
Non molto tempo fa, dopo oltre due decadi di prolifico lavoro, Maurizio Cattelan ha dichiarato al mondo il suo ufficiale ritiro dalle scene. In altre parole, la (tanto agognata per alcuni) pensione.
Eccolo dunque alle prese con un progetto del tutto peculiare se comparato al suo provocatorio stile: una retrospettiva. L’idea viene da Nancy Spector, chief curetor dell’R. Solomon Guggenheim di New York, che a quanto pare ha fatto notevoli pressioni sull’artista per convincerlo nell’impresa. Il risultato - ovvero il compromesso trovato e la condizione sine qua non del nostro Cattelan - è che tutti i lavori vengano letteralmente appesi “come grossi salami” di una raffinata macelleria. Solo che il tutto si svolge in uno dei musei simbolo dell’arte contemporanea mondiale e i salami in questione costano svariati milioni di dollari.
La retrospettiva comprenderà un corpo di circa 100 opere, dal suo Hitler-bambino genuflesso e supplicante a “Mini Me”, e sarà visitabile dal 4 novembre prossimo fino al 22 genaio 2012.

Ve ne avevo parlato qualche mese fa, ed ecco il risultato del concorso “YouTube Play. Biennale di video creativi”, promosso dal Guggenheim in collaborazione con HP e Intel.
25 i video scelti tra 23.358 iscritti, provenienti da 91 paesi, che saranno in mostra al museo Guggenheim di New York, dal 22 al 24 ottobre e rvisibili sul sito del concorso. La selezione effettuata dalla giuria comprende una vasta gamma di generi propri dei video online: opere sperimentali, mash-up, animazione, remake, video musicali e cortometraggi. Dal 20 settembre i primi 125 video selezionati sono stati mandati in onda sul canale di YouTube Play dell’iniziativa e nei chioschi appositamente creati nelle quatto sedi del Guggenheim coinvolte: New York, Venezia, Berlino e Bilbao.
Nella serata di apertura del 22 ottobre, i 25 video finalisti sono stati proiettati sulla facciata dello storico edificio di Frank Lloyd Wright sulla 5° Strada, e su un megaschermo all’interno del museo.
Un bel materiale da consultare: che ne pensate della selezione?
Qualche settimana fa aveva fatto scalpore la notizia che il Parlamento della Catalogna, primo fra le Comunità Autonome spagnole, aveva votato l’abolizione della corrida a partire dal 2012. Proprio ieri invece, nei Paesi Baschi, a Bilbao, un centinaio di attivisti anti-corrida, hanno messo in scena una singolare protesta. Si sono sdraiati nudi nel piazzale antistante il Guggenheim, formando, coi loro corpi colorati, il profilo di un toro ferito a morte.
Proprio ieri, sabato 21 Agosto, prendeva il via ufficialmente la stagione della corrida a Bilbao e per l’operazione, di forte impatto scenico, si sono ritrovati attivisti da tutto il mondo. In Euskadi però, quella della corrida è una tradizione alquanto radicata e non sarà facile per gli animalisti vincere questa battaglia.
Un sondaggio del quotidiano El Pais ha recentemente mostrato il paradosso iberico, al 60 per cento degli spagnoli non piace la corrida, anche se il 57 per cento è contrario al fatto che sia stata vietata in Catalogna.
Questa ci era sfuggita. Il colosso YouTube entra in collaborazione con il Guggenheim ideando una rassegna di video che punta a premiare la creatività dei giovani artisti.
L’iniziativa, realizzata con il supporto di altri due colossi (Intel e HP), si chiama YouTube Play e la scadenza di presentazione dei video è scaduta giusto il 31 luglio. Fra tutti, una giuria devo dire molto qualificata (fra i nomi ne cito due: Laurie Anderson e Takashi Murakami) sceglierà venti partecipanti che il 21 ottobre 2010 parteciparanno all’evento di apertura al Guggenheim di New York. L’evento avverrà inoltre in contemporanea presso le sedi di Berlimo e Venezia del Museo.
Vi terro aggiornati su come prosegue l’iniziativa.
Torno a parlare di Anish Kapoor, l’artista indiano tra i più quotati al mondo in questo momento, e noto soprattutto per le sue sculture. Lo faccio per mostrarvi questo video molto interessante girato all’interno del Guggenheim di Bilbao in occasione della mostra personale di Kapoor, inaugurata il 16 marzo e che proseguirà fino a 22.
Nel video si evince la continuità delle opere esposte con la recente ricerca formale e sui materiali dell’artista indiano noto in tutto il mondo per la famosa installazione di arte pubblica del “fagiolo” a specchio di Chicago. Dalle costruzioni piramidali di cera colorata alle superfici specchiate fino alle strutture murali c’è tutto il Kapoor che t’aspetti a Bilbao come conferma il comunicato sul sito che ci informa che: “La mostra presenta diverse spettacolari serie di lavori che Kapoor ha creato a partire dal 1979, utilizzando materiale tattile o altamente riflettente”.
Per chi passerà da Bilbao insomma, sembra un’ “exhibition” assolutamente da non perdere; un vasto campionario del mondo di uno dei più grandi sperimentatori della forma e della materia contemporanei.
Cos’hanno in comune il Guggenheim di New York e Yotube? All’apparenza non molto, una è una delle maggiori istituzioni museali al mondo, l’altro un social media. A pensarci meglio invece moltissimo. Entrambi sono infatti dei contenitori di opere, forme espressive e linguaggi. Fisici quelli del primo, digitali quello del secondo. Ecco che così le due realtà si incontrano e uniscono, lavorando di sinergia, per un progetto comune. Si chiama youtube play ed è molto semplice.
Consci del fatto, che proprio grazie a internet e a youtube; il linguaggio della video-arte è uno dei linguaggi in maggiore espansione, in costante trasformazione e in quasi quotidiano aggiornamento; i curatori del Guggenheim hanno pensato di proporre a Yotube di lanciare un bando tra i propri utenti. Un bando che funziona in modo molto semplice. Basta infatti caricare una propria produzione su youtube come fanno milioni di persone ogni giorno e sottoporlo al canale youtube.com/play.
Lì una giuria scelta dal Guggenheim selezionerà i lavori migliori che avranno l’onore di essere presentati al Guggenheim. Le iscirizioni chiudono il 30 luglio 2010 e - piccolo motivo d’orgoglio per l’Italia - uno dei video più presenti nel promo che lancia l’iniziativa sono i graffiti animati di Blu.

