Ormai abbiamo perso il conto delle mostre prodotte in occasione del centenario futurista, mostre grandi, piccole, belle, meno belle… presentiamo comunque l’ultima nata, quella che chiuderà il 2009 (e aprirà il 2010), alla collezione Wolfson di Genova: “Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste”.
Questa volta, a testimonianza del movimento, saranno esposte grafiche pubblicitarie e oggetti in ceramica: credo che i punti interessanti della mostra potrebbero essere due, come suggeriscono i curatori. Innanzitutto l’osservazione della pubblicità come riflessione su “quella sottile linea di demarcazione che separa la persuasione pubblicitaria e la propaganda politica”: infatti i futuristi, ovviamente, introdussero nei manifesti pubblicitari i loro principi fondanti, la macchina, la velocità, la modernità…
Il secondo punto interessante è il riferimento al contesto regionale della Liguria che, dopo l’ovvia importanza di Faenza nella realizzazione delle ceramiche futuriste e non solo, vide la nascita di una produzione espressamente futurista presso la Casa Giuseppe Mazzotti di Albisola, il cui direttore Tullio firmò nel 1938 con Marinetti il manifesto “Ceramica e aeropittura”. Per gli infaticabili del centenario, fino all’11 aprile 2010.
Futurismo oggi è la rassegna con cui Firenze si inserisce nelle celebrazioni per il centenario del futurismo. Ultima tra le città italiane ad omaggiare il movimento ideato da Filippo Tommaso Marinetti, Firenze lo fa con un programma di iniziative molto particolare. Nessuna grande mostra con migliaia di visitatori (di cui peraltro Firenze è già piena), l’intento è quello di creare un momento di riflessione e riportare nel capoluogo toscano la freschezza e la vitalità del futurismo.
Domani sabato 31 ottobre dalle 10.30 alle 12.30 (ingresso libero) presso il Cinema Odeon in Piazza Degli Strozzi Achille Bonito Oliva terrà una conferenza-performance. Con Marinetti il rumore della vita entra nel suono dell’arte, dice il critico-curatore. Firenze è stato un laboratorio, un’incubatrice dove, attraverso gli incontri tra letterati e intellettuali (Soffici, Papini, Chini) la cultura delle avanguardie italiane ha alzato la testa e assunto una statura europea.
Il futurismo ha sempre professato la pariteticità tra i linguaggi: pittura, performance, installazione hanno pari dignità a livello artistico. Il futurismo è un movimento fuido, liquido, che ha invaso come una benefica alluvione tutti i linguaggi. La polimatericità, il superamento del museo e dell’accademismo sono conquiste senza precedenti. L’abbraccio mortale col fascismo, l’adesione di Marinetti al Regime, secondo Bonito Oliva sono da ascrivere anche alla rivalità tra Marinetti e D’Annunzio.
L’evento di inserisce nel progetto Toscanaincontemporanea ed è a cura di Marco Cianchi. Per informazioni +39 0574 531828

Prosegue la nostra visita virtuale alla mostra sul Futurismo Balneare in corso alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio. Cinquanta opere in mostra per riscoprire gli anni d’oro del futurismo. Tra i locals, da segnalare la presenza di Uberto Bonetti, dalla cui matita nacque la maschera simbolo del Carnevale di Viareggio, il Burlamacco. In mostra dieci opere rappresentative del suo rapporto col futurismo. Il Ritratto-caricatura di Marinetti, le aerovedute, alcuni manifesti pubblicitari e la cartellonistica del carnevale.
Più controverso il rapporto col futurismo di Moses Levy. Pur avendo aderito a quel movimento artistico d’avanguardia che successivamente divenne anche espressione artistica del regime fascista, il pittore di origine ebrea fu colpito dalle Leggi Razziali del 1938. In mostra il suo quadro più spiccatamente futurista, Tram n.7, poi Cinema Eolo e Folla sul Lungomare, che rendono viva testimonianza di quegli anni ruggenti. Moses Levy farà tesoro della lezione futurista sul colore e la vibrazione della luce, incentrandovi buona parte del suo linguaggio negli anni successivi.
Toscano anche Primo Conti, artista precocissimo che fu notato dai futuristi all’età di tredici anni quando compose l’opera musicale Romanza per violino e pianoforte. Nel 1917, quando il pittore aderì ufficialmente al Futurismo, abitava già stabilmente a Viareggio. In mostra il suo Autoritratto con Accapatoio al mare e il Saltimbanco.
Continua a leggere: Futurismo Balneare, il reportage (2a parte)

