Il genio creativo di Gabriel Orozco, 49enne poliedrico artista messicano, è da ieri in mostra alla Tate Modern di Londra. L’allestimento, che prosegue fino al 25 aprile, è a cura di Jessica Morgan e cerca di tenere insieme due aspetti centrali della poetica dell’artista. Il gusto per l’ironia e per il gioco e la capacità di parlare della caducità della vita.
Oggetti trovati, alterati in modo sottile nella loro essenza, sculture di assemblaggio che rivelano nuovi modi di guardare a qualcosa che ci è familiare. Un teschio con un motivo geometrico, una Citroën DS, che l’artista ha fatto a fette, dividendola in tre parti e ha poi ricomposto senza la parte centrale.
Completano l’allestimento una serie di scatti pescati quasi casualmente in giro: l’acqua raccolta in un pallone bucato, scatolette di cibo per gatti disposte sulla cima di una fila di angurie in un supermercato. Attimi di vita e di arte che si mostra alla vita. Con curiosità, con gioco.
Vi ricordate dei Memorabilia di Lehman Brothers in asta a Londra di cui vi avevamo parlato? La vendita presso la casa d’aste Christie’s si è tenuta proprio nel secondo anniversario del fallimento del gruppo bancario, il più grande della storia imprenditoriale degli Stati Uniti.
L’auction, il cui curatore fallimentare è PricewaterhouseCoopers (PwC), puntava a raccogliere più di 2 milioni di euro, per rimborsare, almeno in parte, i creditori della banca. Comprendeva circa 300 pezzi, che si sono contesi quasi 1.200 galleristi, collezionisti, banchieri ed alcuni ex-dipendenti Lehman, la maggior parte dei quali connessi via web, tanto da stabilire un record europeo per numero dei partecipanti ad un’asta online.
Tra le altre, c’è una nota piuttosto singolare. I dipendenti hanno voluto portare un segno di Lehman Brothers a Londra. Il lotto 1001, una targa che commemora l’apertura degli uffici di Lehman’s Canary Wharf da parte di Gordon Brown nel 2004. Ad aggiudicarsela è stata un compratore anonimo che ha telefonato, per la modica cifra di 42 mila sterline (più di 50 mila euro), circa quattordici volte le stime di prevendita.
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Il Kunstmuseum di Basilea dedica una bella retrospettiva a Gabriel Orozco (fino all’8 agosto 2010), con installazioni, sculture, fotografie, dipinti e disegni dell’artista messicano nato nel 1962. Diviso tra New York, Parigi e Città del Messico, Orozco è un nomade in continuo movimento. La sua ricerca mette insieme diversi livelli di esperienza visiva, chiamando in causa questioni socioculturali, viste dalla sua prospettiva latino-americana.
I suoi artefatti visivi si coagulano nei più diversi contesti, dimostrando una predilezione per materiali a basso costo. Ozco si concentra sui territori marginali, su ciò che è appena visibile, riconfigurando forme ed elementi di senso. A livello tecnico la sua è un’attività pienamente artigianale. Trovare, raccogliere, modificare, attivando le potenzialità artistiche di elementi diversi come un pallone da calcio, dei rottami di ferro arrugginito, le ossa di una balena o delle semplici uova al tegamino.