Dall’11 marzo al 24 aprile i delicati alberi dipinti da Lucas Reiner arrivano a Roma per una personale dedicata all’artista dalla Galleria Traghetto.
Reiner inizia la sua carriera di “ritrattista” di alberi metropolitani attratto dalla tenacia che questi esseri dimostravano nel sopravvivere alle condizioni di Los Angeles, sua città d’origine. Se parliamo di ritratti e non di paesaggi è per un motivo specifico. L’artista rimuove completamente il contesto e l’ambiente circostante, costringendo il nostro sguardo sulle forme insolite che gli alberi hanno assunto pur di resistere e continuare a vivere. In questo modo, querce e betulle dalle chiome recise e con i rami tagliati vengono assunte a metafora della straordinaria tenacia della natura nella lotta alla sopravvivenza.
E devo ammettere che davanti all’inquinamento, al traffico e ai pesanti interventi edilizi delle città provo il suo stesso stupore e ammirazione nel guardare gli alberi di Roma, sapendo che ci sopravviveranno.
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Si intitola “Anonym“, la mostra di Anne-Karin Furunes ospitata alla Galleria Traghetto di Roma dal 18 settembre all’8 novembre.
Per questa mostra l’artista ha ripreso immagini di donne comuni, trovate in un vecchio album di un archivio svedese, sottoposte ad un programma segreto condotto per cinquant’anni dal governo svedese, che aveva lo scopo di favorire la sterilita’ nei soggetti considerati deviati psichici o un peso per la societa’. Il programma e’ stato reso pubblico solo negli anni Settanta.
L’autrice norvegese realizza tele di grandi dimensioni formate da migliaia di fori di varie dimensione, in bianco e nero, prendendo come base fotografie di archivio di volti anonimi che buca a mano. Questo per indagarne la personalita’ e l’identita’ dei soggetti scelti. In questo caso c’e’ stata la volonta’ di liberare da questo esperimento le donne ritratte per ridare quella forma di dignita’ e rispetto di cui erano state private.
Una presenza-fantasma quella di queste figure, accentuata dalla tecnica dell’artista. Le tele per prendere forma dipendono dai movimenti dell’osservatore e dal gioco della luce. Osservata da vicino, l’immagine, che è in scala di pixel, si dissolve in un ordine astratto di punti. Ad una certa distanza la figura viene restituita alla nostra percezione.
Con “Una settimana e un giorno”, Beatrice Meoni arriva a Roma per la prima personale nella capitale, ospitata dalla Galleria Traghetto dal 20 giugno al 25 luglio.
Il lavoro dell’artista si concentra sull’immagine attraverso l’uso di fotografie, stampe, proiezioni, che contribuiscono a ricostruire ricordi e memorie personali. E’ particolare la combinazione dei materiali utilizzati, mischiati tra di loro per creare contaminazioni originali. Pittura con tessuti, garze, foto, colore che ricostruiscono dei momenti di vita segnati dai giorni della settimana. Momenti reali di persone sconosciute che si mescolano all’immaginazione artistica.
La Meoni ha creato infatti una sorta di calendario pittorico dove assegna ad un giorno una tela. Ha realizzato così, sette momenti di esistenze sconosciute fotografati e riportati su una tela, giorni qualunque impressi tra le righe e la pittura, appesi su una comune carta da parati, la stessa della foto, da dove finisce o inizia un altro giorno.
Una settimana e un giorno - Beatrice Meoni - Galleria Traghetto - Roma



La Galleria Traghetto di Roma ospita dal 22 maggio la personale dell’artista siciliana Loredana Longo intitolata “Cover”, pensata appositamente per gli spazi della galleria.
Seguendo un percorso, da lei stessa definito estetica della distruzione, alludendo con questo alla fugacità delle cose, l’artista ha realizzato di recente un progetto intitolatato “Explosion”, ovvero interni di una casa accuratamente costruiti come scenografie, poi fatti esplodere e filmati per la documentazione.
Alla deflagrazione segue poi la ricostruzione degli oggetti distrutti. Questa poetica della conservazione è riproposta in “Cover”, dove l’azione di coprire, custodire, proteggere, blocca la realtà in una visione tutta personale, nella quale si prevede che qualcosa dovrà succedere, e alla fine qualcosa accadrà, configurando le forme dei futuri rapporti e svelandoli nella loro fragilità.
Continua a leggere: Cover. A Roma l'estetica della distruzione di Loredana Longo
Dal 4 aprile e fino al al 18 maggio, la Galleria Traghetto ospita, nella sua sede romana di via Reggio Emilia, la prima personale dell’artista giapponese Hiroyuki Masuyama che dedica il suo lavoro attuale a Roma, così come l’aveva vista nell’800 il pittore inglese William Turner.
Il lavoro di Masuyama consiste nello scattare centinaia di fotografie ai monumenti romani immortalati da Turner, per poi riunirli in una sola immagine presentata in un light box, ricreando il dipinto originale nei minimi dettagli e conservandone le dimensioni.
Dematerializzazione del soggetto, abolizione delle forme e adozione di una gamma di colori audace e luminosa sono le caratteristiche dell’opera di Masuyama, che ha dedicato cicli precedenti di opere a Caspar David Friedrich e a Venezia, ponendosi come anello di congiunzione tra l’arte del passato e il presente.
Continua a leggere: Hiroyuki Masuyama fa rivivere la Roma di William Turner

Prima a Roma dal 2 febbraio, poi a Venezia da maggio, la Galleria Traghetto presenta l’artista lituano Andrius Zakarauskas.
Lo stile che caratterizza l’autore è l’uso di una pennellata decisa e densa, la separazione netta delle figure umane dallo sfondo, la fusione di astrazione e realismo, la mancanza o distorsione della prospettiva, tutto per sostenere le condizioni precarie di un’umanità isolata ma non smarrita.
Ciò che rende surreali, comici e allo stesso tempo inquietanti i suoi lavori è la scelta di separare, tagliare, alcune parti del corpo delle figure disegnate e spargerle per la tela. I titoli sono importanti ai fini della comprensione dell’opera, completando ciò che è implicito.
La mostra inaugura il 2 febbraio a Roma con la presenza dell’artista, dove rimane fino al 10 marzo.
La Galleria Traghetto di Roma inaugura il 29 di questo mese la prima “Portraits and Landscapes”, una mostra di videodipinti del duo artistico Lohner & Carlson.
Il ritratto e il paesaggio sono i temi delle opere, influenzate dallo stile dei dipinti fiamminghi del XVII secolo, da quelli inglesi settecenteschi e forse da alcuni lavori di Edward Hopper.
Utilizzando strumenti moderni, gli artisti ripropongono la quotidianità, non con il dipinto, ma attraverso filmati inseriti in monitor senza cornice.
Lohner & Carlson hanno una storia molto interessante alle spalle. Henning Lohner ha studiato regia con il grande regista francese Louis Malle e ha firmato due film di Frank Zappa dove ha conosciuto il cameramen Van Carlson. Insieme hanno raelizzato lavori sperimentali con il compositore John Cage.
Portraits and Landscapes, Lohner & Carlson, Galleria Traghetto, Roma, dal 29 novembre al 20 gennaio 2008.