Vi presentiamo oggi la prima parte del Report da Futurismo a Viareggio e in Versilia – Accadimenti e Riflessi dal 1918 al 1940, che si è inaugurata lo scorso 10 ottobre. Con questa mostra la città toscana comincia un’azione di recupero del suo passato artistico più nobile. Galeotta fu una mostra che nacque quasi spontaneamente novantun’anni fa al Kursaal, grande albergo e luogo di cultura oggi scomparso, in cui erano soliti soggiornare molti artisti. Fu l’avvocato Luigi Salvatori, uomo politico socialista, a lanciare il sasso.
Di quell’avvenimento ci restano poche testimonianze, un nome, Esposizione d’Arte d’Avanguardia Italiana, una data che la colloca nella seconda metà di agosto del 1918 e una serie di personaggi che vi presero parte: Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Primo Conti e Achille Lega. Tutti artisti che erano soliti passare le vacanze da queste parti, dipingevano e organizzavano esposizioni nate quasi per caso nelle calde estati. Quella volta sembra che fecero le cose davvero in grande e l’eco giunge fino a noi grazie ad una pubblicazione del 1919 di Filippo De Pisis dal titolo Pittura Moderna, che rifletteva sul portato di quella mostra.
A dir la verità, se anche il catalogo è andato perso, un’altra cosa ci resta, il bozzetto della locandina, che Fortunato Depero disegnò a matita, prendendo spunto da un suo dipinto. Proprio La Bagnante di Depero, che insieme a Profughe alla stazione di Primo Conti e la scultura in bronzo Ritratto di Bino Sanminiatelli di Enrico Prampolini rappresentano le tre opere che di quella mostra vengono riproposte a Viareggio fino al 20 dicembre.
Continua a leggere: Futurismo Balneare, il reportage (1a parte)

La “carovana” delle celebrazioni futuriste fa tappe anche a Viareggio dove dal 10 ottobre fino al 20 dicembre è in programma Futurismo Balneare. La sede è la Gamc, Galleria di arte Moderna e Contemporanea di Piazza Mazzini, proprio di fronte al mare.
Il Futurismo a Viareggio e in Versilia. Accadimenti e Riflessi dal 1918 al 1940 è una mostra organizzata dal Comune di Viareggio e dall’associazione Caleidoscopio, a cura della nuova direttrice del centro Alessandra Belluomini Pucci e Riccardo Mazzoni. L’intento della mostra è celebrare lo speciale rapporto che questo territorio ha intrattenuto con le avanguardie del primonovecento ed in particolare il futurismo. Una storia fatta di Toscana, mare, percorsi artistici che si incrociano nella fecondità creativa delle vacanze.
Quaranta le opere in mostra, di autori come Uberto Bonetti, Primo Conti, Guido Dal Monte, Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Krimer, Achille Lega, Moses Levy, Alberto Magnelli, Alberto Magri, Antonio Marasco, Enrico Prampolini, Ram, Ardengo Soffici, Thayaht, Lucio Venna, Lorenzo Viani.

In questi giorni a Venezia non si fa altro che parlare d’arte contemporanea, tra Biennale, Controbiennale, Punta della Dogana e chi più ne ha più ne metta.
Non bisogna dimenticare, però, che ha inaugurato ieri a Palazzo Correr, “Futurismo 100. Astrazioni”, la seconda mostra della staffetta Rovereto-Venezia-Milano dedicata al centenario del Futurismo.
Se l’appuntamento di Rovereto ha messo in luce i rapporti del Futurismo con le altre avanguardie europee, a Venezia si vedrà in particolare l’aspetto astratto del movimento artistico, sottolineandone lo spessore e sempre confrontandolo con i risultati di altri movimenti (per esempio il Cubismo).
La mostra rimarrà aperta fino al 4 ottobre, offrendo per molti mesi una pausa dal “delirio” Biennale
celebrazione del centenario del manifesto futurista



Continua a leggere: Futurismo 2009: la mostra a Palazzo Correr Venezia dal 5 giugno

