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Tutti gli articoli con tag graffitismo

I “best 10″ della street art secondo il Guardian /2

pubblicato da Anna Castiglioni

ESPO- A love letter for you

I “Best 10″ secondo il Guardian, parte seconda. Stavolta tocca a Stephen Powers, conosciuto come ESPO (acronimo di Exterior Surface Painting Outreach) e come uno degli artisti più importanti della cultura underground newyorkese. Inizia la sua carriera a metà anni ‘90 e diventa popolare grazie ai graffiti sulle serrande dei negozi, diventa uno dei pionieri del graffitismo e viene inviatato nel 2009 dalla sua città natale Philadelphia per creare una serie di murales molto ambiziosa dal titolo “A Love Letter For You”, una lettera d’amore per voi.

Il progetto riguarda un quartiere degradato della città, che è stato riabilitato grazie all’opera dell’artista su cinquanta pareti e muri in rovina su cui sono stati disegnati molteplici messaggi di positività e di amore, distribuiti soprattutto in altezza per poter essere visibili anche dal treno sopraelevato. “I love you” e “Hold Tight” le scritte più ripetute.
Un’impresa quasi titanica quella di Powers, che ha richiesto l’utilizzo di ben 1200 bombolette spray, più di 2400 litri di vernice e l’aiuto dei venti migliori ‘graffitari’ statunitensi.
A Love Letter For You è un’opera di grande impatto, la cui resa è contraddistinta dalla classe e dallo stile incredibili di ESPO. Che con questa opera si è dimostrato un inguaribile romantico.

Stephen Powers

Espo- A love letter for youEspo- A love letter for youEspo- A love letter for youEspo- A love letter for you

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I "best 10" della street art secondo il Guardian /1

pubblicato da Anna Castiglioni

Keith haring- The best 10 street art works

Il Guardian ha stilato la classifica ufficiale dei “Best 10” della street art. Tra i nomi, oramai molto noti, troviamo Keith Haring, Banksy e l’italiano Blu. Questa forma d’arte urbana, nata circa trent’anni fa, è la naturale evoluzione della pop art e del graffitismo. E’ una vera e propria rivoluzione socio-culturale, quella della street art; il suo scopo è quello di arrivare ad un pubblico vastissimo, di rendere fruibile al maggior numero di persone le proprie opere, di avere una sempre maggiore diffusione. Motivo per cui si impossessa di spazi urbani comuni, come piazze e strade.

Possiamo inserirla ufficialmente nella categoria arte dei grandi annali? Ma soprattutto, la scelta del Guardian è davvero esaustiva? Proviamo a darci una risposta solo dopo aver visionato uno per uno i dieci migliori lavori che segnala il quotidiano inglese. Partiamo da Keith Haring, forse il più conosciuto.

Pittore e writer statunitense, è stato un esponente del graffitismo degli anni ottanta e probabilmente il pioniere della street art in generale. Ideatore del “bimbo radiante” e riconoscibile per il suo stile a fumetto, collabora con artisti del calibro di Andy Warhol ed espone in mezzo mondo (S.Paolo, Londra, Tokyo e Parigi). In Italia espone a Bologna, disegna parte dei muri interni del famoso negozio Fiorucci a Milano e ci onora con l’ultima sua opera pubblica: il grande murale intitolato Tuttomondo e dedicato alla pace universale, vicino alla chiesa di Sant’Antonio Abate di Pisa. Scompare prematuramente all’età di 31 anni, lasciando una grande eredità artistica ed la Keith Haring Foundation, a favore dei bambini malati di Aids.

Per il Guardian la sua opera migliore si trova a New York - città dove si trovano molti dei suoi lavori, in particolare nella metropolitana - ed è datato 1992 . Troviamo raffigurati Ufo, delfini e gli immancabili “bimbi radianti”, suo marchio di fabbrica. Così recita il quotidiano:

“Trent’anni dopo, il suo approccio iconografico e il suo spirito ingenuo rimangono immediatamente riconoscibili e molto influenti. Questo murale è stato ridipinto il 4 maggio 2008, in quello che sarebbe stato il 50° compleanno di Haring”.

Keith HaringKeith HaringKeith HaringKeith Haring

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Lo street artist Andrè in mostra a Parigi nelle vetrine di Colette

pubblicato da Giovanni De Stefano


Alcuni graffitisti vanno in paradiso, sicuramente: sono quelli che non si musealizzano né accettano alcun tipo di compromesso con l’establishment culturale. Altri vanno in museo, e i risultati spesso non tardano a sorprendere, quasi quanto quello che già avevano fatto, più o meno clandestinamente, per le strade delle loro città.

Sono più rari, però, i graffitisti che, invece che in questi due posti, vanno in boutique. Si infighettano, ma senza rinunciare del tutto al loro aplomb e al loro charme selvatico e spontaneo. Non poteva che essere parigino André (André Saraiva), lo street artist che in questi giorni espone le sue opere da Colette, un’infiocchettatissima serie di vetrine su Rue Saint-Honoré (nientemeno).