L’impressionismo americano sta suscitando sempre più interesse anche dalle nostre parti, come ha dimostrato la buona riuscita della mostra sulla Collezione Peggy Guggenheim a Venezia partita nel novembre 2009. Fino al 5 novembre al Cheekwood Botanical Garden & Museum of Art di Nashville andrà in scena Gli impressionisti americani nel giardino, una mostra che esplora il tema del giardino dell’arte nella società americana tra la fine dell’ Ottocento e primi del Novecento.
In mostra circa quaranta quadri raffiguranti giardini europei e americani di Americani, realizzati da artisti impressionisti e quattro sculture in bronzo create per il giardino.L’allestimento è diviso in tre grandi sezioni: “Giardini europeo”, dove a farla da protagonista è Giverny, in Francia, che ha affascinato tanti artisti come Maria MacMonnies, Childe Hassam e Ernest Lawson; “Giardini in America” con le Art Colonies di Old Lyme, nel Connecticut e Cornish, nel New Hampshire; “Giardino della scultura”, che esplora la tridimensionalità all’interno dell’ambiente del giardino.

Vedere la grande spirale e la “rotunda” del Guggenheim vuote non è una cosa che capita tutti i giorni, ma così ha voluto Tino Sehgal, artista londinese (classe 1976) ma berlinese d’adozione, per la mostra che il celebre museo di New York ha deciso di dedicargli (fino al 10 marzo).
La sala, in cui venivano esposte le opere di Kandinsky, è stata completamente svuotata per desiderio dell’artista. La performance, “Kiss”, infatti, prevede l’interazione tra Sehgal, stretto in un abbraccio nel centro della sala, e una sorta di coreografia umana, costituita da un pubblico attivamene partecipe all’opera, e quindi libero di aggirarsi per la sala senza che altre opere ne catturino l’attenzione.
Tino Sehgal è un artista molto particolare, innanzitutto perché vuole che la sua arte non lasci traccia, per cui: vietato fotografare e niente comunicati stampa cartacei (l’immagini qui sopra è stata rubata da un telefonino). Non vuole lasciar traccia, e non vuole entrare nel mercato dell’arte, o quanto meno in un certo mercato; perché Sehgal è un’artista molto ricercato: ha partecipato a due edizioni della biennale di Venezia, ed è entrato nell’ICA di Londra e nel Museum of Contemporary Art di San Francisco.
Via: New York Times

Decisamente lodevole l’iniziativa del Guggenheim Museum di NY “A Year with Children“. La mostra espone i lavori realizzati durante un anno scolastico da bambini che frequentano le scuole elementari. Ma non si tratta di una semplice mostra. Dietro c’è un programma dedicato ai bambini per farli avvicinare all’arte: Learning Through Art (LTA). In alcuni istituti selezionati, grazie ad una residenza artistica, artisti professionisti e professionisti specializzati collaborano con una classe, insegnando tecniche e pratiche artistiche, ma soprattutto incoraggiandoli ad esprimere e ad esplorare se stessi.
Quest’anno la mostra, aperta dal 13 maggio al 9 agosto, esporrà lavori finiti e lavori che mostrano il processo di realizzazione delle stesse opere, mettendo in luce il modo in cui una classe diventa uno studio e come questi giovanissimi studenti si trasformino in artisti. Il focus della ricerca è stato quest’anno incentrato su tematiche quali comunità, identità, storytelling, pace e ambiente. I bambini hanno inoltre tratto ispirazione dalle visite al Museo, che fanno parte del programma.
Una notte al museo in stanza d’autore, circondati da quadri di grandi maestri come Picasso, con tanto di colazione.
E’ la soluzione che dal 25 ottobre al 6 gennaio 2009 il Guggenheim Museum di New York ha adottato per combattere la crisi. Il celebre museo ha fatto realizzare dall’artista Carsten Höller (autore di lavori partecipativi come i divertenti scivoli di Londra) “Revolving Hotel Room“, una stanza girevole (che funziona come installazione di giorno) ospitata in una sala, dove si può dormire circondati da quadri, telecamere di sorveglianza e guardie di sicurezza. Non si può parlare di intimità ma sicuramente un’esperienza unica che costa dai 300 agli 800 dollari e che ha già registrato il tutto esaurito. E tra i primi ad aggiudicarsi l’esperienza, l’attrice Chloe Sevigny.
Questo lavoro mi ha fatto venire in mente un’altra stanza d’autore, “Hôtel Everland“, l’albergo monostanza del duo artistico Sabina Lang e Daniel Baumann, progetto che trovo ancora più bello posizionato fino al 31 dicembre 2008 sul tetto del Palais de Tokyo di Parigi. In questo caso non si è dentro al museo, ma sopra.
Dopo il continua altre immagini dell’installazione-stanza d’albergo museale di Parigi.
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