
Proprio domani, 1 ottobre 2010, il terzo canale della filodiffusione, Rai Radio 3, festeggia orgogliosamente i 60 anni di vita. Come molti voi sapranno, si tratta di una delle poche realtà nel nostro paese che promuove la musica, l’arte, la cultura e la letteratura con grande competenza e qualità.
Per iniziare i festeggiamenti si apre da oggi a Roma, nel foyer dell’Auditorium parco della Musica, La voce delle immagini, una mostra a cura di Filippo Maggia dove 7 fotografi (Gabriele Basilico – autore della foto qui sopra, Vincenzo Castella, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Walter Niedermayr e Francesco Radino) si confrontano e portano alla luce il loro particolare rapporto con il mezzo radiofonico.
Se è vero che la radio non si vede è altrettanto vero che le fotografie non si sentono, entrambi sono linguaggi che lasciano spazio ai sensi e all’immaginazione e necessitano in qualche modo di un completamento. A ciascun fotografo è stato chiesto di proporre un insieme di suoni, rumori, parole, oppure un brano musicale, per contribuire a raccontare la propria selezione di scatti.

Settembre caldo a Venezia, oltre alla Biennale di Architettura, sono molte le iniziative in programma. La Fondazione Giorgio Cini dedica una retrospettiva a Gianbattista Piranesi, artista poliedrico vissuto nel settecento. Le Arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista, designer apre i battenti sabato 28 agosto, all’Isola di San Giorgio Maggiore. Un percorso curato da Michele De Lucchi che attraversa l’intera produzione di questo artista poliedrico e affascinante.
Da una parte le stampe originali, oltre 300, provenienti dalle collezioni grafiche della Fondazione, dall’altra una serie di ricostruzioni moderne che ci riportano la freschezza del linguaggio di Piranesi, non scevro a costruzioni fantastiche e multiformi.
Uno stile che faceva già largo impiego del sincretismo e si prodigava in progetti ambiziosi quanto immaginari, come le Carceri d’Invenzione, architetture mentali e visionarie, o la serie delle Diverse Maniere di adornare i Cammini. Piranesi portò in auge il gusto per l’arredo classico, miscelandolo a nuove istanze decorative e definindo uno stile ad oggi attualissimo, tra eccessi barocchi e soluzioni iperboliche.
Accompagna l’allestimento una serie di fotografie di Gabriele Basilico scattate soprattutto a Roma e Paestum, i luoghi delle vedute di Piranesi, citati anche da Margherite Yourcenar nel saggio che a lui dedicò.
Le Arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista, designer





