Sono rimasto senza fiato quando ho visto questa straordinaria animazione in 3D, che esplora uno dei massimi capolavori della storia dell’arte moderna, in un modo inatteso: dall’interno, cercandone e immaginandone nuove sfumature e prospettive inedite.
Guernica di Picasso viene letteralmente sviscerata, in parte reinventata. La geniale animatrice in computer graphics dietro questa idea è Lena Gieseke (vale la pena anche fare un giro sul suo sito personale, in particolare sulla sua lavagna magnetica virtuale).
La musica che fa da sottofondo all’animazione è di Manuel de Fallas ed è tratta dalla sua raccolta “Siete canciones populares españolas”. Questa in particolare si intitola “Nana”.
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Sul sito del quotidiano britannico The Guardian è possibile scaricare gratuitamente un’opera dell’artista Yinka Shonibare, in versione screensaver o stampabile.
Si tratta di un omaggio alla Whitechapel Gallery di Londra (che ha riaperto due giorni fa) e alla sua storia espositiva. Shonibare ha infatti realizzato un collage a partire dagli archivi dello spazio espositivo che include ritagli di opere di David Hockney, della Guernica di Picasso fino alle stampe africane e a un ritratto del mitico artista hiphop Dizzee Rascal.
L’artista di origini nigeriane ha tratto come ispirazione principale proprio la mistura di culture che nel corso degli anni sono state ospitate dalla Whitechapel.
Il collage è disponibile per il download in quattro versioni, tutte irresistibili.
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Qualche anno fa un sondaggio commissionato dalla società inglese Gordon’s, che coinvolse circa 500 esperti, decretò che l’opera più rappresentativa del ‘900 era La fontana (ovvero il famoso orinatoio) di Duchamp. Nessun’altra opera avrebbe inciso tanto sulle tendenze artistiche del XX secolo. Fu così che la provocatoria opera del maestro francese ottenne il Premio Turner.
Così, mentre Courbet, con la sua Origine del mondo, e Manzoni, con la sua Merda d’artista, si contendono il titolo dell’opera più scandalosa dell’arte occidentale e Hirst e Cattelan quello di artista vivente più sopravvalutato, rilancio la sfida, indicando le stesse opere finaliste del sondaggio del 2004 (le foto sono tratte dal sito del Corriere della sera).
L’opera più rappresentativa del XX secolo
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Non solo ludus: è la riflessione sulla morte una delle attrattive principali del contemporaneo in particolare e dell’arte in genere. Che sia esorcismo o denuncia, presa di posizione politica o pura fascinazione estetica, da Guernica di Picasso all’Azionismo Viennese, fino ad arrivare agli animali in formaldeide e ai teschi di Damien Hirts, la morte si impone come tema, sia in una dimensione pubblica e collettiva, sia in una declinazione individuale, privata, sia in forma scientifica, clinica.
Morte, dunque, come polo d’attrazione. Questo elemento è costante anche nell’arte di Alessio Bogani, artista modenese formatosi a Venezia del quale lo Studio Vetusta (Modena, via Carteria 60) della città emiliana propone una mostra personale, a cura di Patrizia Silingardi, costituita dall’installazione “Atomic Allert” (sul sito dell’artista si può vedere il materiale pittorico dedicato a questo ciclo e gli elementi digitali dell’installazione).
Il punto di partenza del lavoro dell’artista è costituito dalla documentazione video degli esperimenti sul nucleare condotti nel Nevada Test Site nella prima metà degli anni Cinquanta da parte della U.S. Federal Civil Defense Administration. Protagonisti di questi documentari illustrativi sono singolari manichini che, in scene di interni domestici di drammatica banalità, simulano situazioni della vita quotidiana, in attesa della fatale esplosione di cui sperimenteranno gli effetti.
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“Picasso e il cubismo” in mostra. Dove? Naturalmente a Parigi, grande culla delle avanguardie storiche del Novecento, dove se no?
Per celebrare i 100 anni dalla creazione del capolavoro “Les demoiselles d’Avignon”, il Museo Picasso allestisce una grande mostra dedicata al periodo cubista del maestro: un percorso attraverso 300 dipinti, sculture e disegni, proposti al pubblico fino al 7 gennaio 2008.
Restando sempre in tema di anniversari, con l’occasione si festeggiano anche i 70 anni di “Guernica”: una sezione della mostra è dedicata infatti alle fotografie di Gilles Peress che immortala Pablo al lavoro alla grande tela sulla guerra.
Via | ansa
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