Dal 28 maggio al 30 giugno, in mostra presso il CSArt di Reggio Emilia le creazioni del giovane artista Matteo Beltrami (classe 1980).
Come vedete dalle foto della gallery, un mondo colorato, un tratto naif quasi infantile, un personaggio stilizzato a tinte pop che si ripete, al quale vengono di volta in volta associati elementi simbolici e narrativi diversi. Proprio grazie a questo peronaggio Beltrami ci parla di tematiche profonde, che vanno dall’uomo al suo ambiente, rivendicando una dimensione sociale per l’arte.
La mostra, a cura di Chiara Serri, si intitola “Think Tank” (letteralmente serbatoio di pensieri), proprio a sottolineare una pittura che dà un corpo alle idee che popolano la nostra mente (o meglio qualla dell’artista), e raccoglie una decina di opere su tela e su carta, tutte realizzate nei primi mesi del 2011.
Iniziamo la settimana con una densa intervista a Eleonora Oreggia, aka xname.
Forse qualcuno di voi si ricorda di lei e del lavoro che abbiamo conosciuto circa un anno fa, Virtual Entity. Lo spunto iniziale dell’intervista nasce ancora da lì: a marzo, nel corso della mostra “Remix the World! Reinvent Reality” ospitata dalla Furtherfield Gallery (Londra), Virtual Entity è stata presentata per la prima volta sotto forma di un’installazione, ma sono tante le novità strutturali aportate al progetto, da una web app fino all’ifovisualizzazione delle diverse sostanze che compongono la Ve. Per questo ho chiesto a Eleonora raccontarcele.
Il nostro dialogo online è proseguito toccando due nuovi progetti appena conclusi: “Noise_Objects”, frutto di una residenza artistica presso Acess Space (Sheffield) e “FlavourCollider”, realizzato in collaborazione con l’artista ed ipnotista ispano-britannico Marcos Lutyens e presentato per la prima volta al Festival Future Everything (Manchester).
Come avete notato, tanta Inghilterra. Eleonora si è infatti trasferita a Londra dove attualmene vive e lavora. L’ultima domanda, quasi inevitabile, riguarda la questa “migrazione” e la possibilità concreta di portare avanti i suoi progetti qui in Italia. La cosidetta “fuga di cervelli” è fenomeno cronico e saldamente radicato in tutto il paese, lo sappiamo: ringrazio Eleonora per avermi risposto preferendo a facili retoriche il racconto della sua esperienza diretta.
Buona lettura.
[Servizio fotografico by Valentina Schivardi]
Eleonora Oreggia: Virtual Entity & Noise_Objects





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TRACCE è il titolo scelto per la collettiva tutta dedicata a giovani artisti che si svolgerà a Bologna presso lo spazio Bellezza Orsini, sede dell’associazione culturale Teatro dell’Otium che da circa un anno si occupa di promuovere arti figurative e performative prevalentemente sviluppate da talenti emergenti.
Doveroso, a questo punto, citare tutti i giovanissimi che daranno vita alla collettiva: Andrea Palamà, Arianna Piazza, Dario Molinaro, Emanuele Puzziello, Fabio Mazzola, Flavio Romualdo Garofano, Francesca de Cesare, Giacomo Bagnara, Luigi Copello, Luigi Massari, Pasquale de Sensi, Patrizia Emma Scialpi, Pierpaolo Febbo, Sam Punzina, Stefano de Longhi.
Un augurio per ognuno di loro è quello di risentirne parlare presto e in tante occasione. Per chi volesse iniziare a conoscerli, la mostra sarà aperta al pubblico dal 1 al 30 aprile: l’ingresso è libero con tessera associativa di 1 euro.

Da alcuni anni a questa parte è possibile destinare il cinque per mille dell’Irpef, al sostegno di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale, enti di ricerca sanitaria, ed enti di ricerca scientifica e universitaria.
Molti di voi avranno certamente già scelto a chi destinare questo piccolo contributo. Per chi invece non avesse ancora deciso, da quest’anno si può scegliere di aiutare la giovane arte contemporanea italiana. Come? Scegliendo il GAI - l’Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani.
Il Gai è un’ Associazione nata per incentivare iniziative di mobilità e network making, documentare attività, offrire servizi, organizzare opportunità formative e promozionali a favore dei giovani che lavorano nel campo delle arti e dello spettacolo. Il Gai è una rete formata da enti pubblici che coordina le attività della Biennale dei Giovani Artisti ed altri importanti iniziative come Movin’up.
Come promesso, ecco la prima parte del reportage sulla terza edizione di Milano in Digitale, mostra dedicata ai giovani talenti under 35 dell’arte digitale italiana che rimarrà aperta al pubblico fino al 23 novembre (l’ingresso è gratuito). Anche questa volta un evento che prende vita in una location bellissima: a due passi dal Cimitero Monumentale, la Fabbrica del Vapore è un ex complesso industriale restaurato, che ha cambiato destinazione, diventando sede di laboratori, biblioteche, manifestazioni culturali come questa.
Promossa e organizzata dalla Fondazione D’Ars Oscar signorini onlus con il contributo e il patrocinio del Comune, Milano in Digitale si propone di esplorare l’evoluzione della ricerca artistica sviluppata dai giovani nell’ambito dell’arte digitale e dei new media art. Il concorso, con una giuria realmente di alto livello (Paolo Rosa, Pier Luigi Capucci, Antonio Caronia, Francesco Monico, Domenico Quaranta, Franco Torriani) ha selezionato 13 fra le opere pervenute per l’esposizione, quelle capaci di esprimere un uso e una comprensione profondi e innovativi delle nuove tecnologie. Solo 3, però, i reali vincitori ai quali verrà offerta la partecipazione ad un workshop di formazione presso il CIANT di Praga: un ulteriore conferma di un’intelligente strategia che punta ad offrire possibilità concrete e significative per i giovani talenti, come la formazione e il networking internazionale.
Di seguito un reportage sui due giorni di preparazione della mostra e sull’evento di inaugurazione svoltosi il 13 novembre a partire dalle 18: per chi volesse approfondire, una panoramica completa delle opere realizzate (e performate) accompagnata da una sintetica descrizione. In anticipo un nota di lode per le organizzatrici e curatrici che hanno dato a questa Milano in Digitale una bella carica, creando un clima di inattesa e piacevolissima collaborazione fra i partecipanti: Cristina Trivellin, Morena Ghilardi e Martina Coletti.
[nel video in alto: riprese dalle prime ore dell’inaugurazione]
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