Lo sguardo separato eppur sempre presente di Gabriele Basilico torna in mostra a Milano. Dal 16 settembre al 12 dicembre 2010 la Fondazione Stelline ospiterà Istanbul 05.010, una selezione di 32 immagini dalla capitale turca. Una mostra frutto di due distinti viaggi del fotografo milanese, il primo nel 2005 in occasione della IX Biennale di Istanbul, il secondo quest’anno, quando Istanbul è divenuta Capitale Europea della Cultura.
La ricerca di Basilico è quella di un documentarista, che mantiene una buona dose di distacco e una profonda adesione al dato reale. L’occhio della macchina fotografica mette a fuoco le contraddizioni degli ambienti metropolitani, l’apparente mancanza di identità di quei ‘non-luoghi’ che molto spesso finiscono per assomigliarsi e assottigliarsi.
L’animo delle persone, la loro cultura però, finisce sempre per conferire una particolare tonalità di colore, ricoprendo l’universale, l’indistinguibile e impersonale, con il particolare, lo scrigno dei segreti di chi osserva la realtà nel suo infinito frammentarsi e ricomporsi i maniera originale.
Fino a domenica 13 giugno a Reggio Emilia ha luogo la nuova edizione (la quinta) di “Fotografia Europea“: 120 eventi (tra conferenze, installazioni e spettacoli) che accompagnano le vere e proprie esposizioni, dislocate in più di 240 sedi. Mostre e immagini che hanno come tema comune l’incanto, un tema che lascia molto spazio alla creatività del singolo artista (qui il programma completo).
Molti gli “incanti” nello sguardo trasognato di una persona, ma anche un paesaggio può evicare quella sensazione magica. Tra i protagonisti Gabriele Basilico, Laura Serani, Ferdinando Scianna, ma anche Peter Hook e Kevin Cummins. Ma molti sono anche gli spettacoli che faranno da cornice all’evento, come “Quartieri illuminati”, una rivisitazione artistica (con incontri, eventi, performance) dei luoghi industriali della città.
Ma Fotografia Europea è anche l’occasione per porgere un omaggio a uno dei grandi sperimentatori dell’arte fotografica, Man Ray, che verrà celebrato con una grande mostra.
Fotografia Europea a Reggio Emilia
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Dal 16 aprile al 18 luglio, nella sede di piazza San Marco, la Fondazione Bevilacqua La Masa mostrerà le immagini dell’archivio fotografico che Italo Zannier, uno dei massimi esperti di fotografia, ha raccolto in una vita, e che la fondazione ha acquisito nel 2007.
Nella mostra “Il furore delle Immagini” verranno presentate ben 260 fotografie, un’occasione importante per leggere la fotografia italiana dagli esordi fino ai giorni nostri. Si parte dai dagherrotipi di fine ‘800 per giungere, attraverso gli anni ‘30 e ‘40, alla fotografia contemporanea.
Immagini di Gabriele Basilico (quelle di Beirut del 2000), Mimmo Jodice, Mario Giacomelli, Franco Fontana e, tra gli altri, un libro di Nadar con dedica autografa. Insomma, alcuni illuminanti documenti di un archivio che può vantare 12.000 volumi e 1300 fotografie…
La valle d’Aosta, con la sua splendida fortezza di Bard, presenta fino al 2 maggio una mostra fotografica dedicata all’architettura. “La visione dello spazio. Fotografia come architettura”, a cura di Roberto Mutti, è una mostra dal duplice intento: mostrare come gli spazi sono stati organizzati nella realtà, e sovrapporre a essi la lente del fotografico.
E queste lenti sono molto diverse l’un dall’altra: ci sono i bianco e neri di Gabriele Basilico, ma anche le composizioni poetiche di Andrea Garuti; ci sono le composizioni di Maurizio Galimberti, ma anche le atmosfere surreali del tessuto urbano di Franco Donaggio. Una mostra a tutto tondo sulla concezione dello spazio, e di cui il forte di Bard, restaurato in maniera splendida ma secondo le tradizioni locali, rappresenta in qualche modo un esempio perfetto di integrazione.
Una mostra molto piacevole, che getta un occhio sulle tendenze classiche e più avanguirdiste della fotografia contemporanea e che è stata allestita in un luogo veramente speciale. Guardate nella foto notturna di cosa stiamo parlando.
Stefania Beretta, John Davies, Franco Donaggio, Maurizio Galimberti, Andrea Garuti, Margherita Spiluttini e Vladimir Sutiaghin.

