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Tutti gli articoli con tag giappone

Visitando 'Monet e il Giappone' a Palazzo Reale di Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza

Monet

A più d’un mese dall’apertura della grande mostra “Monet e il Giappone. Il tempo delle ninfee” a Milano, è tempo per proporvi un piccolo resoconto della visita. Si tratta di un percorso coraggioso, che raccoglie venti stupendi lavori appartenenti alla fase più matura del maestro francese. La vita nel suo giardino a Giverny era scandita dalla cura delle piante, le sue ninfee, gli ibis, le rose, i salici e il ponte in legno, uno dei punti nevralgici nella costruzione dell’armonia dell’ambiente. Proprio qui a Giverny era riuscito a costruire uno studio ampio e luminoso, in cui poter lavorare con grandi tele.

A Milano in mostra fino al 7 settembre, tracce di un viaggio che ha condotto Monet nel cuore della luce, dove la rappresentazione dell’ambiente diviene un tutt’uno con la mutevolezza legata al nascere e morire del sole. Pur nella palese somiglianza dei soggetti, ogni tela conserva un’indecifrabile seduzione dovuta al mistero che ne circonda la creazione. Il punto d’osservazione, il colore del cielo, il vento, ogni cosa resta impressa nel momento del quadro.

Per certi versi questa tecnica del Monet più maturo è già pittura performativa. Conserva traccia del ritmo della pennellata, del momento, dell’improvvisazione, dello scorrere dell’energia senza compromessi. Il giardino getta un ponte tra natura e cultura umana in cui Monet si fa regista, scenografo ed infine documentatore di se stesso, delle sue figlie/piante. Ecco quindi anzitutto la storia di un rapporto davvero speciale tra un uomo e un contesto vegetale, che sono reciprocamente a darsi vita. Un consiglio quindi che vi do, proprio per assecondare questa ricerca continua dei punti di vista e dei punti di luce di Monet, è di vedere la mostra cambiando spesso il vostro posizionamento rispetto alle tele. Certi fiori hanno bisogno proprio di essere visti da lontano, per capirne l’intricato reticolo di ombre e luccichii. Da vicino è altra cosa, bellissima comunque, ma più astratta, indecifrabile.

Monet e il Giappone. Il tempo delle ninfee
Monet e il Giappone. Il tempo delle ninfeeMonet e il Giappone. Il tempo delle ninfeeMonet e il Giappone. Il tempo delle ninfeeMonet e il Giappone. Il tempo delle ninfee

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Le installazioni salate di Motoi Yamamoto

pubblicato da Sara

Motoi Yamamoto

Motoi Yamamoto è uno straordinario artista giapponese che ho scoperto vagando sulla rete. Yamamoto crea installazioni il cui unico materiale è il sale. Spesso si tratta di disegni poggiati sul pavimento, tanto dettagliati che è difficile distinguere i granelli di sale.

L’ispirazione di Yamamoto scaturisce da un’esperienza dolorosa, la morte di sua sorella a causa di un cancro. Da allora la riflessione sulla memoria, su ciò che cambia e svanisce col tempo ha nutrito l’opera dell’artista. Osservando le sue opere, come Yamamoto stesso osserva, la sensazione percettiva è quella di qualcosa di “quasi avvicinabile, ma non fino in fondo”, “comprensibile, ma non del tutto”. Il sale d’altro canto è una sostanza profondamente legata ai rituali funebri in Giappone.

Un’opera delicata e profonda, illustrata ampiamente sul sito personale dell’artista.

Motoi Yamamoto: installazioni di sale
Motoi Yamamoto: installazioni di saleMotoi Yamamoto: installazioni di saleMotoi Yamamoto: installazioni di sale

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I paesaggi di Masakatsu Kondo

pubblicato da Sara

masakatsu kondo, paesaggio

Il paesaggio è una delle fonti di ispirazione più profonde per gli artisti giapponesi sin dall’antichità; chi ha avuto la fortuna di visitare il paese del Sol Levante avrà certamente notato la straordinaria pittoricità della natura giapponese.

