
Si inaugura alle 20.15 di stasera presso il Cubo di Hangar Bicocca, la mostra temporanea del noto artista visivo francese Céleste Boursier-Mougenot . From here to ear, l’evocativo titolo che rilegge la musica in una prospettiva altra che stupisce indubbiamente, per l’apparente casualità di eventi nascosti che producono melodia. Tutto è musica nelle sue mani, e gli uccellini sono piccole ancelle di un grande progetto. E fin qui rientriamo nell’ambito dell’atteso, di ciò che ci si aspetterebbe da una qualsiasi elaborazione da comunicato stampa. End of story! Poi c’è la performance anzi le performance perché sono due:
Il tutto nello spazio milanese dell’Hangar Bicocca, in un’inscindibile identità rappresentativa, ciò che nasce altrove riprende forma e sposa un luogo ricostituendone intimamente la materia. Ma l’esibizione stessa si reinterpreta alla luce della location meneghina dopo aver fatto faville Barbican Art Center di Londra nella primavera del 2010 ed essersi trasferita italianamente su “altre tavole”, espositive naturalmente!
Via | hangarbicocca
Non so se qualcun di voi abbia già partecipato o conosce il progetto, ma il Garage Sale dell’Hangar Bicocca mi sembra un’iniziativa degna di nota.
A partire da domenica 8 maggio, dalla 11 ale 19, i locali dell’Hangar si trasformano in un mercatino a tema dell’usato aperto a cittadini e artisti per vendere, scambiare o acquistare oggetti, libri, dischi, abiti, cimeli, chincaglierie, opere d’arte. Garage Sale è un appuntamento mensile la cui programmazione continuerà fino a dicembre 2011. Ecco come funziona. Per partecipare è necessario iscriversi (a questo link l’indirizzo mail indicato), non c’è nessuna quota di pagamento e l’organizzazione mette a disposizione tavoli fino a esaurimento (nel caso è possibile portare i propri tavoli da casa) e stikers per prezzare gli oggetti in esposizione. L’unica condizione è che gli oggetti siano usati.
Tama scelto per il primo Garage Sale dell’anno è mobili e vestiti vintage. Il prossimo mercatino è invece previsto per il 12 giugno: se la cosa vi piace, iniziate ad attrezarvi. Io intanto faccio una riflessione: ecco un modo semplice e intelligente di rendere realmente pubblici poli espositivi/museali, reinventandone la funzione: sarei felicissima di vedere iniziative analoghe al MAXXI o al MACRO, ne beneficeremo tutti. Musei inclusi.

Prende oggi il via con la sua inaugurazione presso l’Hangar Bicocca, “Terre Vulnerabili“, un particolare progetto espositivo curato da Chiara Bertola e Andrea Lissoni, alla cui creazione ha contribuito un totale di 31 artisti italiani e internazionali.
Questa equipe allargata ha collaborato in fase di progettazione partecipando a riunioni collettive, dove ogni artista ha esposto le proprie idee e accettando la possibilità di modificarle per arrivare ad una sintesi finale armonica insieme agli altri. Una scelta processuale sicuramente contemporanea e difficile da gestire per i curatori del progetto, ma sostengo da sempre con fervore queste pratiche che considero centrali sia concettualmente, sia per un netto spostamente dell’arte dagli aspetti strettamente formali ed estitici a quelli relazionali e di interazione.
Il risultato è una mostra in quattro “in crescita” che si svolge in quattro fas , ricordando il ciclo lunare: la prima il 21 ottobre e le successive tre a gennaio, marzo e aprile del 2011. Il concetto di crescita si esplicita anche nelle modalità espositive: al primo quarto partecipano 15 artisti, a cui si aggiungono progressivamente gli altri, fino a coinvolgere nell’ultimo quarto i 31 artisti. Il parallelo è la crescita di un organismo-piante che germoglia in un terreno fertile, modificando nel tempo la visione precedente, in senso evolutivo: non cancellare, ma accrescere
Il tema esplorato è quello della vulnerabilità, intesa come quella particolare capacità empatica che permette agli esseri umani di identificarsi con gli altri e stabilire una relazione, anche di responsabilità. Un bellissimo punto di contatto con la teoria dei neuroni specchio studiati dal prof Rizzolatti.

