Uno dei lati positivi della crisi mondiale è la creatività a catena che riesce a generare, oltre che tra i comici satirici e i vignettisti, anche tra gli street artist. Non che sia una forma d’arte di suo priva di nuovi stimoli, anzi, ma è di certo quella che più rispecchia la situazione attuale. È così che in una delle città europee più fervide dal punto di vista artistico, Berlino, sta per andare in scena una mostra alla West Berlin Gallery dedicata ai Dissidents, un gruppo di dieci artisti, tra cui due italiani. Sul sito ufficiale si legge la definizione di dissidente secondo il progetto che aprirà i battenti il prossimo 17 novembre:
“…Il 2011 ha dato il via ad una simile catena di eventi, che ha unito le persone e che ci spinge a prendere i nostri governi per le palle e domandare ai governi quello che è nostro di diritto, i diritti umani. Un dissidente, in senso lato, è una persona che sfida attivamente una dottrina stabilita, la politica o l’istituzione. Cercando la verità e la sensibilizzazione, gli artisti che abbiamo scelto per questo progetto lottano per la non-conformità e per creare un lavoro rappresentativo di opposizione politica e sociale, rendendoli pionieri dell’attività dissidente. Consapevolmente o meno, cercano l’onestà, la sfida dei confini, quindi creare arte come un modo per veicolare questo messaggio.
Gli artisti in questione portano in scena diverse tipologie di realtà. BR1, uno degli artisti italiani, negli ultimi anni ad esempio ha studiato la figura della donna musulmana: storia, tradizione, fonti legali e lo sviluppo nella società contemporanea. Altro artista italiano di spicco presente alla collettiva è Giacomo Spazio, che utilizza come sempre immagini pop, colori fluorescenti, vecchie fanzine punk, il cui impatto risulta decisamente cinico e sovversivo. Ecco i nomi degli altri “dissidenti”: SP38, Alias, Prost, Emess, Linda’s Ex, Niark1, Jakob Tolstrup.
Dissidents - West Berlin Gallery




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Giacomo Spazio – Pop Life è una personale che apre i battenti da giovedì 27 gennaio 2011 alla The Don Gallery di Milano. Nato nel 1957, Spazio già dal 1975 si interessa all’arte nello spazio urbano, scrivendo frasi poetiche sui muri di Milano, da solo o insieme al gruppo Poesia Metropolitana.
Attivo nella scena punk dei primi anni ottanta in Italia, suona e si dedica a fanzine e produzioni indipendenti, arrivando nel 1987 a fondare l’etichetta Vox Pop. N ogni sua attività la poesia svolge un’importante funzione, nel tentativo di liberare l’uomo dalla schiavitù
Alla The Don Gallery presenta le sue ultime produzioni pittoriche, lo stile è quello del pop, rivisitato dai territori della controcultura. Dentro c’è spazio per la musica, la pratica del sampling e delle citazioni…una miscela contemporanea che si basa sulla post-produzione e che in Giacomo Spazio trova radici e ragion d’essere.
“Io amo la pratica del campionamento, l’ho praticata totalmente e non mi sono mai lamentato quando qualcuno l’ha fatto con i miei lavori… questa è libertà d’espressione? Anarchia allo stato puro? la dinamica culturale alla base di questo secolo? Si tratta dell’eredità infinita della ricombinazione, che viene direttamente dal secolo scorso?”