Collezionista, gallerista, storica dell’arte, lo scorso 24 gennaio si è spenta a Milano Claudia Gian Ferrari. Lascia un’importante collezione, 44 opere sono destinate al FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e altre 58 al MAXXI di Roma.
A Milano, dove la Gian Ferrari ha costruito il suo Studio di Consulenza per il ‘900 Italiano e l’Arte Contemporanea, la gallerista non è mai andata d’accordo con le istituzioni museali. Ha affidato così al Fai il suo patrimonio legato al primonovecento, in gran parte ereditato dal padre Ettore Gian Ferrari, che l’allestirà a Villa Necchi Campiglio, in corso di restauro secondo il progetto originario degli anni ‘30 dell’architetto Piero Portaluppi. L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella e Oreste ed Elettra di De Chirico, La famiglia del pastore di Sironi e due Nature Morte di Morandi, solo per fare qualche nome di questa parte della collezione.
Il resto è appunto destinato al Maxxi e crediamo che anche il nuovo consulente per le acquisizioni Vittorio Sgarbi non abbia avuto niente da ridire. Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Patrik Tuttofuoco, Charles Avery, Gabriele Basilico, Mattew Barney, Stefano Arienti, Christian Boltansky, Bruna Esposito, Tony Cragg, Lara Favaretto, Anselm Kiefer, Pier Paolo Calzolari, Ettore Spalletti, Pedro Cabrita Reis, Marlene Dumas, Urs Luthi, Vic Muniz, Wolfgang Tillmans, Chen Zhen e molti altri.
Dunque, per quanto riguarda il Maxxi aspettiamo soltanto che questi capolavori, già inclusi nei cataloghi del museo, vengano inclusi in qualche mostra, mentre per il Fai dovremo attendere la fine del restauro della sede. Un ringraziamento da parte di tutta la cultura italiana va all’intera famiglia Gian Ferrari.
Bisognerà un po’ correre qua e là per vedere la mostra “Il Grande Gioco. Forme d’arte in Italia 1947 – 1989”, che vuole creare un percorso artistico compreso dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla caduta del muro di Berlino. La mostra, infatti, è suddivisa in tre spazi che, a partire dal 24 febbraio, si succederanno: dal 1947 al 1958 al Museo d’arte contemporanea di Lissone; dal 1958 al 1972 alla Rotonda di via Besana di Milano; e infine dal 1972 al 1989 alla alla GAMeC di Bergamo.
A Lissone si cercherà di indagare l’arte dal dopoguerra al grande spartiacque della vita culturale italiana, il 1958 (inizio del boom economico). Al centro dell’attenzione, dunque, ci saranno Soldati, Munari, Dorfles, Prampolini, Fontana, e con loro il gruppo Forma 1, Origine, e i movimenti nucleari e spaziali.
Molto ricca la sezione dedicata al periodo ‘58-’72, a Milano. Periodo di grande fermento culturale, che vede perdere il confine netto tra pittura e scultura, e l’affermazione di artisti quali Manzoni, Lo Savio, ma anche l’arte povera, con Mario Merz, Pistoletto, Boetti (tra gli altri).
Continua a leggere: A Lissone, Bergamo, e Milano: "Il grande gioco", una mostra si fa in tre

La camera dello sguardo – Fotografi italiani è il titolo della mostra che fino al prossimo 21 marzo 2010, presso Palazzo Sant’Elia di Palermo, porta in scena solo talento 100% italiano per quanto riguarda l’arte della fotografia.
Promossa dalla Provincia regionale di Palermo, organizzata da Civita e curata da Achille Bonito Oliva, la mostra è una collettiva di 29 autori tra i quali Gabriele Basilico, Oliviero Toscani, Ugo Mulas, Franco Fontana, Lia Pasqualino, Beatrice Pediconi, Dino Pedriali, Paolo Pellegrin, Marialba Russo e Paola Salerno, assieme ad altri.
Attraverso gli scatti esposti si viene a creare un viaggio ideale che parte dagli anni ’50 e si protrae sino ad oggi descrivendo luoghi, facce, illuminazioni e pensieri con il tocco unico che solo la fotografia dei grandi maestri riesce a dare…

Quattro artisti per quattro generazioni, a confronto dal 3 dicembre al 10 gennaio 2010 da V.M.21 artecontemporanea (Via della Vetrina, 21) a Roma. Gabriele Basilico, classe 1944, presenta una fotografia di Ponte Sisto che ci introduce all’ambiente fluviale e ai ponti di Roma.
Simone Bertugno, classe 1963, presenta una scultura in ceramica lucida, realizzata senza studi preliminari o bozza preparatorie, il cui nome Matermateria evoca un universo primigenio in cui sono immerse le forme, un luogo dove coesistono sensi e forme di vita ibride, in continua trasformazione.
Goldiechiari (Sara Goldschmied, 1975, Eleonora Chiari, 1971) propongono la loro visione che emerge da un contesto urbano. Ninfee # 9 è un lavoro che ricicla le grandi ninfee di Monet a Giverny, trasformandole in quinte teatrali che fanno da scenografia al ben più orrendo spettacolo della quotidianeità. Bottiglie di plastica, lattine, sporcizia, due paesaggi che si sovrappongono e cortocircuitano.
Infine Mehran Elminia, pittore iraniano classe 1975, il cui lavoro si situa in una posizione di costante bilico. Il gusto orientale per una figurazione rarefatta, quasi inscindibile dal segno che la compone ci conduce verso opere in continua evoluzione.