Lo sa bene Masakatsu Kondo, artista giapponese trapiantato a Londra. Trovo che i suoi dipinti siano straordinari. Nei suoi paesaggi è chiaro quanto la tradizione paesaggistica antica (penso ad esempio a Hokusai) abbia influenzato la cultura giapponese contemporanea – dalle animazioni di Hayao Miyazaki alla grafica di Takashi Murakami.

Le opere di Kondo sono allo stesso tempo affascinanti e inquietanti, cartoline di luoghi ideali ma estremamente solitari, che incantano e allo stesso tempo ingannano lo spettatore con sublime artificialità.

Masakatsu Kondo
Masakatsu KondoMasakatsu KondoMasakatsu Kondo

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I bambini cattivi di Yoshimoto Nara

pubblicato da Sara

Yoshimoto Nara, Star islans, 2003

In Giappone è popolarissimo e i gadget delle sue creazioni si possono trovare nei negozi dei più importanti musei d’arte contemporanea di tutto il mondo: si tratta di Yoshimoto Nara, artista giapponese formatosi a Tokyo.

Le sue illustrazioni hanno iniziato a riscuotere successo intorno agli anni Novanta grazie al loro fascino naif. Le sue creazioni ritraggono bambini adorabili ma inquietanti, imbronciati e spesso dotati di armi come forbici e coltelli. Anche se Nara ribadisce il carattere non aggressivo dei suoi soggetti, questi risultano in qualche modo minacciosi per il contrasto tra l’innocenza iconografica con cui sono realizzati e la solitudine cupa che contraddistingue le loro espressioni.

Nara ha esposto in numerose gallerie internazionali e una personale è in corso fino al 7 febbraio presso la Blum and Poe di Los Angeles. Le sue opere sono ormai troppo costose ma la caccia ai gadget è aperta!

Illustrazioni e installazioni dell’artista giapponese
Illustrazioni e installazioni dell'artista giapponeseIllustrazioni e installazioni dell'artista giapponeseIllustrazioni e installazioni dell'artista giapponese

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Yoko Furusho, un' illustratrice giapponese a New York

pubblicato da Barbara

yoko furusho

Yoko Furusho è un’illustratrice giapponese e questo è evidente dalle acconciature stile gheisha che ricorrono nelle sue opere. Surreale ma distante dagli eccessi di Takashi Murakami, il mondo da lei raffigurato mi ricorda molto l’anime Mademoiselle Ann dell’illustratrice Waki Yamato: leggiadro, fiorito, impertinente.

Tartarughe sorridenti e aironi svolazzanti tra i fiori di ciliegio, oppure polipi pesciolini e peonie. Se vi piace l’iconografia dello stile manga, con i suoi dettagli antropologici sottesi, come il modo di vestire o quello di mangiare, l’espressività e la postura, guardate il suo portfolio.

Mi piace quel suo gusto del colore, un po’ slavato, seppiaceo. E ritorniamo così al Giappone, Yoko è nata e cresciuta a Tokyo, città famosa anche per il mitologico mercato del pesce. Attualmente vive e lavora a New York dove ha frequentato la School of Visual Arts.

yoko furusho
yoko furushoyoko furushoyoko furushoyoko furusho

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Inakadate Land Art. Nel 2008 c'è anche lo sponsor

pubblicato da margherita

Inakadate Rice/Land Art - 2008

E’ già passato un anno e il riso nella regione di Inakadate è tornato a fiorire, trasformando ancora una volta i campi delle risaie in un’opera di land art.

Per l’edizione 2008 però si è presentata una novità inaspettata.

Dal 1993 si porta avanti questa tradizione di arte del riso per attrarre pubblico nella zona, che infatti arriva sempre più numeroso (l’anno passato 240 mila visitatori). Quest’anno si era deciso di sponsorizzare l’evento, per avere un ritorno economico (visto anche l’aumento del costo del riso). E così è stato incluso nel disegno il logo della compagnia aerea giapponese JAL, accanto alle divinità Daikoku (dio della prosperità) e Ebisu (protettore dei pescatori e dei mercanti).