In occasione dell’ultimo weekend di apertura dell’installazione Personnes di Christian Boltansky all’Hangar Bicocca di Milano, sabato 25 e domenica 26 settembre andrà in scena la dispersione dell’opera da parte del pubblico.
I vestiti usati, oltre trenta tonnellate, che vengono continuamente messi in movimento dall’installazione, saranno “regalati” ai visitatori. Il pubblico potrà comprare dei grandi sacchetti di carta, che riportano la scritta I was there (Io c’ero) e riempirli con i vestiti fino all’orlo.
Gli abiti dunque torneranno in vita ed ognuno si porterà via un pezzo dell’installazione fino a che la montagna di abiti scomparirà.
All’Hangar Bicocca di Milano la dispersione dell’opera di Boltansky




Da giovedì 24 giugno fino al 19 settembre presso Hangar Bicocca di Milano, sarà possibile visitare la mostra Personnes di Boltanski. Primo evento realizzato da Hangar Bicocca all’interno della singergia con altri tre grandi spazi espositivi mondiali (il Grand Palais di Parigi e l’Armory a New York); la mostra è un evento eccezionale per l’istituzione milanese che si fregia così di ospitare una delle installazioni dall’effetto più dirompente degli ultimi anni.
L’installazione Personnes, che Boltanski ha già presentato a Parigi in occasione di Monumenta, suscitando un forte impatto emotivo sul pubblico, consiste di un cumulo di trenta tonnellate di vestiti che una gru raccoglie e dissemina all’interno dello spazio espositivo mentre in sottofondo - ma molto forte - si ode il ripetitivo e percussivo battito di diversi cuori. Battiti che fanno parte di un altro progetto di Boltanski, chiamato L’archive des coeurs; l’archivio dei cuori in cui Boltanski ne ha già collezionati oltre trentamila.
L’intento dell’opera dal forte carattere empatico è ambizioso infatti, come dichiarato da Boltanski in una conversazione con Teknemedia: “È fondamentale che il pubblico si dimentichi per dieci secondi che si tratta di arte; cosa voglio davvero per i miei lavori è che le persone non siano di fronte a un’opera, ma dentro”. Inoltre, pare che Boltanski abbia adattato la sua opera anche per la compresenza dell’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti di Kiefer; cercando un dialogo e un potenziamento del suo lavoro attraverso l’interazione con quell’opera per cui Boltanski ha speso un lusinghiero: “bellissima”.
Aprirà il 30 settembre all’Hangar Bicocca la mostra “Fuori Centro”, curata della nuova direttrice Chiara Bertola e dedicata ai video di 12 artisti italiani. “Fuori centro” perché l’Hangar è spazialmente situato fuori dal centro della città di Milano, ma “Fuori centro” anche per il significato dei lavori in mostra, che propongono punti di vista e visioni non convenzionali, non lineari, non codificati.
L’Hangar sarà anche fuori dal centro della città, ma le sue mostre sono sempre di una qualità elevata, e dal punto della ricerca e della necessità ben al di sopra di quello che spesso offre il centro della città. Mostre non da grandi numeri, ma mostre pensate e prodotte secondo una precisa strategia culturale e artistica che ha portato a Milano nomi importanti dell’arte contemporanea internazionale.
Gli artisti selezionati in questo caso sono italiani: Elisabetta Benassi, Rossella Biscotti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Rä di Martino, Michael Fliri, Deborah Ligorio, Armin Linke e Amedeo Martegani, Adrian Paci, Maria Teresa Sartori, Luca Trevisani. La scelta delle opere in mostra è stata effettuata lavorando sul concetto della vulnerabilità, tema artistico centrale di Hangar Bicocca per il 2010. Vulnerabilità degli spazi, non solo dell’uomo, vulnerabilità come svelamento naturale rella realtà.
Bellissimo il video di Linke, Devon Rex: “È la descrizione delle sensazioni attraverso la condizione e il corpo di due razze animali, l’ipnosi dei gatti Devon Rex e il dolore degli asini albini dell’Asinara. I gatti Devon Rex sono ipnotizzati da uno spolverino di fili metallici e piume rosse. Alternano un gioco convulso a una fissità straniata; si inseguono e si affrontano per riuscire a raggiungere l’oggetto che li attira.”. Fino al 10 gennaio 2010.
“Breath”, la serie di installazioni luminose o proiezioni verticali (vertical works) di Anthony McCall all’Hangar Bicocca è tra i lavori più belli che ho visto a Milano. E’ molto difficile descrivere quella che è un’esperienza sensoriale basata sulla luce che sembra diventare solida, una sensazione che quindi si deve toccare. Si vedono spesso proiezioni di luce, che se anche bellissime, sono molto lontane da quelle realizzate da McCall che sono combinazioni di proiezione di luce che cambia e foschia, sono film bidimensionale e scultura tridimensionale.
In tutto le opere sono 6, realizzate tra il 2004 e il 2009, di cui “Meeting You Halfway” apposta per lo spazio milanese. L’Hangar Bicocca è il posto giusto per ospitare questi lavori grandi che hanno bisogno di una metratura ampia e del buio. All’inizio la sensazione è davvero strana, perché dalla luce piena del giorno (quando ci sono stata io tra l’altra era pure una bella giornata) si passa all’oscurità e all’inizio non si vede niente. Man mano che l’occhio si abitua si materializzano le sculture luminose che sembrano davvero oggetti tridimensionali, a tal punto che all’inizio non ho pensato proprio di attraversarle. Poi prendendo confidenza si notano i dettagli, ci si può mettere al centro, le si può aggirare o osservare in lontananza.
Io consiglio di rimanere nell’hangar per un po’ di tempo e guardare la luce proiettata che cambia. Le immagini che ho scattato sono quello che sono riuscita a realizzare con tempi lunghi ma senza cavalletto, quindi un po’ sfocate. Sorprende anche, per chi non c’è mai stato, l’installazione permanente di Anselm Kiefer “I sette palazzi celesti“.
Breath - Anthony McCall - Hangar Bicocca di Milano
Continua a leggere: Arte a Milano: da vedere i vertical works di McCall
Dopo la nascita dell’omonima Fondazione, Hangar Bicocca presenta una nuova, attesa mostra. Dal 20 marzo i vertical works di Anthony Mc Call prodotti dal 2004, oltre a un’installazione progettata ad hoc, saranno presentati nello spazio di viale Sarca, sicuramente perfetto per accogliere un lavoro che può sfruttarne appieno le altezze e la penombra.
Inglese di nascita, Mc Call vive a new York e svolge una ricerca artistica che oscilla tra scultura, cinema e performance, coinvolgendo i corpi e il loro movimento nello spazio dell’opera messa in scena. Le sue installazioni trasformano, infatti, i raggi luminosi in forme scultoree tridimensionali, nel cui cono di luce entrano gli spettatori: si tratta di proiezioni di luce ‘solida’ nello spazio, che evidenziano in modo sorprendente le qualità scultoree e volumetriche di un fascio luminoso.
Le proiezioni di Mc Call danno vita a onde, figure astratte, superfici ed ellissi che si estendono e si contraggono nello spazio con la partecipazione attiva dei corpi che modificano la luce e la sua azione in movimento. Un’esperienza percettiva da non perdere.
ANTHONY McCALL: BREATH [THE VERTICAL WORKS]
Hangar Bicocca, Spazio d’Arte Contemporanea - Milano
20 marzo - 21 giugno 2009

