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Tutti gli articoli con tag illustrazioni

"Poema a fumetti" di Dino Buzzati

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Poema a fumetti di Buzzati

Dino Buzzati ha scritto, e ha scritto anche bene. E fin qui, a parte le questioni di gusto personale, c’è ben poco da discutere. Ma che “l’esimio Buzzati” avesse anche prodotto, in veste di pittore ed illustratore, pregevoli lavori figurativi, non è una realtà universalmente nota. Ed a torto. Perché le immagini da lui incisivamente tratteggiate sono interessanti, e accattivanti. Ciò non toglie che necessitino di uno sguardo aperto e scrutatore, pronto a cogliere le sfumature, a volte astruse, di soggetti dai tratti mostruosi e figurine femminili che spesso sostano sul sottile limite che separa la pura rappresentatività dalla pornografia.

Uno degli esempi cardine, di questo stile, tanto disinvolto nelle forme, quanto attentamente curato nei contenuti, resta l’imperituro “Poema a Fumetti”. Magistrale prova di innata classe, racchiusa nelle pagine della storia di Orfi e di Erma. Novelli amanti in una Milano spettrale e anime vaganti, dagli aspetti ben carnali e le curve calcate.

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Via | magzine.it

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Il mondo di UGBOT disegnato da Gavin Edwards

pubblicato da giovanni de stefano

UGBOT è il nom de plume dietro al quale si nasconde un illustratore di base a Londra, di nome Gavin Edwards. Il suo blog personale, con appuntamenti e novità, potete trovarlo qui. Il suo account Flickr è questo. Il suo portfolio non trova migliore sistemazione di
questa.

Detto questo, lasciatevi andare nel suo mondo di Looney Tunes inquieti e inquietanti; di idolatrie consumistiche (di cui la divinità principale è il “flying bun” di tante rappresentazioni - tutte nella nostra gallery - il panino volante); genealogie di eroi nerd che non hanno nulla da invidiare all’epica greca, se non per il fatto che sono fluorescenti e vivono al meglio le loro avventure su una maglietta.

Il suo antieroe principale - un nerboruto individuo con un cappello a cilindro che sembra un condom - non ci ispira niente di buono. Fortuna che UGBOT in persona, con tre occhi, è pronto a tutto pur di difendere il suo spazio vitale su una delle 25 stampe di ogni soggetto, disponibili “a un prezzo ragionevole” contattando l’artista via mail.

Il mondo di UGBOT di Gavin EdwardsIl mondo di UGBOT di Gavin EdwardsIl mondo di UGBOT di Gavin EdwardsIl mondo di UGBOT di Gavin EdwardsIl mondo di UGBOT di Gavin Edwards

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Schiaffo Edizioni a Modena

pubblicato da Lorenzo Mazza


A Modena questo fine settimana viene presentato il progetto di racconti illustrati spedibili Schiaffo Edizioni. Si parte venerdì 18 alle 18:30 con una serata di presentazione del progetto allo Juta Café (Via Taglio 91, Modena). Si prosegue con la mostra antologica che aprirà sabato 19 alle 19 nello spazio Avia Pervia (via Paolo Ferrari 51/a) in cui verranno presentate le otto pubblicazioni delle serie 2008-2009. La serata sarà animata anche da un live painting murale dell’illustratrice Martina Merlini.

Molti autori contribiranno con disegni realizzati dal vivo: Marino Neri ed Emiliano Properzi, illustratori nella serie 2007, accompagnati dalla musica del cantautore folk vignolese Angus Mc Og e dal dj set del sassolese ZannaDJ (collettivo U-Turn).

Nell’occasione verrà presentata anche l’ultima uscita di Schiaffo Edizioni, “Il martirio della Libertà”, una storia scritta da Alfredo La Ferrara e illustrata da Andrea Calisi. La mostra sarà visitabile fino al 19 gennaio 2010 nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, con ingresso gratuito dalle 18 alle 21.

Slap! Antologica 2008/2009
Slap! Antologica 2008/2009Slap! Antologica 2008/2009Slap! Antologica 2008/2009Slap! Antologica 2008/2009

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L'arte e le illustrazioni di Jess Smart Smiley

pubblicato da giovanni de stefano


Jess “Smart” Smiley (anche se a questo punto non saprei dire quale sia il suo cognome e quale il suo nome d’arte: magari ha due cognomi o due nomi d’arte, comunque) è un abitante dello Utah molto creativo, che potete seguire su Twitter a questo indirizzo.

Ma non solo: potete inviargli una vostra foto (o quella di un vostro amico o nemico) e ve la trasformerà, per soli 20 dollari, in un originale ritratto-file da stampare. Jess lavora con tutti i materiali, però: soprattutto con la carta vera e propria. E’ un bravo illustratore, e sul suo blog potete avere prova tutti i giorni.

