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Tutti gli articoli con tag guerrilla art

"Wall and Piece": il libro di Banksy

pubblicato da Anna Castiglioni

"Wall and Piece"


“Wall and Piece” è il primo lavoro di Banksy su carta. Edito da Feltrinelli, è già un libro cult, in cui l’artista racconta per la prima volta l’essenza del suo lavoro poliedrico. Di lui sappiamo solo che è nato a Bristol, che è un genio della guerrilla-fast-art, che è anche regista (immagino ricorderete la nomination all’Oscar per il suo film Exit Trough The Gift Shop) e che è lo street artist di cui probabilmente si sente più parlare. Sappiamo che a oggi i suoi lavori valgono fino a 1 milione di sterline (sarà forse per questo che la sua città natale che tanto l’ha contestato e bistrattato in passato ora cerca in ogni modo di tutelare i suoi stencil?) e che tra le sue opere più famose in molti ricorderanno quelle sul muro di separazione tra Palestina e Israele. A proposito, sono stati avvistati alcuni suoi nuovi lavori in giro per la Gran Bretagna. Dopo il salto tutte le immagini.

Dicevamo. È risaputo anche che Bansky predilige lo stencil, perché ha confessato in un’intervista rilasciata al Sun di essere troppo lento con i murales classici e molto meno bravo. Conosciamo la sua predisposizione alla contestazione, sappiamo che ama mettere in discussione tutto ciò che riguarda il capitalismo, le istituzioni e i luoghi comuni; che è un provocatore nato e che della guerrilla art è stato il pioniere. A questo punto serve davvero conoscere la sua vera identità? O basterebbe semplicemente leggere il suo libro, guardare il suo film e sperare di incappare in un suo lavoro girando per il Regno Unito?

Banksy
BanksyBanksyBanksyBanksy

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'Identity', la street art di Jorge Rodríguez-Gerada

pubblicato da Lorenzo Mazza

Proprio di recente su queste pagine vi ho parlato di Insideout, l’ultimo progetto di JR (dopo la Tunisia, adesso è a New York). L’idea di affiggere sulla superficie della città ritratti di persone comuni, uomini e donne presenti per strada, non è certo nuova. Tra gli street artist lo fanno in molti, mi viene subito da pensare a Vhils, C215, El Mac (ma la lista potrebbe essere moto più lunga), un po’ anche a Sten & Lex, che però attingono ad altri tempi ed altre culture, quindi viene a mancare la presenza dell’uomo comune.

Trasformare una persona in un personaggio è in fondo anche quanto aveva in testa Andy Warhol, quando nel 1968 al Moderna Museet di Stoccolma dichiarò: “in futuro, chiunque diventerà famoso per 15 minuti”. Ma sulle mura, le scalinate, i palazzi delle città, i ritratti fotografici durano molto di più di 15 minuti e, quando collocati all’interno di processi comunitari e meccanismi artistici partecipativi, assumono un valore aggiunto.

Eccoci quindi a parlare del protagonista di questo articolo. Jorge Rodriguez-Gerada, artista di origine cubane attivo a New York e Barcellona da quasi vent’anni, nonché culture jammer e guerrilla artist ante litteram. Nel video che vedete qui sopra, Ana Alvarez-Errecalde documenta il progetto Identitad/Identity, realizzato Da Jorge a Madrid nel 2007. Partendo da un’indagine antropologica e sociologica, l’artista ha cercato i suoi ‘protagonisti’ tra le persone che sentono un forte senso di appartenenza al luogo in cui vivono.

Il risultato è un’indagine piena di significati che si mescolano. I due piani che principalmente si intersecano sono quello dell’identità individuale e quello dell’identità urbana, intesa come fitta trama di relazioni fra più comunità di individui. La parte più visibile della ricerca di Jorge Rodriguez-Gerada è sorprendente: niente poster con stampe fotografiche, ma vernice e pennello, mano libera.

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Berlusconi in fasce: Beast torna a colpire a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza

Since 1936 - Berlusconi in fasce: Beast torna a colpire a Milano

Vi ricordate di Beast, che qualche tempo fa aveva piazzato in giro per Milano dei manifesti pubblicitari dove Berlusconi impersonava John Lennon a fianco di Yoko Ono? In questi giorni questo anomalo artista urbano è tornato a colpire.

