
Gunther von Hagens - anche noto come il “Dottor Morte” - è l’anatomopatologo tedesco inventore della plastinazione, un procedimento che permette la conservazione dei corpi umani tramite la sostituzione dei liquidi con dei polimeri di silicone, in grado di rendere gli elementi organici rigidi e inodori mantenendo inalterati i colori. Da quando von Hagens ha deciso di applicare i suoi studi medici di conservazione all’arte non ha mai smesso di sollevare critiche e polemiche. Nel 2004 venne accusato - senza prove concrete - di comprare i cadaveri dei giustiziati nella Repubblica Popolare Cinese, dove aveva uno dei suoi centri di plastinazione. L’ultima trovata che fece scalpore fu la decisione di vendere online parti del corpo umano e animale, anche sotto forma di gioielli, con prezzi per altro da capogiro.
Ora, il suo corpus di opere più elaborato ed estremo, Body Worlds, arriva per la prima volta in Italia. La mostra si snoderà fino al 12 febbraio negli spazi delle Officine Farneto a Roma, suggestivo esempio di archeologia industriale, nella zona del Foro Italico. In mostra, oltre 200 organi e sezioni e 20 corpi interi plastinati; ma è previsto anche uno specifico percorso dedicato al cuore: dall’inizio della vita alle patologie che possono modificarne e minacciarne il funzionamento, fino al decesso. La mostra-evento è stata inaugurata mercoledì 14 alla presenza dell’artista, del medico Angelina Whalley, del professore di etica Franz Josef Weltz e di Don Antonio Mazzi.
Von Hagens, oltre ad essere un’artista tra i più controversi e odiati per la sua evidente amoralità, è anche un istrione che non rinuncia a dare spettacolo di sé. E in fondo, forse proprio per questo, è un personaggio del nostro tempo, emblematico dello spirito estremo tipico di molta produzione postmoderna: tentare di capire il suo lavoro significa insomma tentare di comprendere qualcosa del nostro mondo.
Gunther von Hagens, l’anatomopatologo-artista tedesco, approda in Australia con “Amazing Bodies“, una nuova mostra che, come tutte le altre, provocherà scandali e indignazioni. Sì, perché l’arte di Gunther von Hagens ha bisogno di spettatori forti, capaci di non arrendersi psicologicamente e fisicamente a queste opere che, io credo, per molti sono difficili da accettare.
Infatti, Gunther von Hagens ha messo a punto un metodo che permette la conservazione di esseri viventi (animali e umani), grazie a una sorta di plastificazione dei tessuti. Uno studio di anatomia applicato all’arte, a metà tra spirito scientifico, artistico, e spirito shelleyano.
In questa esibizione non ci saranno soltanto animali, ma anche uomini, che hanno dato consensualmente il permesso di subire questo trattamento. Una forma di arte che mette a dura prova le nostre convinzioni, e che sta già facendo salire un coro di proteste. Uno scienziato pazzo? Arte d’avanguardia?
In Australia, vecchi e nuovi lavori di Gunther von Hagens
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Il ciclo della vita è il titolo della nuova mostra del controverso artista tedesco Gunther von Hagens (sì, quello di Body Worlds), che sta facendo inorridire mezza Berlino - dal vivo (si fa per dire) - e mezzo mondo - tramite l’immancabile riproduzione postata su YouTube.
La mostra-installazione prevede interazioni sessuali fra quattro cadaveri conservati, provenienti da altrettanti “donatori” consensuali, ed è accessibile solo ai maggiori di 16 anni, in una stanza apposita. I corpi sono stati trattati con uno speciale sistema inventato da von Hagens, che “plastifica” i tessuti morti privati della pelle, in modo da farne vedere i muscoli, i tendini e così via.
Anche la classe politica conservatrice della Germania si sta esprimendo ufficialmente contro la mostra, attraverso le parole del loro esponente Michael Braun, che ha definito Il ciclo della vita il momento “il momento più basso della nota mancanza di gusto di von Hagens”. Un video dall’installazione dopo il salto.
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