
Dal 1 al 31 ottobre a New York presso la Galleria Deitch Francine Spiegel presenta sette nuovi lavori pittorici ed una suite di fotografie di una ‘performance segreta’.
Duramnte l’apertura l’artista si esibirà in una delle sue ‘disordinate’ performance mettendosi in vetrina alla galleria. Francine è una pittrice molto giovane il cui stile è stato definito ‘mostruoso femminile’, un qualcosa che mescola porno e Frankenstein style.
Donne disperse, frammentate, confuse, mezze morte, mezze vive, mezze arrabbiate. Un immaginario rubato a riviste di fumetti dell’orrore, film, siti web fetish, horror film… una donna che attrae e fa ribrezzo allo stesso tempo.
Halloween è alle porte. Negli Stati Uniti (ma sempre più anche da noi) si attende l’occasione per impaurirsi - e per mettere paura - una volta tanto per scherzo visto che, nella vita di tutti i giorni, i reali motivi di terrore sono purtroppo sempre più numerosi e consistenti.
Per rimanere in tema, vorrei lanciare un gioco, che potrebbe essere utile per tracciare una mappa delle influenze che l’arte ha esercitato sul cinema del terrore. In particolare, mi chiedo quanti mostri, assassini seriali e ambientazioni sinistre che abbiamo incontrato nei film horror americani (e non solo) prendono spunto da (o ritraggono fedelmente) immagini di più o meno celebri quadri, statue, opere architettoniche, ecc.
Nella gallery ho riportato tre esempi abbastanza facili (la maschera dell’assassino di Scream che richiama L’urlo di Munch, Samara di The Ring e Il silenzio di Füssli, il castello di Dracula in Van Helsing e la Sagrada Familia di Gaudì). Se vi vengono in mente altri casi segnalateli nei commenti.
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Joshua Hoffine sembrerebbe un fotografo senza pretese, che si diverte a mettere in scena teatrini dell’orrore con la collaborazione di amici e parenti. I suoi scatti sono pensati come piccoli film con tanto di set, costumi, macchine per la nebbia e altri effetti speciali. Non si tratta di collage e photoshop è usato solo per bilanciare e contrastare i toni.
L’amore per le animazioni dei vecchi cartoni della Disney insieme a quello per le illuminazioni usate da Stanley Kubrick e Chris Cunningham, rispettivamente nei loro film e nei loro spot e video (questi ultimi eccezionali), unito all’atmosfera delle fiabe, ha portato Hoffine a comporre fotografie in cui i mostri che sbucano da ogni dove sono simboli dell’incertezza che abita tutta l’esistenza, e non solo gli incubi dei bambini.
Secondo Hoffine, l’orrore ci dice che la nostra fiducia nella sicurezza è deludente e che i mostri sono tutt’intorno a noi. Non male per uno che considera le sue fotografie come pezzetti di dolce…
via | who killed bambi?
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