
Fosse per i miei gusti personali questa notizia non ve l’avrei neanche data. Ma mi piace, nel nostro piccolo, fare informazione su ciò che accade a livello creativo ed artistico in Italia e magari stimolare un minimo di dibattito.
Ieri, giornata di apertura del Festival della Creatività a Firenze, Graziano Cecchini (quello della vernice rossa nella fontana di Piazza di Spagna a Roma) è stato protagonista. Cosa ha fatto? Con Rock, ha portato alcuni enormi blocchi di marmo bianco da Carrara fino a Piazzale Michelangelo (lo spiazzo che sovrasta il centro storico di Firenze), allestendo un primitivo architrave (anche se vorrebbe, ha poco a che vedere con i bellissimi dolmen preistorici). L’idea di Cecchini non mi piace e va detto che qualsiasi cosa diventa bella quando si staglia su uno scenario come questo.
Cecchini ha presentato la sua operazione dicendo: “Ho portato più marmo io a Firenze in un giorno, dei Medici in tutta la storia di Firenze!”. L’unico aspetto interessante di un’operazione squisitamente mediatica (come del resto tutte quelle di quest’uomo che si definisce neofuturista) è il fatto che Cecchini abbia portato a Firenze i cavatori, coloro che quotidianamente rischiano la vita per estrarre, tagliare e trasportare il marmo. Forse però gli operai avrebbero preferito un po’ dei soldi spesi per far arrivare a Firenze con svariati camion i blocchi…
Voi che ne pensate?
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Dal 9 all’11 ottobre Ferrara ospita un interessante festival di video arte. L’evento, giunto alla terza edizione, ha le radici nel Centro Video Arte del Comune di Ferrara, attivo dal 1972 al 1994. Nella Sala Estense in Piazza Municipio, 3 va in scena The Scientist 2009, diretto da Vitaliano.
Cinque sezioni, quella internazionale, quella storica, la video danza, la selezione universitaria e quella dedicata ad artisti ferraresi. Fra gli italiani presenti Masbedo, Laurina Paperina, Graziano Cecchini, Andreco, Luca Matti, Roby Guerra e Tecnologo Crew. Prevista anche una Vjing Special Night per sabato 10 ottobre alle 23.00 presso il Circolo Arci Bolognesi e Loop Visions ’09 da Barcellona.
Macchie di colore verde e rosso sul bianco dell’Ara Pacis di Roma, la teca di Richard Meier che involontariamente fa sempre parlare di sé. Le discussioni intorno alla costruzione sembravano assopite, ma un atto vandalico o di firma culturale (come detto da Graziano Cecchini a Repubblica) ha risvegliato l’attenzione sulla teca.
Su di lei sventolava oggi una bandiera tricolore particolare. Nella notte appena passata qualcuno si è divertito ad imbrattare/dipingere (punti di vista) una parte di muro esterno dell’Ara Pacis, lasciando oltre alla macchie di colore e gli schizzi sui sampietrini, un water e 40 rotoli di carta igienica.
Un’allusione sottile da parte del/degli autori che l’Ara Pacis sembra un cesso? Un messaggio di protesta rivolto a qualcuno? Una denuncia di tipo artistica? O semplicemente uno che non riesce a trovare altro palcoscenico se non questo per diventare famoso? Bò, ma penso che Meier non si sarebbe mai aspettato tanta attenzione (positiva e negativa) legata alla sua architettura. Certo è che crea azione, ed è sempre meglio parlare di arte, che dimenticarla.
Via | Repubblica.it
La prima azione futurista è stata sorprendente e originale. La seconda azione sponsorizzata e già vista. La terza politica e retorica.
Graziano Cecchini è tornato a Roma con una nuova azione di arte pubblica. Ieri mattina davanti a Castel Sant’Angelo ha liberato in cielo “l’Obelisco del Sangue e della Libertà“, un’opera di protesta contro la censura della stampa in Cina, la chiusura del Laogai e a favore dei diritti del popolo Karen, composta da 4 striscioni con le scritte Free Tibet, Free Karen e Stop Laogai. L’opera è stata alzata in cielo da tre palloni colorati, uno rosso, uno giallo e uno azzurro.
Vogliamo far prendere coscienza delle migliaia di condanne a morte che ogni anno avvengono in Cina. Voi volete una nuova Auschwitz? Noi no. Queste le parole di Cecchini, autoproclamatosi rivelatore di novità sconosciute al mondo! Ma non contento dell’arma letale della retorica, in questo video dice anche che farà un reportage.
Azione futurista di Graziano Cecchini: l’Obelisco del sangue e della libertà



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16 artisti della provincia di Messina rendono “Omaggio a Graziano Cecchini”, sì proprio lui, il vivace autore che si è reso noto alla cronaca per le performance urbane a Fontana di Trevi e a Piazza di Spagna.
Nella piazzetta dell’Antica Pescheria di Patti dal 2 febbraio al 10 marzo, verranno esposte 20 opere di diversa tecnica e formato, che ironizzano sul concetto di monumento, inteso unicamente come testimonianza di una bellezza dogmaticamente venerabile.
La mostra, curata da Andrea Romoli Barberini e Franco Zanghì, intende presentarsi come una presa di posizione, ironica e provocatoria ma ferma, nella polemica in atto sulla reale valenza delle azioni compiute dal neofuturista Graziano Cecchini.
Come dimostrano Hirst, Koons, Banksy, rendersi visibili, in un modo o nell’altro rende, e Cecchini si sta dando molto da fare.
Continua a leggere: Dalle palline colorate alla galleria: mostra omaggio su Graziano Cecchini

Aggiornamento sulla notizia data ieri dell’invasione delle 500mila palline colorate di Graziano Cecchini.
Che l’evento fosse sponsorizzato era evidente per via dell’organizzazione, del video non casuale e dalle affermazioni dello stesso Cecchini. Ora, grazie a “Bloguerrilla” vengo a conoscenza degli sponsor ufficiali della performance. Si tratta della free press torinese “CronacaQui” e di un sito di suonerie “Zig“. Hanno confessato entrambi e c’è già la suoneria con video backstage sul sito della Zig (a destra in alto).
Grande visibilità per i due sponsor, ma l’evento artistico ci perde un pò a mio avviso, soprattutto grazie al video+suoneria della Zig, voglio dire è più artistica la pubblicità della Sony Bravia.
Mi rimangono due dubbi, e cioè:
Dopo la famosa e famigerata colorazione in rosso dell’acqua della Fontana di Trevi, Graziano Cecchini, artista romano esperto in provocazioni, questa volta ha fatto rotolare giù dalla celebre scalinata di Trinità dei Monti mezzo milione di palline colorate che hanno invaso la sottostante piazza di Spagna.
“E’ un’operazione artistica che documenta con l’arte il problema che abbiamo in Italia” ha dichiarato l’autore del gesto, che in quest’occasione è stato “aiutato” da uno sponsor dato il costo abbastanza elevato dell’operazione: circa 20 mila euro.
La scena surreale ha colpito positivamente molti ignari turisti e passanti che si sono portati a casa una pallina in ricordo dell’evento.
Da Repubblica.it