Ottime notizie per l’arte e la cultura milanesi. Dopo averci offerto la bellissima mostra e il progetto pubblico di Alfredo Jaar, Hangar Bicocca è da poco anche una Fondazione, e la neodirettrice, Chiara Bertola, punta la futura programmazione non solo sulle mostre di arte contemporanea, ma anche su eventi che possano esplorare e mettere in scena la musica, il teatro, la letteratura, la danza.
La Fondazione Hangar Bicocca intende porsi come un nuovo soggetto per la diffusione della cultura contemporanea, nel segno dei grandi progetti presentati con successo dall’inizio dell’attività dello spazio di viale Sarca.
Per sviluppare la sua identità culturale la Fondazione si è dotata di un ‘doppio’ comitato scientifico, composto sia da quattro professionisti espressamente legati al mondo dell’arte contemporanea, sia da quattro esperti nei campi della semiotica, della filosofia, dell’economia e dell’innovazione. Tra i nomi del comitato multidisciplinare, Hans-Ulrich Obrist (Serpentine Gallery, Londra), Marc-Olivier Wahler (Palais de Tokyo, Parigi), Paolo Fabbri (IUAV, Venezia) e Giulio Giorello (Università degli Studi, Milano).
La nuova direttrice artistica, già responsabile per l’arte contemporanea alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, è stata selezionata dal comitato attraverso un bando pubblico: sarà a capo di Hangar Bicocca fino al 2012, e si avvarrà anche di curatori esterni sulla base dei progetti artistici da produrre.
Nella primavera del 2007 Lucy + Jorge Orta hanno preso parte ad un progetto artistico nell’Antartide.
Il risultato di questo loro viaggio reale e simbolico ai confini del mondo, dove le condizioni ambientali e di vita sono estreme, al limite della sopravvivenza è “Antarctica”, la mostra visibile per la prima volta all’Hangar Bicocca di Milano dal 3 aprile.
In uno spettacolare allestimento sono inserite in modo completo le opere e la documentazione realizzate in Antartide, e le più importanti installazioni legate a istanze umanitarie e di emergenza del duo artistico anglo argentino. I temi toccati sono quelli di mobilità, diaspora, emergenza climatica e ambientale, diritti umani. Problemi sociali oggetto di interesse sociale e mediatico.
Antarctica - Lucy Jorge Orta - Hangar Bicocca - Milano



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