato. Tra gli invenduti anche artisti amatissimi come Robert Indiana, Richard Prince e Anish Kapoor.

Bene Jeff Koons, comprato da Mr. Gagosian sempre pronto a mantenere alte le quotazioni dei suoi artisti. Buoni risultati anche per artisti italiani “classici” come Alberto Burri, la cui Combustione Plastica è stata la seconda opera più pagata (825.000 sterline inglesi) dell’asta.

Il management di Christie’s parla di acquisti “più disciplinati” e di situazione non preoccupante. Pare però che il mercato dell’arte non sia definibile in questo particolare momento storico. Solo il tempo e le prossime aste sapranno svelare di più.

Le aste di Febbraio 2009
Alberto BurriFrancis BaconJean Dubuffet

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