I suoi ritratti da 20 dollari arricchiscono anche un gruppo su Facebook dedicato a Jess, ricco di spunti per cimentarvi a vostra volta nel campo dell’illustrazione o solo se volete curiosarci un po’.

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È cascato dalle scale - Jean Jullien

pubblicato da Lorenzo Mazza


Jean Jullien è un graphic designer francese che vive a Londra. Recentemente ha tenuto It fell down the stairs (È cascato dalle scale), una personale a La Galerie des Arts Graphiques di Parigi, dove ha presentato le sue illustrazioni. Un linguaggio molto particolare e delicato il suo, che dà vita ai singoli soggetti facendoli uscire dalle cornici.

I suoi ‘omini’, così semplici e così espressivi, si muovono tra una cornice e l’altra quasi per curiosità e per dispetto. Impreziosiscono alcune illustrazioni degli interventi verbali, a volte semplici didascalie, altre volte interventi poetici come la scritta “Go up but don’t grow up!” (Sali ma non crescere!”) che appare sul palloncino d’ un bambino.

Jullien oltre che illustratore è anche fotografo, poster designer, videomaker, costumista e realizza installazioni, libri e vestiti. Parallelamente alla sua prolifica attività professionale e artistica frequenta il Royal College of Art.

It fell down the stairs - Jean Jullien
It fell down the stairs - Jean JullienIt fell down the stairs - Jean JullienIt fell down the stairs - Jean JullienIt fell down the stairs - Jean Jullien

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Honet, street artist esploratore

pubblicato da Lorenzo Mazza


Lux Tenebrarum nello Spazio Avia Pervia di Modena è la prima personale italiana del parigino Honet. Esploratore, avventuriero, writer, Honet è considerato un boundaries surfer, uno che viaggia sul confine. Nel suo lavoro si intersecano varie discipline e ciò che rimane sono installazioni molto particolari.

Arte, disciplina, spiritualità, visitando il suo sito nella sezione Carnet de Voyage si ha la sensazione di un lavoro che più che documentare, restituisce, stati d’animo, paure, emozioni, un lavoro che per certi versi ricorda quello degli artisti camminatori. Possiamo dire che Honet è uno dei pochi writer veramente underground, nel senso che dipinge proprio sottoterra. E gira voce che nei sotterranei di Parigi il fine settimana ci siano delle feste interessanti….

Chi sia veramente Honet potete scoprirlo dando un’occhiata ai suoi spostamenti. Se volete vedere di persona quello che fa (e magari incontrarlo) l’appuntamento è per venerdì 23 ottobre allo Spazio Avia Pervia di via Paolo Ferrari 51/A a Modena. L’allestimento sarà visitabile fino all’11 novembre nei giorni di Mercoledi, Sabato e Domenica dalle 18 alle 21. Nella galleria vi presentiamo aillustrazioni che Honet ha realizzato per alcuni magazines.

Honet - Illustrazioni
Honet - IllustrazioniHonet - IllustrazioniHonet - IllustrazioniHonet - Illustrazioni

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MyDetour5x5

pubblicato da Lorenzo Mazza


MyDetour5×5 è il titolo di un progetto creativo che coinvolge la comunità dei Moleskiners, quelli che amano esprimersi creativamente con gli omonimi taccuini. Alla Feltrinelli di Napoli (via S.Caterina a Chiaia) dal 16 settembre al 11 ottobre saranno esposti 5 taccuini di 5 artisti.

La tappa successiva sarà a Roma dal 21 al 15 novembre, per un totale di 5 tappe che selezioneranno 25 taccuini, esposti alla Biennale d’Arte Contemporanea dell’Africa a Dakar nel Maggio 2010. L’autore del taccuino più interessante viaggerà a Dakar.

Nella galleria di immagini vi mostriamo i lavori di Simonetta Capecchi, artista napoletana esperta di urban sketching, che da anni offre resoconti illustrati, fra parole e immagini, dei suoi viaggi e delle sue derive.

Simonetta Capecchi - Urban sketching
Simonetta Cappecchi - Urban sketchingSimonetta Cappecchi - Urban sketchingSimonetta Cappecchi - Urban sketching

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Emory Douglas, arte al servizio della rivoluzione nera

pubblicato da Lorenzo Mazza

Emory Douglas

Una mostra inaugurata questo mercoledì a New York ripercorre il percorso artistico di Emory Douglas e il suo rapporto con i movimenti di emancipazione afroamericana. Curata da Sam Durant per il New Museum resterà visitabile fino al 18 ottobre 2009. Emory Douglas è stato un artista rivoluzionario al servizio del Black Panther Party, movimento di liberazione degli afroamericani nato nel 1966 a seguito delle battaglie di Malcolm X e Martin Luther King. In questi anni Douglas produsse molti lavori, quadri, illustrazioni, cartoni i cui soggetti sono divenuti famosi attraverso stampe, poster, cartoline e sculture.