Si è aperto il 5 giugno il convegno “ARS in Ara. Arte e comunicazione nell’era di Second Life” a cura di Musei in Comune (Marina Bellini) e Uqbar (Paolo Valente), a testimoniare il particolare interesse del comune di Roma (e in particolare dell’Assessorato alla Cultura) nella sperimentazione dei nuovi media.
Avendo partecipato all’evento di apertura, ve ne offro un reportage.
Location, Ara Pacis (piccola nota, il recente atto vandalico è stato cancellato e la parete è tornata al suo bianco abbagliante: solo per terra si nota una alone sfumato di vernice verde e rossa che è stata cancellata…). Molto bella la sala convegni anche se un po’ eccessiva l’aria condizionata: poca la luce, infatti le foto lasciano un po’ a desiderare, ma le ho fatte comunque.
[Foto in alto, intervento di Derrick de Kerckhove]
Continua a leggere: ARS in Ara. Reportage dall'inaugurazione
Futurismo sì, ancora, ma visto attraverso una serie di manifesti. Così Alessandria presenta e ospita un evento legato al Movimento nell’anno delle sue celebrazioni. “A+B+C/F=Futurismo. 100 anni di parole in libertà” si potrà visitare nelle sedi di Palazzo del Monferrato e Museo del Cappello dal 14 giugno al 26 luglio.
Una raccolta dei più importanti manifesti del Futurismo per la cui inaugurazione, 14 giugno alle ore 17, è prevista una conferenza-spettacolo tenuta dal critico televisivo più simpatico, apprezzato e seguito: Philippe Daverio.
I manifesti sono il tema intorno a cui ruota la mostra, perché i futuristi amavano manifestare, spiegare, ri-costruire sulle proprie idee l’universo circostante. Possono essere quindi una buona chiave di lettura per comprendere l’Avanguardia futurista. Il percorso espositivo si apre con il Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909, a cui seguono quasi 4 decenni di produzione teorica e di segni grafici. Ma non mancano lavori di altre tipo, come dipinti, sculture, fotografie del Museo Alinari, lettere e libri.
Una cosa che mi sembra molto interessante, soprattutto per chi ama l’architettura è la sezione curata all’interno della mostra (nella sede di Palazzo del Monferrato) intitolata “The visionary man”, che è dedicata a Antonio Sant’Elia e ai suoi progetti visionari. 30 opere sono messe a confronto con il pensiero sull’architettura di Daniel Libeskind. La sezione dei manifesti della moda è ospitata invece nella sede del Museo del Cappello. La grafica e la progettazione della mostra sono di Ugo Nespolo.
A B C/F = Futurismo. 100 anni di parole in libertà - Palazzo del Monferrato e Museo del Cappello di Alessandria






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L’ondata del centenario futurista arriva anche a Londra presso la Tate Modern, con la mostra “Futurism”, che aprirà il prossimo 12 giugno. L’esposizione sarà la più grande mai dedicata al Futurismo in Gran Bretagna negli ultimi trent’anni.
“Futurism” indagherà le origini del Futurismo, dall’esposizione del 1912 alla Galerie Bernheim di Parigi e poi alla Sackville Gallery di Londra. In mostra, dunque, l’impatto dirompente della corrente sull’Europa, sulle avanguardie parigine, sulla Gran Bretagna e la Russia.
La selezione degli autori in mostra comprende Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Pablo Picasso, Georges Braque, Sonia Delaunay, Robert Delaunay, Raymond Duchamp-Villon, Natalya Goncharova, Liubov Popova, David Bomberg, Wyndham Lewis, C.R.W. Nevinson e Jacob Epstein. Avanti con i festeggiamenti, fino al 20 settembre.
Anche il Macro Future di Roma ha voluto celebrare il Futurismo, ed ha scelto un modo tutto suo per farlo, rispetto alle mostre che percorrono il paese. Non ha raccolto dipinti e sculture, bensì manifesti.
In “Futurismo. Manifesto 100×100” dalla sterminata letteratura del movimento futurista nei vari ambiti del vivere civile e di espressione artistica, sono stati selezionati cento manifesti come cento sono gli anni trascorsi dal 1909. Preceduti da una videoinstallazione fatta di 33 piccoli monitor su cui girano le foto di tutti i protagonisti del movimento futurista italiano, sotto teche di vetro sono stati raccolti i fogli originali di questi manifesti. In una sala è stata allestita una video proiezione sul Movimento e su Boccioni (che sfortunatamente era guasta durante la mia visita).
Non posso dire che la mostra mi abbia particolarmente coinvolta, ma il taglio è particolare e l’allestimento, come dice Achille Bonito Oliva, il curatore, ha l’obiettivo di massaggiare il muscolo atrofizzato dello spettatore, rendendo questo spazio frantumato, fluido, continuo, fratturato, catastrofico, con l’esposizione dei 100 manifesti originali. Ma questo non basterebbe, sarebbe come esporre 100 feticci, a noi interessa scongelare, vaporizzare le parole contenute nei manifesti e produrre un’estetizzazione espositiva attraverso un percorso che è senz’altro frutto dalla volontà del curatore ma anche della collaborazione degli architetti che hanno sposato questa necessità.
Anche per questa manifestazione domenica gli spettatori erano tanti, e comunque c’è tempo fino al 17 maggio per visitarla.