
Come ogni ciclo, i Diari di Nanchino volgono al termine.
L’esperienza del prof Massimo Canevacci come docente si sta concludendo, come potete immaginare una periodo intenso e complesso di spostamenti, trasferimenti e riassestamento: stavolta un cambio radicale di suoni, paesaggi, cibi ma anche alfabeti.
Speriamo di avere insieme il tempo per una riflessione finale col professore, intanto vi lascio con la mia. Perché pubblicare su un blog che si occupa essenzialmente di arte un contenuto così eterogeneo come questi Diari?
[Nella foto: donne soldato sfilano a Pechino il 1° ottobre per il 60° anniversario della Repubblica Popolare Cinese]

Da Hangzhou di nuovo a Nanchino: con la terza parte della trilogia i Diari tornano nel loro luogo di origine, anbientati in una location del tutto particolare: una vineria-karaoke sino-australiana.
In un flusso armonico e serrato, mentre la sala si a ritmo di musica, le note di “Only You” - pezzo storico dei Platters - aprono un gate temporale che riporta il professore nella Roma della sua adolescenza fra impacciati corteggiamenti, vecchie sale cinematografiche ormai sostituite da centri commerciali e disci in vinile. Pagine intense che scorrono via veloci.
Buona lettura

Da Shanghai ad Hangzhou, località considerata la “perla della Cina” per la sua bellezza naturale: laghi, boschi, sentieri, canali che si intrecciano ne sono lo sfondo.
“Dancing in the dark” è ambiantata in questo paesaggio: una passeggiata verso l’imbrunire in cui la strada si anima improvvisamente di musica…
[Nella foto: vista di Hangzhou]

L’appuntamento di questa domenica con I diari di Nanchino di Massimo Canevacci è una piccola trilogia.
Tre brevi racconti in successione in cui i paesaggi e i volti della Cina, sullo sfondo dei festeggiamenti del 60° anniversario della Repubblica Popolare Cinese, si mescolano a un viaggio in compagnia di Sheila, la moglie del professore.
Teatro di “Chinese love call” è un parco nel centro di Shanghai, dove ci scopriamo a osservare un canto d’amore fra un uomo e una donna che arriva dall’antica tradizione cinese.

I Diari di Nanchino di Massimo Canevacci, 6° puntata.
Una puntata dedicata a tutti coloro che guardando la loro immagine in passaporti, carte d’identità, patenti senza mai riuscire a riconoscersi.
Ma non vado oltre. La storia di Biofoto merita di essere scoperta da sola, anche perchè sarà Lei in prima persona a raccontarvela…

I Diari di Nanchino, 6° puntata.
Il testo che leggerete è lungo, articolato, sorprendente . Sono questi i tre aggettivi che mi vengono in mente per introdurre queste pagine che ho letto più di una volta.
Scoprirete Souzhou, una città di canali che somiglia a Venezia, i cui abitanti paradossalmente vengono accostai ai napoletani con le sue infinite bancarelle, i marchi falsi più veri degli originali, le ragazze in abiti tradizionali e molto altro. Ma sopratutto vi verrà offerta un’analisi sulla attuale società cinese che rileva un dato fondamentale: se la Cina è un esempio tipico di società idraulica, dove il potere degli imperatori si fondava sulla capacità di manutenere dighe e canali, adesso il controllo si è spostato sulle reti digitali. Come dimostrano i canali di Souzhou…
Buona lettura.
I Diari di Nanchino, 5° puntata.
Diviso in due parti, il racconto del prof. Canevacci si apre con l’esperienza di un ospedale del tutto particolare (o normalissimo: dipende dal punto di vista dell’osservatore) dove un pianoforte a coda lo invita a suonare un “inno alla gioia sanitaria… La seconda parte racconta invece una lezione in classe fra la versione contemporanea di un ritratto di Arciboldo e la difficoltà di tradurre la parola “antropologia” in cinese.
[NB: mi scuso con i lettori per aver saltato l’appuntamento di domenica. Oggi ne ripropongo due in attesa di risolvere un problema tecnico con le gallery e di poter pubblicare le bellissime foto che il professore ci ha inviato.]
Per il quarto appuntamento con I Diari di Nanchino di Massimo Canevacci, proponiamo una puntata interamente vistuale.
Per chi ha letto le pagine dedicate a Multi-Mao entrando nel clima di preparazione per la celebrazione del 60mo anniversario della repubblica Popolare Cinese, quelle che vedrete sono foto che ritraggono l’evento dal vivo: un anniversario bagnato di pioggia. Solo immagini prive di commento, ma sarà facile ricostruirne l’ambientazione seguando il filo della precedente narrazione.
Prossimo appuntamento per domenica prossima con Il Pianoforte di Taiwan.

3° appuntamento de “I Diari di Nanchino” di Massimo Canevacci.
Una puntata toccante, questa, che nel flusso di uno zapping televisivo dove l’unico legame con le parole sono le immagini e i gesti, ricostruisce il clima di celebrazione mediatica intorno al 60esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (1° ottobre). Protagonisa assoluto dei 57 canali tv (esclusi quelli locali e privati) è un Mao sempre uguale e sempre diverso che si ripete nei volti di dieci attori, contemporaneamente: Multi Mao, come lo definisce il professore.
Ma preferisco lasciarvi alla lettura del testo, veramente intenso.

Il prof. Massimo Canevacci, una delle voci più interessanti dell’antropologia culturale italiana, come forse sapate da quest’anno non insegna più in Italia. Trasferitosi in Brasile, una terra che ama e studia da anni, attualmente è visiting professor a Nanchino presso la CUCN (Communication University of China Nanjing) dove insegnerà comunicazione visuale per circa 6 mesi.
Il professore sta tenendo un diario di questa esperienza, scritto con la sensibilità etnografica e lo stupore sempre rinnovato per il mondo che lo contraddistinguono. Ho avuto la fortuna di ritrovarli nella mia casella di posta e leggendoli li ho trovati così belli che ho subito chiesto il permesso di pubblicarli, pensando che fossero un documento importante da condividere con un pubblico più ampio, appassionato di arte e curioso di scoprire i meccanismi che animano il nostro mondo contemporaneo.
Così “I Diari di Nanchino” verranno ospitati su ArtsBlog nel corso dei prissimi mesi. Seguiremo insieme l’evoluzione di questo viaggio attraverso l’arte, la cultura, la comunicazione visuale, la scoperta di un ambiente culturale nuovo come la Cina, le riflessioni e le esperienze personali di Massimo, che ringrazio per aver accettato la proposta. Già pronte le prossime 4 puntate, che pubblicheremo come appuntamento domenicale del blog a partire da questa settimana.
Intanto buona lettura con l’arrivo a Nanchino e il primo giorno di lezione, sicura che apprezzerete questa “finestra” un po’ particolare che apriamo oggi e che e scopriremo mano mano insieme, anche attraverso foto inedite.
[Nella foto: Casa di Massimo Canevacci - Potlach d’addio. Note le feste a casa del professore aperte a studenti e amici, per quella d’addio è stato organizzato un potlach in cui oggetti e ricordi della casa venivano donati ai pèresenti]
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