Col tempo Douglas è stato capace di creare un’iconografia sempre più distinguibile ed un ‘vocabolario’ di immagini in diretta relazione con i programmi e le attività delle Pantere Nere. Uno stile unico e inconfondibile il suo, ricco di richiami alla pop art, al collage, ma capace di spingere l’energia dell’arte fino all’estremo, per poter farle veicolare messaggi politici. La lotta contro il razzismo e la violenza, l’apartheid, il diritto alla casa e allo studio sono conquiste che ancora bruciano nei neri d’America.

La mostra raccoglie 165 tra poster, giornali e stampe dal 1967 al 1976. Contemporaneamente il New Museum, lo Studio Museum in Harlem e Groundswell, un’organizzazione comunitaria, coprodurranno un grande murale che verrà installato tra la 122nd Street e la Third Avenue in Harlem. Un progetto di arte pubblica dal titolo What We Want, What We Believe, che vede la partecipazione di 15 giovani e che sarà anche il primo lavoro a New York di Douglas. Un laboratorio aperto che durerà due mesi, in cui Douglas potra insegnare le tecniche, il punto di vista e soprattutto la storia del movimento delle Black Panthers.

Emory Douglas
Emory DouglasEmory DouglasEmory DouglasEmory Douglas

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Visitando 'Monet e il Giappone' a Palazzo Reale di Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza

Monet

A più d’un mese dall’apertura della grande mostra “Monet e il Giappone. Il tempo delle ninfee” a Milano, è tempo per proporvi un piccolo resoconto della visita. Si tratta di un percorso coraggioso, che raccoglie venti stupendi lavori appartenenti alla fase più matura del maestro francese. La vita nel suo giardino a Giverny era scandita dalla cura delle piante, le sue ninfee, gli ibis, le rose, i salici e il ponte in legno, uno dei punti nevralgici nella costruzione dell’armonia dell’ambiente. Proprio qui a Giverny era riuscito a costruire uno studio ampio e luminoso, in cui poter lavorare con grandi tele.

A Milano in mostra fino al 7 settembre, tracce di un viaggio che ha condotto Monet nel cuore della luce, dove la rappresentazione dell’ambiente diviene un tutt’uno con la mutevolezza legata al nascere e morire del sole. Pur nella palese somiglianza dei soggetti, ogni tela conserva un’indecifrabile seduzione dovuta al mistero che ne circonda la creazione. Il punto d’osservazione, il colore del cielo, il vento, ogni cosa resta impressa nel momento del quadro.

Per certi versi questa tecnica del Monet più maturo è già pittura performativa. Conserva traccia del ritmo della pennellata, del momento, dell’improvvisazione, dello scorrere dell’energia senza compromessi. Il giardino getta un ponte tra natura e cultura umana in cui Monet si fa regista, scenografo ed infine documentatore di se stesso, delle sue figlie/piante. Ecco quindi anzitutto la storia di un rapporto davvero speciale tra un uomo e un contesto vegetale, che sono reciprocamente a darsi vita. Un consiglio quindi che vi do, proprio per assecondare questa ricerca continua dei punti di vista e dei punti di luce di Monet, è di vedere la mostra cambiando spesso il vostro posizionamento rispetto alle tele. Certi fiori hanno bisogno proprio di essere visti da lontano, per capirne l’intricato reticolo di ombre e luccichii. Da vicino è altra cosa, bellissima comunque, ma più astratta, indecifrabile.

Monet e il Giappone. Il tempo delle ninfee
Monet e il Giappone. Il tempo delle ninfeeMonet e il Giappone. Il tempo delle ninfeeMonet e il Giappone. Il tempo delle ninfeeMonet e il Giappone. Il tempo delle ninfee

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Puño: disegnatore, amico ed esteta

pubblicato da Sara

Puño

Le immagini di Puño, giovane illustratore madrileno residente a Parigi, sono perfette per migliorare l’umore pigro del lunedi. Le ho scoperte vagando sul web con Stumble Upon.

Colorate e spiritose, le illustrazioni devono molto al fumetto (che è un’attività parallela di Puño). Amico ed esteta, così si presenta sul suo sito: le ispirazioni di Puño derivano chiaramente dalla vita urbana nelle grandi città, dalla cultura della televisione e dalla passione dell’artista per il viaggio.

Un artista decisamente “2.0” da tenere d’occhio.

Puño, illustratore spagnolo
Puño, illustratore spagnoloPuño, illustratore spagnoloPuño, illustratore spagnolo

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