Inakadate Rice/Land Art - 2008
Inakadate Rice/Land Art - 2008Inakadate Rice/Land Art - 2008Inakadate Rice/Land Art - 2008

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Rinpa Eshidan, live painting dal Giappone

pubblicato da contemporanea

Quello che vedete qui sopra è “1week of art works”, il primo video del collettivo giapponese Rinpa Eshidan in cui mi sono imbattuta, ma navigando nel loro sito potete trovarne altri altrettanto belli.

Rinpa Eshidan è un gruppo di artisti, guidati da Noiz-Davi e Daisuke Yamamoto e accomunati dalla passione per le performance, durante le quali realizzano esempi di live painting, opere dipinte dal vivo in tempo reale e filmate. Il loro interesse prinicipale, infatti, non è il prodotto finito ma il processo creativo.

Nel novembre del 2005, Noiz e Daisuke hanno riunito un team di artisti per il progetto di cui il video che vi mostro fa parte, in cui i dipinti sono stati creati uno dopo l’altro e uno sull’altro, come se fossero ciascuno il punto di partenza del successivo.

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Kodama-Takeno, la scultura vivente in ferrofluido

pubblicato da contemporanea

Spiegare in poche parole cosa sia un ferrofluido non è cosa complicata: un liquido, originariamente utilizzato dalla NASA, che si polarizza in presenza di un campo magnetico. Quello che hanno fatto nel 2001 le artiste giapponesi Sachiko Kodama e Minako Takeno con il progetto “Protrude, Flow” e che ho scoperto qualche tempo fa in rete, però, è straordinario.

Si tratta di un’installazione interattiva che sfrutta le dinamiche del moto dei fluidi così da modificare in tempo reale la materia. “Protrude, Flow” è un liquido magnetico costituito da polvere microscopica di ferro sciolta in un solvente (acqua, olio) e posta al centro di una stanza. Un microfono dall’alto capta i rumori dell’ambiente, le voci degli spettatori, i suoni composti dalle stesse artiste e li trasmette ad un computer che a sua volta li trasforma in impulsi elettromagnetici. Il risultato è un campo di forze che agisce sul ferrofluido, modificandone l’aspetto, la struttura, la forma in una materia che sembra avere la plasticità di un oggetto metallico. Si tratta dunque di una scultura interattiva e mutante, un’opera pulsante che risponde immediatamente agli input esterni. Una telecamera, infine, riprende il tutto e proietta l’immagine su uno schermo.

Nell’impossibilità di assistere allo spettacolo, niente più del video che vi propongo potrà chiarirvi le idee. Oltre a “Protrude, Flow”, un’opera più recente di Sachiko Kodama è “Morpho Tower“, basata sullo stesso principio e di cui potete trovare immagini e informazioni nel sito dell’artista.

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I piccoli grandi pianeti di Naoki Honjo

pubblicato da margherita

Sweden - Naoki Honjo

Nelle immagini i “Piccoli Pianeti” di Naoki Honjo, fotografo giapponese maestro delle miniature fotografiche (che d’ora in avanti avranno tag tilt shift, visto il numero di artisti giovani che si dedicano alla tecnica).

Gli scenari a grandezza naturale assumono un significato diverso nel momento in cui, rimpiccioliti, sembrano dettagli di giocattolini, invertendo il naturale in innaturale. C’è anche un suo libro “Small Planet“, sull’argomento, pubblicato nel 2006.

Fotografie di Naoki Honjo
Sweden - Naoki HonjoStation - Naoki HonjoSwimming Pool - Naoki Honjo

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Kako Ueda ritaglia teschi di carta

pubblicato da margherita


Ancora teschi e scheletri, ancora Memento Mori, ancora lavori in carta.

Lavori in carta di Kako Ueda

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