La sua nuova incursione si è concentrata questa volta in Largo Cairoli a Milano. La tecnica è sempre quella della guerrilla art, che utlizza gli strumenti dell’advertising e della comunicazione pubblicitaria per fornire una narrazione “altra”. Nel contesto urbano, su un marciapiede, sono stati inseriti dei totem. Protagonista, un Berlusconi in fasce, che abbraccia teneramente un neonato.

Since 1936 (il 1936 è la data di nascita di Mr. B) è il titolo dell’opera, che con un linguaggio tutto particolare, che utilizza il cinismo del linguaggio promozionale, ironizza su anni di scandali pubblici e privilegi privati del premier.

Per saperne di più, ecco il nuovo sito di Beast.

Since 1936 - Berlusconi in fasce: Beast torna a colpire a Milano
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Berlusconi come John Lennon: l'ultima provocazione di Beast

pubblicato da michele

Berlusconi come John Lennon: l'ultima provocazione di Beast

A Milano, negli ultimi giorni, sono comparsi degli strani cartelloni. Sembrerebbero le famosissime immagini di John Lennon e Yoko Ono, ma le foto originali sono state modificate, e al posto degli occhialini di Lennon compare il volto del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.

E’ l’ultima provocazione dello street artist Beast, famoso a Milano per le sue incursioni di guerrilla art, e che con questo gesto vuole evidentemente denunciare in maniera ironica e artistica una politica che, questo è certo, non condivide. Se ne può vedere uno in largo La Foppa, ma sembrano molto diffusi a Milano. Ne avete visti altri in giro per la città? Intanto, godetevi la gallery.

Foto: Beast

Berlusconi come John Lennon: l’ultima provocazione di Beast

Berlusconi come John Lennon: l'ultima provocazione di Beast Berlusconi come John Lennon: l'ultima provocazione di Beast Berlusconi come John Lennon: l'ultima provocazione di Beast

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Steet art incorniciata

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un fenomeno che sta crescendo è quello della street art incorniciata. Si vedono sempre più spesso cornici a “proteggere” o semplicemente segnalare dipinti murali. L’ultimo che mi è capitato di vedere è lo stencil di C215 a Roma che vedete qui sopra (foto thanks to Romephotoblog). Chissa chi è stato…magari i padroni della casa

Non una cornice, perché viste le dimensioni sarebbe stata un’impresa, ma una protezione in vetro, è stata applicata alla base di Tuttomondo di Keith Haring a Pisa. Molte sono le opere di Banksy che si è cercato di incorniciare per preservarle con scarsi risultati. Ormai i ladri di street art sono ben organizzati e si portano via anche un intero muretto.

Girando in rete ho poi scoperto che addirittura è stata lanciata una piattaforma online da Tim Tribù, che raccoglie foto e video di utenti che hanno “adottato” delle opere di street art. C’è proprio una classifica dei vari curatori 2.0 che presentano le opere online. Il video dopo il salto (che fa parte appunto di streetmuseum.it) documenta alcune azioni di guerrilla art in cui un gruppo di ragazzi mette una cornice di legno e un foglio informativo a un pezzo di Tv Boy e ad un bellissimo poster di Obey a Milano. Quest’ultima cornice però ha resistito davvero pochi giorni, come vedete dalle immagini in galleria, è stata rimossa ed adesso il manifesto di Shepard Fairey è coperto per metà di vernice grigia.

Framed street art
Framed street artFramed street artFramed street art

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Guerrilla Art: le "navette" atterrano a Londra

pubblicato da margherita

guerrilla art londra

Forse sono piccole navette aliene (come si interroga il The Guardian), più probabilmente sono forme di Guerrilla Art (come ha sostenuto il Londonist), comunque sia, sono apparse per le strade di Londra (zona est) già da un anno e continuano a fiorire vicino alle fermate degli autobus.

Gli oggetti non ben identificati (navette? satelliti? mine?) sembrano delle patate pitturate in vari colori e lettere e infilzate con stuzzicadenti. Capaci di far generare commenti divertiti qua e la, sono atterrate anche su flickr.

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