In mostra, fino al 27 febbraio, sono 30 illustrazioni a inchiostro e a pastello, di cui alcune realizzate espressamente per Colette e altre già apparse su riviste come Purple. Come fa notare il New York Times, che non ha mancato di segnalare la mostra, il tratto “indoor” di André ricorda molto un revival in salsa francofona delle mitiche storie dei Beatles in Yellow Submarine.

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Un altro graffito di Banksy viene imbiancato

pubblicato da Giovanni De Stefano


Una squadra di pulizia anti-graffiti, negli scorsi giorni, ha imbiancato quello che restava di un lavoro di Banksy di due anni fa, che faceva mostra di sé sul muro di una casa di Glastonbury, nel Somerset. La parte del graffito interessata dalla “pulizia” sarebbe solo l’orsetto in basso a sinistra. Il resto, che rappresentava un poliziotto che perquisiva una bambina, era già stato imbiancato 17 mesi fa.

Questo è il secondo caso nel giro di pochi mesi in cui un’opera di Banksy viene rovinata, erroneamente o meno. L’ultima volta si era trattato di una vera e propria operazione politica di un gruppo d’azione, che vedeva in questo street artist una scusa per far alzare i prezzi degli immobili a Bristol, la città natale di Banksy.

Julian Chatt, proprietario del muro in questione, ha dichiarato di essere già in trattative private per vendere l’opera in questione a 5000 sterline, e di aver avvertito il Comune di non imbiancarla. Su Flickr c’è una discussione a riguardo. Dopo il salto, l’originale di Banksy prima del primo intervento che lo danneggiò, e un dettaglio dell’orsacchiotto coperto negli ultimi giorni.

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Banksy è l'Artista del 2008

pubblicato da Alessandro

Opere di Banksy

E’ ufficiale. Banksy è, per i lettori di Artsblog, l’Artista del 2008. Quasi un plebiscito per il geniale writer inglese, che ha surclassato, uno dopo l’altro, tutti i suoi rivali.

L’originalità delle sue creazioni. Il curioso anonimato. Le innovative provocazioni. Tanti i motivi di interesse per un Artista che ha certamente segnato le tendenze artistiche e culturali dell’anno appena conclusosi.

Per celebrarlo, non una galleria di sue opere, ma una galleria di foto - tratte dal suo sito - che mostrano il rispetto che la gente ha avuto per i suoi stupendi murales, bersagli di innumerevoli atti vandalici.

Opere di Banksy

Opere di BanksyOpere di BanksyOpere di Banksy

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Scala Mercalli. La più grande mostra di street art scuote Roma

pubblicato da margherita

ozmo e abbo il mulino di amleto (deca-dance) - Ozmo

Sta per arrivare a Roma il più grande evento di Street Art mai realizzato in Italia, un’idea molto bella sulla carta, che parte dall’esperienza della mostra milanese “Street Art Sweet Art” per approdare ad un progetto più ampio e articolato. E che da temporaneo potrebbe trasformarsi in permanente.

E’ un viaggio di ricerca per capire in che cosa si è evoluto e si sta evolvendo il linguaggio artistico di strada, il writing, il graffitismo di vecchia data. Contrariamente all’opinione di molti, l’arte urbana non è fatta di sole scritte, ma di disegni, pittura, scultura, fotografia, di installazioni giganti o al contrario di lavori di dimensioni ridotte.

Il titolo emblematico con cui si presenta la mostra è “Scala Mercalli. Il terremoto creativo della Street Art Italiana” e tre sono gli appuntamenti, le scosse, che scuoteranno la capitale soprattutto l’Auditorium e la zona centrale.

Scala Mercalli. Il terremoto creativo della Street Art Italiana - Auditorium - Roma
ozmo e abbo il mulino di amleto (deca-dance) - OzmoMe l'Hann Hitler - IABOBello - 1996 - Cuoghi e Corsello - scultura neon per la galleria l'Attivo Roma

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Graffiti art: il murale più lungo del mondo?

pubblicato da Giovanni De Stefano

graffito blu_bl.jpg

Forse non sarà effettivamente il più lungo del mondo (il Guinness World Records dice che lo sia questo) ma, di certo, è il più lungo e interessante che abbia mai visto.

L’autore di questo graffito dalle proporzioni di grande affresco è noto a tutti come “blu”.

Quello di cui riproduciamo solo una piccola parte qui, rimandandovi alla versione completa, è un pezzo che rappresenta due file di animali che convergono in un solo punto. Una sorta di arca di Noè nichilista.

Perché tutto verte sull’illusorietà di un certo tipo di fiducia, più che nell’evoluzione, che funge qui solo da metafora, nel progresso stesso.

Tutto è espresso attraverso l’espediente di riunire, dopo una lunga rincorsa di perfezionamenti, partendo dalle due estremità del muro prescelto, le due schiere di animali sempre più efficienti, in un solo esemplare d’uomo, appena ucciso da un arma da fuoco.

Dei lavori di blu sorprendono la varietà dei supporti utilizzati e l’ampio respiro dei temi trattati, spesso grandi almeno quanto le effettive dimensioni dei lavori.

Sui suoi siti ha pubblicato, oltre a un brillantissimo layout che finge di poter essere sfogliato come uno sketchbook, anche una raccolta di suoi murali in giro per tutto il Sudamerica.

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